Toro: tutti gli sprechi di Cairo dal 2005 a oggi

13.01.2010 09:44 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: www.cronacaqui.it
Toro: tutti gli sprechi di Cairo dal 2005 a oggi
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Venti milioni di sprechi per il Toro di Urbano Cairo. Scelte avventate e discutibili hanno caratterizzato la sua gestione ormai giunta al quin­to anno, in condizioni al limi­te della disperazione. E c’è un dato che fa riflettere: se Cairo non avesse buttato così i suoi denari tra tecnici, dirigenti e “figurine”, a quest’ora avreb­be potuto utilizzarli per rico­struire il Filadelfia ( anche due), divenendo l’eroe di una piazza che, al contrario, ora lo detesta e lo vuole lontano dal Toro.


QUANTI SPRECHI
L’inizio degli sprechi dell’era Cairo è arrivato al termine della prima stagione, quella dell’unica soddisfazione cal­cistica della sua gestione, che ha portato il Toro in serie A. Via il primo ds (Salvatori) ec­co Tosi e via De Biasi a tre giorni dall’esordio in campio­nato. Al suo posto un costo­sissimo Zaccheroni, tagliato fuori dai giochi a febbraio per una sorta di “complotto” or ­dito dalla squadra. E qui la domanda sorge spontanea: se la società fosse stata da subito rafforzata con un direttore ge­nerale e un team manager, tut­to ciò sarebbe accaduto?


CARENZE SOCIETARIE
Ecco allora che da questo mo­mento iniziano le denunce dei tifosi e dei media, atte ad evidenziare al patron alessan­drino che in questo Toro man­cano alcune figure professio­nali indispensabili per gestire un gruppo così importante e sotto la pressione costante della piazza. La giostra grana­ta però gira sempre attorno alle solite figure: pagano sem­pre allenatori e direttori spor­tivi. Via Zac, torna De Biasi, ma andrà via anche lui. C’è poi Novellino (più di due mi­lioni di euro lordi costerà il suo contratto biennale) e an­cora De Biasi: sei mesi e la giostra continua a girare. Toc­ca di nuovo a Novellino poi a Camolese e i costi dei tecnici salgono sempre più nelle voci del bilancio granata. È quindi il turno di Colantuono (500 mila euro per un accordo an­nuale), ma a fine novembre saluta Torino per dare posto a Beretta, il tecnico meno dura­turo dell’era Cairo. E così in quattro anni e mezzo i costi, lordi, per gli allenatori arriva­no a sfiorare i 14 milioni di euro lordi.


DEFICIT GESTIONALE
Meno nomi e spese inferiori invece per i direttori sportivi che, tuttavia, in meno di cin­que anni costano a Cairo la bellezza di cinque milioni di euro lordi. Da Salvatori a Tosi per passare poi al binomio Lupo- Antonelli, quindi Pe­derzoli, Foschi e infine Petrachi. Ad intaccare però pesan­temente il bilancio granata ci sono anche gli 80 giocatori passati in 4 anni e mezzo: tra questi spiccano i nomi di al­cuni elementi di cui sarebbe potuto certamente fare a me­no ( Pancaro, Coco, Barone, Fiore e Recoba) e altri che si sono resi utili, sì, a dispetto di un ingaggio esagerato (Stello­ne, Ventola). Se a questi ag­giungiamo i recenti casi legati a Diana, Di Michele, Pisano e Colombo facciamo presto ad arrivare a “raccogliere” dieci milioni di euro, soldi che Cai­ro avrebbe potuto investire nella ricostruzione del Fila. Una questione intricata, cer­to, ma mai veramente vicina ad una soluzione anche per il distacco di cui si sono resi protagonisti tutti i proprietari del Toro degli ultimi 12 anni.



Andrea Scappazzoni