Con solo il campionato il Torino nel girone d’andata deve mettere le basi per l’Europa

Andare oltre i trentasei punti del girone di ritorno dell’anno scorso è fattibile in quello d’andata quest’anno.
08.09.2019 14:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Con solo il campionato il Torino nel girone d’andata deve mettere le basi per l’Europa

Al Torino presidente, dirigenti, allenatore e anche la maggior parte dei giocatori non dichiarano gli obiettivi stagionali, scaramanzia o altro poco importa, ma dai discorsi si comprende che un obiettivo, almeno sulla carta, esiste ed è quello di riportare la squadra a calcare i campi europei. Lasciando da parte la Champions, sarebbe fare il passo più lungo della gamba visto come sono andati quest’anno i preliminari d’Europa League, accedere a questa seconda competizione è proprio l’obiettivo. Possibilmente si spera direttamente così da evitere sia d’iniziare molto presto la stagione, già ai primi di luglio, e anche d’incappare in eventuali esclusioni dovute al non raggiungere la fase a gironi, che è poi la vera e propria Europa League.

Il Torino si trova nella favorevole condizione di avere tutto il restante girone d’andata senza impegni se non quelli in campionato e ha già vinto le prime due partite. Questo dovrebbe compensare anche il fatto di aver iniziato presto la stagione per i preliminari d’Europa League. Diciassette partite con soli due turni infrasettimanali, il 26 settembre e il 30 ottobre, e con oltre all’attuale altre due soste per gli impegni della Nazionale, 13 ottobre e il 17 novembre e poi la pausa natalizia, l'ultima giornata il 22 dicembre e il ritorno in campo il 5 gennaio, al netto di anticipi e posticipi, prima delle ultime due gare dell’andata.  In questa stessa condizione si trovano anche Milan che può puntare a un posto in Europa come Fiorentina e Sampdoria, però, viola e blucerchiati a inizio dicembre dovranno giocare in Coppa Italia rispettivamente con Cittadella e Cagliari, ma mette il Torino in una condizione favorevole rispetto a Juventus, Inter, Napoli e Atalanta, che disputano la fase a gironi della Champions, e anche a Roma e Lazio, che sono impegnate in quella dell’Europa League.

Tenuto conto che è quasi un mantra nel Torino dire che l’obiettivo è migliorarsi e poi si vedrà dove si arriva e che a ogni piè sospinto viene ricordato che nel girone di ritorno l’anno scorso sono stati conquistati trentasei punti, cosa che mai era accaduta da quando la vittoria ne vale tre anche se sommati ai ventisette dell’andata sono valsi solo il settimo posto, allora quest’anno in quello d’andata è lecito aspettarsi e chiedere che se ne facciano almeno trentasette. Tenuto conto che sei sono già stati conquistati ne rimarrebbero ancora almeno trentuno da incamerare. Troppi? No, perché se il Torino vincesse con Lecce, Sampdoria, Parma, Udinese, Cagliari, Brescia, Genoa, Fiorentina, Verona, Spal e Bologna ne conquisterebbe trentatré, ossia due in più. Il Torino avendo tenuto tutti i giocatori più forti dello scorso anno e avendo preso Verdi e Laxalt più Ujkani come secondo portiere, se risolveranno la questione Nkoulou hanno una squadra rinforzata in tutti i ruoli per il campionato. Con trentasette-trentanove punti nel girone d’andata ci sarebbero le basi per arrivare a fine campionato a piazzarsi in un posto utile per l’Europa League. Se poi qualcuno la pensa diversamente o non condivide la disamina liberissimo, il mondo è bello perché è vario. Tanto alla fine è il campo a emettere giudizi incontrovertibili.