Danni limitati dalla sconfitta col Napoli ora però il Torino deve metterci del suo per garantirsi la salvezza

Danni limitati dalla sconfitta col Napoli ora però il Torino deve metterci del suo per garantirsi la salvezzaTUTTOmercatoWEB.com
Il Torino
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Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

A dieci giornate dalla fine del campionato il Torino ha il suo destino fra le mani, nel senso che sta a lui garantirsi la permanenza in Serie A. Anche nell’ultimo turno pur perdendo col Napoli in soccorso sono venuti alcuni risultati delle altre squadre che pure loro lottano per salvarsi.  La sconfitta del Pisa ha relegato i toscani all’ultimo posto. Il pareggio tra Fiorentina e Parma ha permesso alla Viola di erodere solo un punto dei sei e non ha fatto allontanare più di tanto i gialloblù prossimi avversari, sono passati dall’averne tre in più a quattro. La sconfitta della Cremonese ha fatto sì che dal terzultimo posto rimanessero invariate le sei lunghezze di vantaggio, certo la vittoria del Lecce ha fatto sì che i salentini si avvicinassero di tre punti, ma rimangono pur sempre dietro. La vittoria del Verona non ha inciso più di tanto visto che il Torino aveva il doppio dei punti degli scaligeri. Il Cagliari, appaiato, ha perso anche lui. E il Genoa pur vincendo si è portato a pari punti. Ecco perché tutto sommato si può dire che i danni sono stati limitati.

Ora però tocca al Torino metterci del suo, tanto più che ancora una volta il calendario viene in aiuto. Infatti gli stessi granata affronteranno venerdì sera il Parma. Sabato alle 18 il Lecce dovrà vedersela in trasferta col Napoli, che vorrà difendere il terzo posto. Domenica all’ora di pranzo il Verona in casa ospiterà il Genoa e poi il Pisa alle 15 il Cagliari. E infine lunedì sera ci sarà Cremonese-Fiorentina. E’ evidente quindi che se il Torino che tra l’altro gioca per promo battesse il Parma poi potrebbe stare a guardare con maggiore serenità cosa faranno le altre dirette concorrenti. E tenuto conto che Pisa e Verona hanno già più di un piede in Serie B manca solo un’altra al computo di chi retrocederà e, classifica alla mano, a rischiare maggiormente di finire in quel maledetto posto sono Cremonese (24 punti), Fiorentina (25) e Lecce (27), mentre Torino, Cagliari e Genoa con 30 punti e ancora di più il Parma con 34 partono da una situazione di lieve vantaggio, che ovviamente va sfruttata.

Con il Parma per il Torino non sarà una partita facile e all’andata, il 29 settembre scorso, i granata gettarono alle ortiche tre punti perdendo in casa 2 a 1. Prima andando in svantaggio con il rigore trasformato da Pellegrino (36’). Sulla punizione battuta da Valeri il Parma lamentò un fallo di mano di Ismajli in area, che aveva il braccio largo già in posizione di partenza, sulla spizzata di Delprato, tenuto in gioco da Coco, e il Var, a seguito della revisione, richiamò l’arbitro Collu al monitor a vedere l’azione e quest’ultimo decretò il calcio di rigore per il Parma che Pellegrino di forza col mancino ad aprire calciò di piattone insaccando nell’angolino con Israel che arrivò a toccare la palla, ma non riuscì a bloccarla o a respingerla. Poi il pareggio di Ngonge che sembrava aver riportato sulla giusta strada il match (50’). Coco servì Ngonge al limite dell’area e lui, in torsione in mezzo a tre avversari, controllò mettendosi la palla sul destro e poi evitò Keita e concluse insaccando quasi all’incrocio dei pali alla destra di Suzuki, dove il portiere non poteva arrivare. Infine però fu ancora Pellegrino che infilò il pallone in porta (72’). Biraghi in ritardo non era riuscito a intercettare il pallone diretto a Britschgi che così, servito in profondità, col destro crossò e Maripán intervenendo in scivolata per poco non fecef autogol con Israel che si era superato nell’evitarlo deviando sul fondo, a seguire Valeri clciò dalla bandierina verso il secondo palo dov’era appostato Pellegrino che eluse il controllo di Vlasic, più basso d’altezza, e saltò più in alto di tutti e di testa segnò spiazzando il portiere granata: comunque, sia Israel sia la difesa del Torino rimasero imbambolati. Per la cronaca va anche detto che al Parma fu annullato (47’) un gol che avrebbe portato gli scaligeri sul due a zero: Pellegrino anticipò Ngonge sul secondo palo e con un colpo di testa ravvicinato segnò però l’arbitro fischiò un fallo di Ndiaye su Israel per averne ostacolato l’uscita: episodio dubbio perché il difensore del Parma non sembrò aver più di tanto limitato l’azione del portiere granata. Il Torino nell’occasione fece più possesso palla e creò più occasioni tirando maggiormente in porta però a vincere, per la prima volta in campionato, fu il Parma risultando capace di capitalizzare con determinazione al massimo il gioco che era riuscito a creare. Anche i cambi effettuati da Baroni nella ripresa non servirono molto (Biraghi per Nkounkou (70’), Tameze per Asllani (70’), Adams per Ismajli (76’),  Njie per Simeone (87’) e Aboukhlal per Vlasic (87’)) e in generale tanti giocatori chiave, su tutti Asllani e Vlasic, ma anche Israel, Ilmajli, Maripán, Lazaro, Casadei e Simeone, non riuscirono a fare la differenza. Insomma una partita che se fosse stata giocata meglio e con maggior tenacia non sarebbe stata persa.

Venerdì sera per battere il Parma il Torino dovrà fare solo due cose: non commettere sempre gli stessi errori in fase difensiva che con un po’ di attenzione sono evitabili e che finora gli hanno consegnato la palma della peggior difesa della Serie A, insieme a quella del Verona, con 49 gol subiti in 28 partite. Concretizzare le azioni offensive segnando, cosa che spesso non fa e infatti con 28 reti ha il quinto peggior attacco. Come ha detto fin dal suo arrivo mister D’Aversa la posizione in classifica la determina la differenza reti e oggi il Torino con -21 ha la terza peggiore, dietro ci sono solo Verona (-27) e Pisa (-28) che guarda caso sono penultima e ultima e già quasi retrocesse.
La salvezza dipende dal Torino, basarsi sui danni limitati grazie ai problemi altrui è rischioso ed è soprattutto disonorevole per chi veste la gloriosa maglia granata.