ESCLUSIVA TG – Hernan Bovo: “Simeone ci mette impegno, ma gli manca ancora il gol. E’ tutto il Torino che sta faticando”

ESCLUSIVA TG – Hernan Bovo: “Simeone ci mette impegno, ma gli manca ancora il gol. E’ tutto il Torino che sta faticando”
Hernan Bovo
Ieri alle 08:38Esclusive
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Bovo ritiene che il Torino non sia messo male a livello di giocatori, ma che mister Abate abbia troppa inesperienza della Serie A. Confida che se si troverà gioco e modulo idonei Simeone tornerà a segnare

Hernan Bovo è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Bovo è l’ambasciatore del Museo del River Plate, è argentino e vive in Italia a Torino da tantissimi anni e con lui abbiamo parlato della difficoltà che in questo inizio di stagione ha Giovanni Simeone a segnare e in generale del Torino che è stato eliminato dalla Colla Italia ai 16esimi dal Monza e che in campionato dopo 5 partite ha 4 punti ed è al 13esimo posto insieme a Udinese, Parma, Monza e Fiorentina.

Come mai Simeone, a parte il gol a Ferragosto in Coppa Italia con la Carrarese, non riesce a segnare?
“Non lo so, ma il Torino ha cambiato allenatore e forse questo al momento influisce. E poi ovviamente non so cosa si siano detti col presidente Cairo e  magari il Cholito non era così contento di rimanere visto che aveva la possibilità di andare nel River Plate. Si sa che quando hai il “mal di pancia” sai com'è, no? È vero che Simeone ci ha messo una pietra sopra, ma non è lo stesso: se il giocatore voleva andare via bisogna lasciarlo andare. Anche in passato altri calciatori che erano rimasti forzatamente non hanno poi avuto lo stesso rendimento come negli anni precedenti. Comunque, a mio parere, è tutta la squadra che sta facendo fatica a giocare, ad esempio, anche Vlasic non è quello dell'anno scorso”.

Ma Vlasic ha giocato il Mondiale e magari questo sta influendo anche se un po’ più del dovuto.
“E’ vero che quando gioca il Mondiale poi quando torna è stanco morto ed era accaduto anche l’altra volta”.

Pure Zapata non sta rendendo, ma lui ha problemi al ginocchio, mentre Simeone né è andato al Mondiale né ha problemi fisici.
“Tutto vero, però è un dato di fatto che facciamo fatica a segnare e i risultati parlano chiaro. Non stiamo navigando nell'oro. Secondo me, se avessimo perso a Bologna mister Abate sarebbe stato esonerato. Il problema è che tutti gli anni al Torino si ricomincia da zero. Simeone come i giocatori che sono rimasti dall'anno scorso si sono trovati in una situazione diversa e forse D’Aversa metteva il Cholito in condizioni differenti e lui riusciva a segnare. Adesso invece c'è tutto un altro gioco e certi giocatori fanno fatica.
Non dimentichiamoci che alcuni dei nuovi sono arrivati da squadre dove non rientravano nel progetto tecnico e in estate si sono allenati stando un po’ ai margini e quindi quando sono venuti da noi non erano nella migliore condizione fisica. Bragança sta facendo buone cose, ma per adesso suoi assist non ne abbiamo visti e ha giocato titolare per la prima volta nell’ultima partita col Bologna.
Al Torino per molti giocatori è in corso un adattamento e, secondo me, bisogna aspettare che tutti comprendano il gioco di Abate e che siano al top della forma fisica, ma per ora i risultati non accompagnano. Magari se Simeone si sblocca e se il Torino fa qualche risultato positivo consecutivo le cose si assestano.
Anche Adams aveva iniziato bene, ma poi ha avuto l’infortunio. Praticamente nelle ultime gare a parte il Cholito in attacco c’era solo Kulenovic. Il Torino finora quasi sempre ha giocato con una sola punta e solo nei corso dei secondi tempi lo si è visto qualche volta con due attaccanti di ruolo e non so se giocare con una sola punta sia un vantaggio oppure uno svantaggio sia per la squadra sia per Simeone.
Comunque in campo il Cholito ha sempre avuto l’atteggiamento giusto e si è sempre sbattuto e ha fatto a sportellate con gli avversari. In più il calendario del Torino ha proposto in questo inizio di campionato partite non facili visto che si è iniziato col Milan e poi si è anche affrontata la Roma. Con la Fiorentina eravamo malmessi sia noi sia loro e siamo riusciti a vincere e con il Bologna era la prima con Palladino in panchina che aveva appena sostituito Tedesco e non era una gara proibitiva e infatti un po' ci siamo accontentati col pareggio. C’è un insieme di cose che ha influito sul fatto che Simeone non sta segnando e in generale sulla squadra che fatica a fare gol.

Sui problemi del Torino ha influito anche che il grosso degli arrivi e delle partenze sia stato fatto negli ultimi giorno di calciomercato?
“Certamente, è una canzone che sentiamo tutti gli anni con Cairo: i giocatori che entusiasmano arrivano, quando accade, sempre nell’ultimo giorno di mercato, o comunque alla fine quando il campionato è già iniziato, e quasi tutti sono in ritardo di preparazione.
Fitz-Jim egli altri sembrano anche bravi, ma si devono anche conoscere e poi quando ci sono parecchi stranieri anche la lingua che parlano è un problema poiché non tutti sanno l’italiano.
Ci sono mille fattori e poi manca ancora un modulo certo e Abate sta facendo degli esperimenti. Simeone ci mette impegno, ma gli manca ancora il gol e il giocare non sempre con la stessa squadra non lo aiuta. E’ tutto il Torino che sta faticando e per questo i risultati stentano ad arrivare. Magari all’inizio il Cholito non era del tutto contento di rimanere, ma visto come si sbatte in campo e l’impegno che ci mette di sicuro ha superato il possibile “mal di pancia” iniziale. Guardo le partite dell’Atletico Madrid e si vede chiaramente che Julian Alvarez non voleva rimanere e infatti è tutto un altro giocatore rispetto all’anno scorso, è triste, mentre non vedo triste il Cholito, anche se stenta a segnare. I motivi li ho detti prima e influisce non polo la conoscenza ancora non perfetta con gli altri compagni pensiamo anche solo al centrocampo e alle fasce dove ci sono quasi tutti giocatori nuovi. La squadra va assemblata e purtroppo i tempi non aiutano e se non arrivano i risultati si sa come funziona”.

Adesso c’è la lunga sosta per gli impegni della Nazionale, ma sono ben 14 i giocatori che sono via e mancano quasi tutti i difensori e finora il Torino in campionato è sempre andato in svantaggio e ha poi dovuto cercare di rimontare. Un’altra difficoltà alla quale deve far fronte Abate, no?
“Certo, gli sono arrivati molti giocatori all’ultimo e non in perfette condizioni fisiche. Ma quello adesso si capisce perché Patrachi non lo voleva: il gioco del Torino mi sembra disordinato e fra difesa, centrocampo e attacco mi sembrano un po’ squilibrati e questo lo si paga in campo. Magari se giochi in Serie B lo si vede meno, ma in A è un problema. Scegliere Abate come allenatore, per me, è stato un azzardo. Per carità, qualche cosa bella la si è vista e Abate ha in mano la squadra e i giocatori ci tengono a fare bene, però lui è inesperto della categoria (in precedenza non aveva mai allenato in Serie A, ndr). I giocatori non sono gli ultimi arrivati e seppur ci siano parecchi giovani il Torino non va in campo con dei bambini”.

Chi fra i giocatori la sta convincendo poco?
“Cacciamani l’anno scorso giocava alla Juve Stabia in Serie B allenato da Abate quindi il mister già lo conosceva, ma è un calciatore che è bravo a spingere in avanti però gli manca tutta la fase difensiva. Non è uno che marca e infatti dalla sua parte arrivano sempre i pericoli. Ma non voglio addossargli chissà quali colpe o responsabilità perché è tutta la fase difensiva del Torino che manca. Per fortuna è  tornato Rodriguez uno che ci può dare tanta esperienza, quando era andato via lo abbiamo rimpianto.
Ogni anno ripartire sempre da capo non fa bene, mi dà proprio fastidio che tutti gli anni si debba ricominciare da zero e questo dimostra che la società non ha programmazione. E poi c’è sempre il calendario che ci fa partire con squadre più forti. Subito il Milan in casa e poi la Roma che sta giocando benissimo. Con il Sassuolo siamo stati noi a giocare molto male. Mentre con il Bologna non era una partita proibitiva, la squadra non è più quella che ha vinto la Coppa Italia nel 2025, e si è recuperato finendo per pareggiare, ma si poteva forse fare di più. L’aver pareggiato ha fatto bene al morale, ma si sono lasciati dei punti con un avversario dello stesso livello.
Penso che il Toro non sia malmesso a livello di nomi e ha possibilità di fare bene, ma poi ho il dubbio che se ci fosse ancora D’Aversa la squadra renderebbe meglio”.

Mi pare di capire che non sia del tutto soddisfatto dell'arrivo in panchina di Abate, è così?
“Non è che non sono soddisfatto. Il problema è che nel calcio moderno non c’è tempo per aspettare e comandano i risultati e questo vuol dire che bisogna fare bene in poco tempo. Abate in estate ha lavorato con i giovani e con giocatori che non c’erano e con altri che sono andati poi via. E poi incidono parecchio anche gli errori del portiere Perri che in tre partite che ha giocato ha fatto tre errori gravi facendoci andare in svantaggio e costringendoci a recuperare. Già facciamo pochi gol e se poi ne subiamo pure è tutto più complicato. Avevamo comprato Mascardi e aveva fatto anche bene, ma poi è stato preso Perri in prestito e tutti sappiamo che non verrà riscattato perché farlo vorrebbe dire spendere 14 milioni. Quindi quanto vale la pena puntare su un portiere che poi non riscatterai? Sono cose che non funzionano, ma che il Torino continua a ripetere tutti gli anni.
Mi ha sorpreso l’arrivo di Abate quando c’era D’Aversa che funzionava e questo mi fa dire che in società non hanno le idee chiare. Vanoli era arrivato al Torino anche lui dalla Serie B però aveva vinto i play-off con il Venezia, mentre Abate e la Juve Stabia sono stati eliminati nella semifinale dei play-off. Mi sembrava che il Torino volesse più Aquilani, almeno questa era la sensazione che mi aveva dato Petrachi. Alla fine dello scorso campionato il Torino per la panchina aveva puntato su Aquilani e Abate e questo mi aveva fatto pensare che in società non avessero le idee chiare e poi aspettava la risposta di uno dei due e come sempre è arrivato il piano B perché Aquilani aveva deciso di andare al Sassuolo. Ma a parte tutto la musica è sempre la stessa al Torino. Magari fosse rimasto D’Aversa non sarebbero arrivati certi giocatori.
Noi del Toro siamo destinati a piazzarci sempre al massimo al 10° posto e a non poter sognare qualche cosa di più. Mi disturba parecchio non avere obiettivi più alti e avere una rosa competitiva per lottare per qualcosa d’importante. Pensiamo anche solo alla Coppa Italia che in teoria è il torneo più facile per noi poiché ci sono meno partite, ma la prendiamo sempre sotto gamba e la giochiamo con la squadra che non è ancora pronta”.

A prescindere da tutto, durante questa sosta Abate dovrebbe recuperare Zapata, Adams, Pellegri, che è tornato ad allenarsi con i compagni, e anche Casadei e quanto ricomincerà il campionato ci saranno anche partite sulla carta più abbordabili. La situazione dovrebbe migliorare, non crede?
“Sì, la sosta permette di lavorare almeno con quelli che non sono andati in Nazionale e con chi doveva recuperare la forma fisica o che era infortunato e con anche un calendario più abbordabile ci si aspetta che il Torino faccia punti con continuità. La classifica non è promettente, anche se ci sono squadre che, secondo me, sono messe peggio di noi. Il calcio è bello anche perché in campo devi dimostrare di essere più forte degli altri. Bisogna lasciare lavorare la squadra e dare un po’ di tempo a tutti affinché si assemblino. Speriamo che il Cholito alzi il livello e torno a segnare, ma servono anche i trequartisti che sono fondamentali tanto più che il centrocampo è quasi del tutto nuovo. Per fortuna che Mandragora è tornato, ero dispiaciuto quando andò via, ma da Bragança , Fitz-Jim e Vlasic mi aspetto il salto di qualità”.

In mezzo al campo ci sono anche Gineitis e Ilkhan, che adesso ha recuperato e lo si è visto anche con il Bologna. Il turco è una pedina in più per Abate?
“Non so perché Ilkhan venga sempre relegato in panchina nonostante quando entra faccia bene.
Gineitis è da un paio di anni che è sempre uguale e non fa il salto di qualità eppure da lui si aspetta la crescita. Dà tanto a livello fisico e di corsa, però non può perdere palloni come spesso gli capita. E’ vero che è giovane, ma non è più un ragazzino che si affaccia alla Serie A dalla Primavera. Arriva il momento che deve crescere e non era male se fosse stato venduto al Lipsia o a chi altro lo voleva. Adesso è qui e mi auguro che faccia bene altrimenti è giusto che finisca in panchina.
Mi aspetto una mano da Rodriguez, che già conosce la piazza, per turare qualche buco in difesa.
Mascardi, Comuzzo, Fortini e Ilkhan sono nelle rispettive Under 21 e anche questo fa bene e accresce la loro esperienza.
Sono sempre positivo perché vedo che ci sono squadre che sulla carta sono peggiori di noi, ma bisogna cominciare a fare risultati in modo da poter lavorare più tranquilli e che tutti possano crescere. Questo è fondamentale. Voglio che le cose vadano bene perché un ulteriore cambio in panchina, anche se tornasse D’Aversa, non farebbe bene anche agli stessi giocatori e cambierebbe loro la stagione perché dovrebbero adattarsi a una nuova idea di gioco e a un nuovo allenatore. Arrivare a un nuovo cambio di allenatore vorrebbe oltretutto dire che si rischia di retrocedere. Vediamo cosa accade dopo la sosta, ma se non ci saranno cambiamenti allora ci sarà da preoccuparsi”.

Prima della prossima sosta, dopo il 7 novembre, ci saranno 6 partite e a parte quella col Como le altre, Udinese, Parma, Monza, Frosinone e Lecce, sono tutte abbordabili. Quanti punti si aspetta dal Torino?
“Con l’Udinese giocheremo in casa e quindi mi aspetto 3 punti. Col Parma anche se andremo in trasferta mi aspetto altri 3 punti. E siamo a 6. Col Monza, di nuovo in casa, dovremmo avere il dente avvelenato perché ci ha fatto fuori dalla Coppa Italia per giunta è una squadra che la si conosce come il suo allenatore Juric e altri 3 punti vanno fatti. Per cui siamo a 9. Con il Como puoi anche perdere. E con Frosinone e Lecce devi fare punti, anche se non so se si vincerà. Per cui dico che nelle prossime 6 partite mi aspetto dal Torino almeno 10 punti, magari anche 12.
Dobbiamo tirarci fuori da questa posizione di classifica perché siamo al 13esimo posto, insieme a Udinese, Parma, Monza e Fiorentina, e abbiamo solo 4 punti fatti in 5 partite e il distacco dal Bologna terz’ultimo è di sole 2 lunghezze, quello dal Genoa 3 e dal venezia ì, che è ultimo, 4.
Con l’arrivo di Vanoli la Fiorentina sta risollevandosi e a livello di rosa è messa bene per cui verrà fuori da queste sabbie mobili. Il Venezia è in grande difficoltà e il Lecce, che ha 2 punti più di noi, dovrebbe essere sotto. Non mi aspettavo un avvio del Frosinone così positivo visto che è 6° con 10 punti e ha pure battuto il Como, che vincerà con quasi tutti o comunque con lui perderanno in parecchi. Bisogna essere combattivi e giocare bene e quando non si riesce a giocare bene di devono tirare fuori gli attributi, cosa che finora non è sempre accaduta, e riuscire comunque non perdere e limitare i danni. Bisogna rendere difficile la vita agli avversari e non agevolarli con gli errori del portiere, sono già 3 e iniziano ad essere pesanti perché obbligano a raddoppiare gli sforzi per recuperare. Col Bologna avevamo anche iniziato tutto sommato bene, ma poi abbiamo subito il gol e, come tutte le altre volte che siano finiti in svantaggio, siamo andati nel caos totale e infatti i rossoblù sono stai vicini a fare il secondo gol per fortuna che alla fine Kulenovic ha segnato e così abbiamo pareggiato”.