Con una rosa non proprio extra large il Torino dovrà scongiurare gli infortuni

27.05.2020 06:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Con una rosa non proprio extra large il Torino dovrà scongiurare gli infortuni

I dati provenienti dalla Bundesliga sugli infortuni alla ripresa del campionato fanno tremare i polsi. Infatti, dopo le prime due giornate i giocatori infortunati sono 65 e il tasso di problemi fisici è aumentato del 266% rispetto alla fase precedente al Covid-19 e si è passati dallo 0,27 allo 0,88 a partita. In questi giorni di ripresa degli allenamenti anche fra i giocatori della Serie A qualche infortunio si è già verificato, l’ultimo è quello accaduto a Ibrahimovic che ha riportato la lesione del soleo del polpaccio destro e fra dieci giorni dovrà ripetere gli accertamenti strumentali e se tutto andrà bene potrà tornare in campo fra un mese.

Ieri nella doppia sessione di allenamenti Baselli e Lukic hanno svolto un programma personalizzato, non è detto che abbiano accusato qualche problemino fisico, ma è più verosimile che proprio per non correre il rischio di stressare muscoli, articolazioni, giunture, tendini e quant’altro lo staff tecnico e quello sanitario preferisca ogni tanto personalizzare il lavoro proprio al fine di prevenire gli infortuni. Che sarebbero un bel problema per Longo che già deve risollevare la squadra dalla zona a ridosso dalla lotta per non retrocedere e se dovesse fare anche fronte a infortuni il suo compito diventerebbe oltremodo arduo.

Il Tornino non ha una rosa ridotta all’osso, ma comunque neppure extra large e in caso di infortuni in taluni reparti rischierebbe di dover adattare giocatori a ruoli non abituali. Ad esempio, sulle fasce dove ci sono solo tre giocatori Ansaldi, De Silvestri e Ola Aina, quindi, neppure due, titolare e riserva, per lato. Anche nella parte centrale del campo se dovessero venire a mancare Baselli e Lukic resterebbero solo Rincon e Meïté. Longo sta già facendo allenare con la prima squadra i Primavera Singo, Ghazoini, Adopo, Onisa, Enrici, Trombini e Gonella, ma un conto è utilizzarli nei finali di partita oppure se l’andamento della gara lo consente tutto un altro è doverli mandare in campo per sostituire eventuali infortunati perché non si hanno altre alternative con maggiore esperienza. Se e quando il campionato riprenderà si giocherà ogni tre giorni quindi lo sforzo fisico sarà decisamente più elevato per giunta per un periodo di circa mesi e questo comporta minor tempo per gli allenamenti che significa maggior rischio di infortuni. Che la buona sorte preservi i giocatori granata perché la scelta di avere un organico contenuto si è rivelata non proprio fra le migliori, ovviamente prevedere una pandemia che bloccasse così a lungo il campionato era impossibile, ma chi si occupa di calcio sa perfettamente che gli infortuni possono sempre capitare anche quando la stagione si svolge regolarmente e se un allenatore, nel caso specifico Mazzarri, preferisce un numero non eccessivo di giocatori magari la società è meglio che non lo accontenti soprattutto se la squadra ha palesato delle difficoltà, la stagione è iniziata precocemente per i preliminari d'Europa League e già 20 giocatori hanno frequentato, chi per tanto e chi per poco tempo, l’infermeria (Ansaldi, Adopo, Aina, Baselli, Belotti, Berenguer, Bonifazi, De Silvestri, Djidji, Edera, Falque, Izzo, Laxalt, Lukic, Lyanco, Millico, Parigini, Rincon, Verdi  e Zaza) e piuttosto lo aiuti a gestire chi non è molto soddisfatto di accomodarsi ripetutamente in panchina. Adesso è Longo che rischia di non avere abbastanza uomini a disposizione.