Toro, allenatore nuovo e modulo vecchio: non cambia mai nulla
Non importa in realtà capire chi sarà il nuovo allenatore del Toro, perché tanto l'orientamento è sempre lo stesso: non far morire il 3-5-2. Un modulo che i nostri tecnici, non solo in Serie A, hanno adottato da tempo a stragrande maggioranza e lo fa anche Ignazio Abate. Una disposizione tattica, soprattutto quella dei tre difensori centrali, che in Europa invece tutte le big (e non solo) hanno scartato da tempo.
Vi vediamo già con il ditino alzato per ribattere: ma Lui Enrique e il PSG non giocano a tre in difesa? Vero, come è vero che l'allenatore spagnolo propone un 3-2-4-1 che in fase di non possesso diventa 4-3-3, nel quale tutto corrono e tutti coprono, come dimostra l'evoluzione tattica di Kvarathskhelia. Discorso simile per l'Arsenal di un altro spagnolo, Mikel Arteta: difesa a 4, poi tre in mediana e tre attaccanti che svariano moltissimo anche per creare spazio agli inserimenti dei compagni.
In Premier League nell'ultima stagione erano sei le squadre che giocavano con il 3-5-2: Crystal Palace, Leeds, Tottenham, West Ham, Burnley e Wolvarhampton: la prima ha appena vinto la Conferenze League, ma è arrivata quattordicesima in campionato, il Leeds si è salvato poico prima della fine, il Tottenham all'ultima giornata e le altre tre sono retrocesse.
In Liga lo praticano solo 3 squadre compreso l'Atletico Madrid che però con Diego Simeone alterna spesso anche la difesa a 4. In Bundesliga invece sono 10 su 18, ma quasi nessuna della zona alta della classifica e in Ligue 1 sei su 18: Lens, secondo dietro al PSG e a lungo in lotta per lo scudetto, Tolosa, Angers, Lorient (tutte da metà classifica in giù, Nizza che si sta giocano la salvezza nello spareggio con il Saint Etienne e Metz che è retrocesso. Certo, contano più gli uomini dei moduli, ma il Toro parte già vecchio.
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