Torino, lo stadio può cambiare tutto: Cairo prepara la strada alla vendita agli americani?

Torino, lo stadio può cambiare tutto: Cairo prepara la strada alla vendita agli americani?TUTTOmercatoWEB.com
Urbano Cairo
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Oggi alle 15:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Il progetto per stadio Grande Torino Olimpico e del centro sportivo delle giovanili granata Robaldo può accelerare la vendita del club di Cairo e attirare investitori USA. Ecco le scadenze e gli scenari.

Il futuro dello stadio Grande Torino potrebbe intrecciarsi sempre più da vicino con quello della società granata. Sul tavolo c’è il progetto di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione dello stadio e del Robaldo, un’operazione che potrebbe aumentare il valore del club e renderlo più interessante agli occhi dei fondi d’investimento internazionali, soprattutto nordamericani. Sullo sfondo resta la possibile cessione del Torino da parte di Urbano Cairo, che da mesi ribadisce la volontà di vendere e avrebbe già affidato un mandato a Bank of America.

La partita, dunque, non riguarda soltanto gli impianti sportivi e il loro rilancio. In gioco c’è anche la prospettiva di una nuova proprietà per il Torino, con un progetto infrastrutturale capace di incidere sull’attrattività della società sul mercato internazionale.

Stadio Grande Torino e Robaldo, il progetto atteso in Comune

Era il 24 aprile quando arrivarono gli annunci ufficiali di Comune, Torino FC e Politecnico di Torino. Il club granata aveva formalizzato alla Città, attraverso una PEC indirizzata alla Divisione patrimonio, una «manifestazione di interesse preliminare» finalizzata alla presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato mediante finanza di progetto.

L’iniziativa riguarda lo sviluppo strategico di due strutture fondamentali per il club: lo stadio Grande Torino e il Robaldo, il nuovo centro dedicato al vivaio granata, utilizzato dall’estate.

Nella stessa occasione, il Torino aveva annunciato la firma di un protocollo d’intesa con il Politecnico di Torino per elaborare un progetto di valorizzazione dei due impianti e delle aree circostanti. L’obiettivo dichiarato era arrivare alla presentazione di una proposta concreta nel più breve tempo possibile.

Sono passati sei mesi da quegli annunci e il progetto è ancora atteso. In base alle interlocuzioni con la società, il Comune si aspettava di riceverlo entro la fine di settembre. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime settimane e sulla scadenza indicata dal sindaco Stefano Lo Russo: il 31 dicembre 2026.

Concessione trentennale e aree commerciali: ecco cosa prevede il piano

La novità più rilevante è la possibilità di riunire stadio Grande Torino e Robaldo in un unico progetto di sviluppo. Il club potrebbe presentare all’amministrazione comunale una proposta articolata su tre elementi principali:

Offerta economica: il valore in milioni dell’operazione proposta alla Città.

Piano concessorio: la durata e la forma giuridica della concessione richiesta.

Progetto di riqualificazione: interventi sugli impianti sportivi, valorizzazione delle aree circostanti e possibile creazione di spazi commerciali di diversa tipologia ed entità.

Una volta ricevuta la documentazione, gli uffici tecnici comunali dovrebbero valutarne la legittimità, la sostenibilità economica e la fattibilità complessiva.

In caso di esito positivo, il Comune potrebbe avviare una procedura pubblica per assegnare la concessione attraverso un partenariato pubblico-privato, anziché ricorrere a una semplice locazione pluriennale. L’orizzonte ipotizzato sarebbe quello di una concessione di circa trent’anni.

Una prospettiva che cambierebbe sensibilmente il quadro per il Torino, offrendo potenzialmente maggiore stabilità nella gestione degli impianti e nuove opportunità di valorizzazione economica.

Perché il Torino potrebbe partire avvantaggiato

Se la proposta venisse approvata e si arrivasse alla procedura pubblica, il club granata potrebbe beneficiare di una posizione di partenza favorevole. La manifestazione d’interesse già presentata e il lavoro preparatorio avviato con il Politecnico rappresentano infatti elementi importanti nel percorso progettuale.

C’è poi un altro aspetto da considerare: secondo quanto previsto dalla delibera comunale del febbraio 2025, lo stadio deve essere destinato ad attività calcistica di primo livello.

La combinazione tra utilizzo sportivo, riqualificazione delle strutture e sviluppo delle aree circostanti potrebbe quindi contribuire a rendere l’operazione più interessante anche sotto il profilo economico e industriale.

Naturalmente, la presentazione della proposta non equivale all’assegnazione automatica della concessione. Saranno le valutazioni del Comune e l’eventuale procedura pubblica a determinare i passaggi successivi.

Cairo vuole vendere il Torino: gli investitori USA osservano?

È sul possibile cambio di proprietà che il progetto potrebbe avere le ricadute più significative. Da mesi Urbano Cairo ribadisce di essere disposto a cedere il Torino e, secondo quanto riportato, avrebbe conferito a Bank of America un mandato per esplorare questa possibilità.

In questo scenario, un progetto strutturato per lo stadio Grande Torino e il Robaldo potrebbe rappresentare un elemento aggiuntivo di attrattività per potenziali acquirenti. In particolare, i fondi nordamericani potrebbero guardare con maggiore interesse a una società inserita in un piano di sviluppo infrastrutturale di lungo periodo.

La disponibilità di un progetto per gli impianti, la prospettiva di una concessione pluridecennale e le opportunità commerciali legate alle aree circostanti potrebbero contribuire a delineare un quadro più chiaro per chi fosse interessato a investire nel club.

Non significa che la vendita sia imminente né che esistano già acquirenti pronti a chiudere l’operazione. Significa, piuttosto, che il dossier stadio potrebbe diventare una componente importante nella valutazione complessiva del Torino.

Stadio e cessione del club, il 31 dicembre 2026 è la data da seguire

Il sindaco Stefano Lo Russo ha espresso fiducia e ottimismo sulla possibilità che il progetto arrivi sul tavolo del Comune entro la fine dell’anno. La scadenza del 31 dicembre 2026 rappresenta quindi il prossimo passaggio da monitorare.

Se Cairo presenterà la proposta nei tempi indicati, si aprirà una nuova fase di valutazione amministrativa e tecnica. Da quel momento si potrà capire meglio quale forma assumerà il partenariato, quali investimenti saranno previsti e quanto il piano potrà incidere sul futuro degli impianti granata.

Per il Torino, la questione non si esaurisce nella riqualificazione dello stadio. Il progetto potrebbe diventare anche uno strumento per rafforzare il valore della società in vista di una possibile cessione.

La vera partita si gioca dunque su due fronti: il futuro del Grande Torino e del Robaldo, da una parte, e quello della proprietà granata, dall’altra. Due dossier distinti, ma potenzialmente destinati a incrociarsi nei prossimi mesi.