ESCLUSIVA TG – Pepe (TC Bat): “C’è molta incertezza e la situazione di Cacciamani fa dire: ma il Torino ha un progetto oppure no?”
Nico Pepe, presidente del Toro Club Bat Valentino Mazzola, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con lui abbiamo parlato del Torino che si appresta sabato af affrontare la prima partita ufficiale della stagione: i trentaduesimi di Coppa Italia con la Carrarese, del calciomercato e di quali prospettive può avere la squadra.
Lei e alcuni membri del club siete stati ad Avellino che impressione avete avuto del Torino di Abate che fra quattro giorni disputerà la Coppa Italia affrontando la Carrarese?
“L'impressione che abbiamo avuto è che c'è ancora molto da fare, si vede che la squadra è ancora in costruzione. Ad Avellino si è visto qualche buono spunto, però il problema è sull'incertezza dei giocatori che sono in campo perché non sappiamo se li ritroveremo poi all'inizio campionato. Davvero c’è molta incertezza”.
Le incertezze in particolare sono sui calciatori o sul gioco?
“Bene o male, si intravede un po' il gioco di Abate, però i meccanismi devono essere ancora oliati: abbiamo visto un po' di difficoltà sulle fasce, non a caso lo stesso direttore sportivo Petrachi sostiene che dobbiamo cercare di portare a casa qualche altro acquisto. Stiamo vedendo bene i giovani del vivaio Luongo, Cacciamani e Njie, però alla fine sentendo le voci di mercato e cominci a dire su cosa stiamo costruendo la squadra? Siamo stati anche impressionati positivamente dal giovane portiere Mascardi e quindi ci chiediamo perché non dargli la possibilità di avere qualche chance in campionato?”.
C’è qualche cosa che vi ha deluso particolarmente?
“Siamo rimasti un po' delusi anche dall'atteggiamento della squadra che finita la partita con l’Avellino non è nemmeno venuta a salutare noi tifosi che eravamo stati messi in una parte della tribuna visto che il settore ospiti non era aperto. Eravamo un centinaio di tifosi che avevano fatto centinaia di chilometri per vederli e sostenerli e i giocatori non ci hanno neppure salutato”.
A parte il mancato saluto dei giocatori, anche se il settore ospiti era chiuso è andato tutto bene con la tifoseria locale?
“Sì, non c’è stato alcun problema, tutto tranquillo. All’inizio noi tifosi del Toro eravamo nei distinti e poi ci hanno fatti spostare passando all’interno dello stadio dalla curva chiusa fino alla tribuna in un piccolo settore predisposto per noi”.
Siete stati ben impressionati da Luongo, Cacciamani, Njie e Mascardi, ma su Cacciamani c’è il forte interesse della Roma e lo stesso Cairo ha detto, anche a Sky Sport, che vuole tenerlo, però bisogna vedere chi verrà ceduto e come evolve il mercato. Questo vi preoccupa?
“Anche in questo c'è tutta l'incertezza e quindi sorge la classica domanda: ma noi abbiamo un progetto o no? Alla presentazione di Abate, se non ricorso male, il mancato riscatto di Obrador era stato giustificato col fatto che si voleva puntare su Cacciamani, ma se poi adesso si dice che Cacciamani si può anche vendere allora dov'è la programmazione? Alla fine o partiamo con delle idee chiare, altrimenti è sempre un approssimare di situazioni e regna l’incoerenza”.
Prima parlava delle fasce, ma c'è qualche altra zona del campo che dovrebbe essere ancora rinforzata?
“Noi non siamo riusciti ancora, almeno io personalmente, a capire la difesa se è stata rinforzata o meno con gli arrivi di Comuzzo e Cömert. Per la verità non abbiamo avuto un banco di prova davvero significativo con le amichevoli che sono state fatte tutte con squadre di categorie inferiori, anche il Burnley, forse la più attrezzata, che l’anno scorso era in Premier League però è retrocesso in Championship. Forse in alcune occasioni se avessimo avuto di fronte qualche squadra più attrezzata sicuramente ci avrebbe fatto qualche gol in più. Sono mancate le partite impegnative nelle quali testare davvero la difesa”.
Quindi c'è il rischio che il Torino si ritrovi alla prima di campionato fra 11 giorni, il 23, contro il Milan, che sicuramente è una squadra più attrezzata, senza una organico adeguato?
“Sì, sì, infatti, questo è un grande punto interrogativo perché non abbiamo proprio idea che tipo di difesa abbiamo e se sia veramente affidabile o meno”.
Ma in Coppa Italia con la Carrarese, che milita in Serie B, non dovrebbero esserci problemi per il Torino a passare il turno e ad accedere ai sedicesimi?
“Penso di no, per questa partita credo che non ci saranno problemi. Se affronteremo la Carrarese con un minimo d’impegno credo che si riuscirà a portare a casa il risultato, l’anno scorso i toscani sono arrivati al 12° posto in Serie B e non mi sembra che finora si siano rinforzati così tanto per essere più forti”.
In ottica campionato invece siete preoccupati?
“In ottica campionato (sorride, ndr) diciamo che siamo proprio in un buco nero, non abbiamo la minima idea di quale squadra possa aver messo su Petrachi. La nostra paura è che faremo il solito campionato anonimo. Le aspettative sono queste visto che si sta allestendo una squadra all'insegna del risparmio, del non spendere per prendere giocatori affidabili e di qualità. Si pensa solo a recuperare le passività del bilancio e quindi siamo sempre al punto di partenza. Per lo più si prendono giocatori in prestito o a bassissimo costo e si cerca di vendere quei due o tre un po' migliori che abbiamo: questo è purtroppo il discorso”.
Prima ha citato il giovane portiere Mascardi, ma da settimane si continua a parlare dell’arrivo di Perri. Crede che serva effettivamente un portiere, anche se Mascardi in Serie A non ha mai giocato? Più o meno per lui vale il discorso per Cacciamani che era stato fatto esordire da Vanoli in Serie A e ha disputato due spezzoni di partite, con Inter e Lecce, per complessivi 30 minuti.
“Questo è vero, però magari dare possibilità a qualche giovane davvero promettente di crescere buttandolo nella mista da subito, come fanno nei campionati esteri, non sarebbe una cattiva idea. Probabilmente Cacciamani o Luongo sono capaci di dare qualcosa in più che forse qualche giocatore un po' più “anziano” ha dimostrato di non poter dare. E poi se ci sono club di alto livello, come la Roma, che hanno puntato gli occhi su Cacciamani penso che un motivo ci sarà. Dovremo essere noi del Toro a ricercare giovani talenti e invece, come sempre, i nostri talenti li vendiamo agli altri”.
Parlando di Mascardi, qualche anno fa Mihajlovic ebbe il coraggio di mandare in campo Gigio Donnarumma che non era ancora neanche maggiorenne e che poi diventò il portiere titolare del Milan. Non pensa che potrebbe farlo anche Abate con Mascardi?
“Credo che la squadra dovrebbe essere un mix fra senatori e giovani, perché i giovani vengono trascinati dai senatori, ma danno quel qualcosa in più. I giovani che sono cresciuti nel vivaio magari possono avere quel po' d’attaccamento in più alla maglia, ma se li diamo via ci ritroviamo poi con i soliti calciatori ai quali alla fine non interessa né andare al Museo né andare a salutare i tifosi perché a loro non importa del Torino, ma pensano solo a incassare lo stipendio a fine mese facendo in campo il compitino. Così facendo allora ci troveremo sempre con squadre non solo mal attrezzate, ma anche che non hanno idea di cosa sia il Toro e che storia abbia. Lasciamo stare questo discorso perché fa troppo male e tutti, purtroppo, sappiamo bene di cosa sto parlando”.
Questa è la sua opinione o anche degli altri membri del vostro Toro club?
“E’ l’opinione di tutti i tifosi del Toro. Quando si parla con gli amici di altri Toro club, come quelli di Melfi del presidente Gianluca Tartaglia, si nota che ormai c’è poca voglia di seguire anche le partite e questa è una cosa bruttissima. Purtroppo si sta proprio creando un distacco sempre maggiore tra la società e i tifosi”.
Però un conto è tenere le distanze dalla società, un altro avere poca voglia di seguire il Toro, quindi la squadra. Non crede?
“Quando per anni i risultati non arrivano c’è gente che non vuole neanche più seguire la squadra, questo è il problema. E' un problema che ho riscontrato in molti club: i soci non si fanno più le tessere e le persone non vogliono più venire in trasferta. In generale c’è un sempre maggiore disinnamoramento. Ci vorrà un bel po' di tempo per buttarsi alle spalle questo lungo momento”.
Forse ci vorrebbe un cambio di proprietà?
“Probabilmente sì. Cairo fa proclami in continuazione, ma ormai non gli crede più nessuno. Quello che dice oggi tra un mese sarà smentito, quindi è impossibile credere nella società? Speri solo che alla fine si farà un campionato un po' decente, che ci si posa togliere qualche piccola soddisfazione. Però se ogni campionato ormai da anni parte con questa prospettiva, che cosa vuoi vedere di positivo? Poco o nulla”.
Il vostro Toro Club Bat ha qualche iniziativa in programma?
“Avevamo intenzione di fare qualcosa per i primi di ottobre e appena passa Ferragosto ci rimetteremo all'opera per organizzare e poi ti faccio sapere come sempre. Abbiamo pensato comunque di fare tutte le trasferte che il Torino farà al sud con qualche puntatina a Torino quando capiterà. Fare la trasferta è sempre un momento di aggregazione, di gioia, in ogni caso è sempre una cosa bella da farsi. Abbiamo intenzione di cercare di fare qualche trasferta in più rispetto all'anno scorso, anche perché quest'anno c'è qualche partita in più che possiamo seguire qui nei dintorni, che sono comunque centinaia di chilometri. Andremo a Frosinone e anche a Venezia, seppur sia molto più distante, portandoci dietro le mogli e i figli e abbinando così il divertimento del seguire la squadra con quello di stare in famiglia e con gli amici. Quella di Venezia è una trasferta di quelle che ci siamo imposti”.
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