Da punto debole a punto forte: ecco gli uomini che hanno ribaltato il centrocampo del Toro

Da punto debole a punto forte: ecco gli uomini che hanno ribaltato il centrocampo del ToroTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 08:45Notizie
di Emanuele Pastorella
Bragança e Mandragora illuminano il centrocampo granata: qualità, verticalizzazioni e possesso palla sono le chiavi della crescita del Torino di Abate

La vittoria per 3-0 contro il Parma rappresenta la miglior prestazione stagionale del Torino. La squadra di Ignazio Abate ha mostrato personalità, qualità nel palleggio e capacità di gestire i diversi momenti della gara. Un successo costruito anche grazie al contributo di Daniel Bragança e Rolando Mandragora, protagonisti di una prova che ha messo in evidenza le potenzialità del centrocampo granata.

Bragança e Mandragora, la chiave del gioco granata

Al Tardini il Torino ha indirizzato la partita già nei primi minuti, trovando il vantaggio prima di amministrare il risultato e colpire ancora nella ripresa. A sorprendere, oltre all'efficacia sotto porta, è stata soprattutto la gestione del possesso palla, un aspetto che sembra aver trovato nuova linfa grazie agli innesti arrivati durante il mercato estivo. Il lavoro di Petrachi ha infatti portato in granata due interpreti capaci di dare qualità e ordine alla manovra, permettendo alla squadra di esprimersi con maggiore fluidità. L'intesa tra Mandragora e Bragança è stata uno degli elementi più interessanti della sfida contro gli emiliani. Quando il Torino recupera il pallone, la ricerca dei due centrocampisti diventa una soluzione privilegiata: entrambi sanno orientare il gioco, mantenere la testa alta e individuare rapidamente le opzioni offensive. Il loro primo pensiero è spesso rivolto in avanti, alla ricerca di Vlasic e Adams alle spalle di Simeone. Quando le linee di passaggio verso i tre attaccanti vengono chiuse dagli avversari, resta la possibilità di allargare il gioco e coinvolgere gli esterni. Proprio da una situazione sviluppata in questo modo è nata l'azione del primo gol granata. La qualità dei due centrocampisti si manifesta anche nella capacità di interpretare i tempi della partita. Quando ci sono gli spazi per ripartire, la palla viaggia velocemente in verticale; se invece serve consolidare il possesso, il Torino rallenta e muove la sfera con pazienza, aspettando il momento giusto per accelerare.

Un centrocampo con nuove soluzioni

Il rendimento offerto dai numeri 8 e 21 restituisce al Torino un livello tecnico che in mezzo al campo era mancato nelle prime uscite stagionali. Un valore aggiunto che non riguarda soltanto i titolari, ma anche le alternative a disposizione di Abate: Ilkhan e Fitz-Jim possono garantire altre soluzioni di qualità, mentre Casadei offre fisicità e inserimenti e Gineitis rappresenta un'ulteriore opzione nelle rotazioni. Le due vittorie consecutive hanno restituito fiducia all'ambiente e indicato una possibile direzione per il prosieguo della stagione. Il Torino dovrà confermare i progressi mostrati al Tardini, evitando che la prestazione contro il Parma resti un episodio isolato. La strada sembra comunque tracciata: per crescere e dare continuità ai risultati, i granata potranno affidarsi alla qualità dei propri centrocampisti, sempre più centrali nella costruzione del gioco e nelle ambizioni della squadra.