A prescindere dal ripescaggio in Europa League il Torino deve avere una rosa competitiva

A Mazzarri servono giocatori di comprovata qualità e adatti al suo concetto di gioco.
09.06.2019 06:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
A prescindere dal ripescaggio in Europa League il Torino deve avere una rosa competitiva

Restare con il cerino spento in mano è questo ciò che è accaduto al Torino al termine di questa stagione. Dal concorrere persino per un posto in Champions, anche se oggettivamente le possibilità non erano molte, a rimanere in lizza per l’Europa League fino alla penultima giornata per poi vedere svanita la possibilità dopo la sciagurata partita con l’Empoli. In seguito la speranza che il Milan venga estromesso dall’Europa League dalla Uefa per mancato rispetto del Fair Play Finanziario e immancabile la doccia fredda quando la Uefa ha deciso di aspettare per vedere come si pronuncerà il Tas in merito al ricorso dei rossoneri. Ed infine il flebile barlume di speranza che il Milan chieda al Tas una procedura d’urgenza e che venga accettata e magari finisca con un pronunciamento che induca la Uefa a punire il club rossonero in modo che il Torino venga ripescato e provi ad andare alla fase a gironi dell’Europa League superando i preliminari.

Dipendere dagli altri non è questo che deve essere fatto, il proprio destino non bisogna costruirlo sulle disgrazie altrui, troppo facile quando accade e poco edificante anche se al giorno d’oggi tanti riescono a raggiungere gli obiettivi così salvo poi non riuscire a mantenere lo standard, com’è accaduto proprio al Torino nel 2014 quando arrivò settimo e in Europa ci andò per l’esclusione del Parma e poi nella stagione successiva arrivò è vero agli ottavi di Europa League partendo dai preliminari, ma in campionato alla fine si piazzò nono e anche in Coppa Italia non andò oltre gli ottavi. E la stagione successiva andò anche peggio in campionato poiché i granata non riuscirono a collocarsi oltre il dodicesimo posto e uscirono dalla Coppa Italia un’altra volta agli ottavi. La china da allora è stata risalita, ma non abbastanza, com’è sotto gli occhi di tutti e lo dimostra la stagione appena conclusa: settimo posto a tre dal sesto e a cinque dal quinto e fuori dalla Coppa Italia agli ottavi contro la Fiorentina che in campionato fino all’ultima giornata ha rischiato di retrocede, non proprio quindi una squadra forte e che, già prima del crollo nella parte finale della stagione, aveva avuto alti e bassi e quando affrontò il Torino in Coppa Italia il 13 gennaio in campionato aveva un punto in meno dei granata. Questa è la realtà.

Se il Torino non è arrivato al sesto posto, l’ultimo utile sul campo per accedere ai preliminari d’Europa League, può solo prendersela con se stesso. Certo è innegabile che abbia subito torti arbitrali, tanti e troppi, che lo hanno danneggiato e non poco, ma quanti punti sono stati lasciati per strada per propria dabbenaggine? Ben più di uno e anche in partite dove i granata erano stati danneggiati da torti arbitrali, come con l’Udinese o il Parma all’andata, avrebbero potuto fare meglio e magari anziché pareggiare con i bianconeri vincere e anziché perdere con i gialloblù almeno pareggiare, già solo così tre punti in più in classifica li avrebbero avuti. Se poi non ci fossero stati il pareggio con il Cagliari all’andata e le sconfitte con il Bologna  e l’Empoli nel girone di ritorno altri punti sarebbero arrivati e anche l’Europa League. Meglio lasciar perdere che il Torino ci sarebbe arrivato se l’Atalanta e non la Lazio avesse vinto la Coppa Italia perché si sarebbe trattato ancora una volta di ottenere qualche cosa derivante da risultati ottenuti da altri e non da se stessi. E non ha alcun senso dire che però la Lazio in campionato è arrivata alle spalle del Torino con quattro punti in meno perché tanto i biancocelesti in Europa League ci sono e pure direttamente alla fase a gironi perché, loro, in Coppa Italia sono arrivati fino alla fine e l’hanno anche vinta.

Il Torino nonostante il record di punti fatti da quando la vittoria ne vale tre e l’aver avuto la quinta difesa del campionato, con tanto di altro record di imbattibilità stabilito da Sirigu, non è riuscito a fare abbastanza gol per conquistare quei punti che gli avrebbero permesso di andarci eccome in Europa, a reti realizzate infatti è stato la decima squadra. Questo perché più di un giocatore ha avuto alti e bassi e in estate sono stati sbagliati due acquisti, Soriano e Zaza che negli intenti erano stati presi per fare la differenza e poi a gennaio, quando c’era la sessione invernale del calciomercato, fatto partire Soriano non è stato preso nessuno eppure la squadra aveva concluso il girone d’andata al nono posto a soli tre dal sesto e a quattro dal quinto, situazione quasi identica a quella di fine campionato. Se si vuole puntare veramente a un posto in Europa è obbligatorio allestire una squadra che abbia le potenzialità per arrivare quinta così se qualche cosa andasse storta arrivando sesti almeno si accederebbe ai preliminari e non com’è accaduto anche in questa stagione sperare che basti arrivare settimi. La sessione di mercato inizierà ufficialmente il primo luglio, ma è già adesso, anzi, settimane fa che si doveva agire per piazzare i giocatori che non sono del tutto funzionali al progetto e imbastire la trattative per prendere chi può veramente dare qualche qualcosa in più e ben difficilmente lo sono i giocatori che hanno bisogno di rilanciarsi o le giovani promesse che devono affermarsi. Chissà se la lezione è stata imparata? Al momento non sembra stante i nomi che circolano e la mancanza di riscontri su trattative veramente avviate, può essere che il Torino stia agendo così bene sottotraccia che non sia trapelato nulla, per carità, però nel caso almeno qualcuno qualche sentore in più lo avrebbe e qualche altro nome di maggior spessore sarebbe emerso. Per non parlare della questione direttore sportivo. Vedremo, è giusto attendere prima di dare giudizi definitivi, ma una cosa è certa: solo allestendo una squadra che possa competere per il quinto posto si possono avere obiettivi ambiziosi e raggiungerli.