I troppi cambiamenti in difesa disorientano un Torino che già manca di personalità

I troppi cambiamenti in difesa disorientano un Torino che già manca di personalitàTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 2 ottobre 2019, 10:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Il caso Nkoulou ha portato Mazzarri a ricercare nuovi assetti e anche gli infortuni non hanno aiutato. La squadra non riesce a sopperire ai problemi del reparto arretrato.

In trentanove giorni il Torino è passato dall’avere una difesa solida ad una colabrodo, infatti, in questo periodo ha incassato 15 gol in 8 partite. Tutto è partito dai problemi di Nkouou che è andato in tilt perché voleva andare via e credeva di poter essere ceduto e dalla gestione del suo caso, già solo il fatto che Cairo abbia incontrato il suo procuratore il 17 di agosto evidenzia che la tempistica del trattare la questione sia stata sbagliata. A questo si sono sommati l’aver puntato su troppi giocatori giovani, Bremer, Bonifazi e Lyanco, quindi, non sufficientemente esperti in una zona del campo così delicata qual è la difesa dopo l’addio al calcio giocato di Moretti. Gli infortuni di Djidji, che dalla stagione precedente si è protratto con il recupero in questa, e di Lyanco. durante la preparazione estiva. L’aggregarsi di Bonifazi dopo le vacanze il 22 luglio per gli impegni precedenti con l’Under 21. E l’aver cambiato giocatori nella speranza di trovare l’assetto migliore che ha finito per disorientare il reparto e l’intera squadra.

La solidità della difesa dello scorso anno si basava sull’utilizzo quasi sempre degli stessi giocatori Izzo, Nkoulou e Moretti o Djidji che si erano alternati sul centro sinistra. La stagione l’aveva iniziata Emiliano per dare a Koffi il tempo di ambientarsi nella nuova squadra e prendere le misure del calcio italiano e poi quando il francese ha avuto problemi al ginocchio è tornato a giocare lui prima di ritirarsi. Nel frattempo il giovane Bremer si allenava per puntare a diventare un difensore affidabile ed era stato utilizzato da titolare in Coppa Italia con il Südtirol, nel derby di ritorno per la squalifica di Moretti e nell’ultima partita con la Lazio. I suoi progressi erano stati notevoli, ma un conto è giocare con Izzo e Nkoulou in piena forma e con la testa sul pezzo e un altro con il solo Izzo e un compagno più giovane, Bonifazi o Lyanco, che non ha svolto la preparazione per intero con il resto della squadra oppure anche con uno più esperto, Djidji, ma che è rientrato da un infortunio e che di conseguenza non è brillante.

L’aver tenuto in punizione Nkoulou facendolo allenare a parte, di per sé giusto stante l’ammutinamento, ma si è rivelato un errore colossale poiché quando lunedì è tornato a giocare con il Parma è apparso decisamente arrugginito, infatti, quasi mai è riuscito ad andare in anticipo sull’avversario e, anzi, si è fatto anticipare finendo per non contrastare a dovere come si è visto in occasione di tutti i gol. Mazzarri ha provato a trovare soluzioni per il periodo nel quale Nkoulou è stato fuori, ma tutte si sono rivelate non soddisfacenti. Bremer da centrale non ha funzionato e da sul centrosinistra alterna giocate che vanno bene al altre no. Lyanco è ancora un po’ acerbo, pur avendo nella seconda parte dello scorso campionato giocato più che discretamente nel Bologna. Lo stesso vale per Bonifazi che si era messo in luce nella Spal. Djidji non ha ancora ritrovato lo smalto dei tempi migliori. Il Mister non poteva fare altro che fare delle prove cambiando gli interpreti, ma questo ha disorientato non solo la difesa, ma tutta la squadra e persino Izzo ne ha pagato le conseguenze e per Sirigu c’è un surplus di interventi e alla fine, pur il più delle volte senza colpe, i gol li prende poiché non sempre riesce a fare miracoli.

Il Torino è in generale una squadra che manca di personalità, anche se ha giocatori di carattere, Sirigu, Izzo, Nkoulou, De Silvestri, Ansaldi, Rincon, Falque e Belotti, ma si vede che non basta e non trapassa all’intero gruppo. Prova ne è che anche nello scorso campionato ci sono stati approcci alle partite sbagliati, cali di tensione durante le gare e ingenuità per non dire errori che hanno portato a subire gol evitabilissimi, anche con squadre alla portata. Ovviamente quest’anno con i problemi che ci sono in difesa si è acuito tutto. Si spera che ci voglia solo un po’ di tempo per aggiustare il reparto arretrato e che nel frattempo i danni siano contenuti. Resta però il fatto che finora alle carenze della difesa gli altri reparti non sono riusciti a sopperire, sicuramente non hanno aiutato l’arrivo tardivo di Verdi e Laxalt, gli infortuni di Falque e Ansaldi e l’intesa che dopo un anno fra Belotti e Zaza rimane ondivaga. Tutte cose che devono far riflettere Mazzarri e la dirigenza.