Diritti tv della Serie A, fine del duopolio? Risponde l'Antitrust
Il 2029 sembra un arco temporale ancora lontano, ma in realtà per il calcio italiano è più vicino di quanto si pensi. I diritti audiovisivi (compresa Coppa Italia, Supercoppa e Campionato Primavera) vivranno la possibilità di essere assegnati ancora per 5 anni, come è stato l’ultima volta, dal 2024 al 2029 (al Toro sono arrivati 38 milioni per l'ultima stagione). Ecco perché la Lega di Serie A ha già sottoposto all’Antitrust le linee guida per il bando che hanno ottenuto parere positivo.
Diritti tv della Serie A, fine del duopolio? Ecco lo scenario
Grazie alle anticipazioni del sito specializzato Calcioefinanza.it possiamo leggere in anticipo quello che succederà e quali sono i paletti posti dalla Lega. Secondo l’Antitrust però l’assegnazione di pacchetti esclusivi per periodi superiori a tre stagioni “non appare idonea a favorire un sano contesto competitivo”. Ecco perché la gara dovrebbe comunque prevedere “l’eliminazione degli ambiti di trasmissione esclusiva” almeno per una larga fetta delle licenze, con pacchetti che permettano a più operatori di trasmettere gli stessi eventi. Non un divieto automatico di esclusiva, ma una forte raccomandazione.
I diritti potranno essere venduti suddivisi per piattaforma, quindi differenziando tra satellite, digitale terrestre e internet, o per prodotto oppure con un modello misto. Inoltre per la Serie A l’offerta iniziale dovrà comprendere almeno l’80% delle partite in diretta. E se la commercializzazione sarà prevista per piattaforma o con una formula mista dovranno essere indicati almeno tre pacchetti, mentre in caso di vendita per prodotto ne basteranno due. Sarà in ogni caso vietato a un singolo operatore acquisire in esclusiva tutte le dirette su tutte le piattaforme.
Più offerte per tutti, la raccomandazione dell'Antitrust
La Lega dovrà inoltre includere almeno un quarto delle partite presenti nel pacchetto più grande e almeno la metà delle sue gare dovrà essere collocata in orari singoli serali, dalle ore 18 in avanti. Qual è il succo quindi? I clienti dovranno essere liberi di scegliere tra più operatori che abbiano lo stesso numero di partite e non come oggi con tutta la Serie A in mano a DAZN mentre Sky trasmette solo 3 gare.
E il canale della Serie A? L’esempio della Ligue 1, dove è stato un fallimento totale, è ancora fresco ed peserà certamente sulla scelta. In ogni caso le linee guida prevedono che, in caso di mancata assegnazione dei pacchetti con le dirette oppure di esito negativo delle procedure competitive, la Lega possa lanciare un proprio canale a pagamento, producendo tutto in proprio.
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