Torino, Bragança conquista subito tutti: il nuovo regista può far volare Abate

Torino, Bragança conquista subito tutti: il nuovo regista può far volare AbateTUTTOmercatoWEB.com
Daniel Bragança
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 16:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Daniel Bragança ha convinto all’esordio con il Torino: qualità, personalità e duttilità al fianco di Mandragora, in una mediana a doppio play. Può diventare un grande affare per i granata.

Daniel Bragança ha impiegato meno di un tempo per lasciare il segno. Arrivato a Torino nell’ultimo giorno di mercato, dopo un’estate complicata e senza aver disputato neppure un minuto ufficiale con lo Sporting, il centrocampista portoghese ha debuttato al Franchi mostrando immediatamente qualità, personalità e una buona dose di grinta.

Tre soli giorni di allenamento con i granata sono bastati per convincere Ignazio Abate a gettarlo nella mischia. E la risposta è stata incoraggiante: Bragança può diventare una pedina importante per il nuovo Torino, soprattutto per la sua capacità di interpretare più ruoli in mezzo al campo.

Bragança e Mandragora, nasce il doppio regista?

L’altra grande novità emersa dalla sfida di Firenze riguarda la possibile convivenza con Rolando Mandragora.

Il regista campano è stato subito protagonista. Tornato in granata dopo l’esperienza alla Fiorentina, Mandragora ha preso in mano il centrocampo, dettando tempi e geometrie e assumendosi la responsabilità di guidare la squadra nei momenti più delicati.

Il suo gol dell’1-1, arrivato con un sinistro potente e angolatissimo, ha rappresentato il simbolo della rimonta del Torino. Ma al suo fianco, nella ripresa, è comparso un giocatore che potrebbe offrire ad Abate una soluzione tattica completamente nuova.

Bragança e Mandragora, infatti, si sono alternati più volte nella posizione davanti alla difesa. Uno avanzava, l’altro si abbassava. Poi i ruoli si invertivano. Per diversi tratti della partita è sembrato di vedere un vero doppio play, con Fitz-Jim a completare un trio di centrocampo ricco di qualità.

Qualità, grinta e fantasia: il portoghese ha già convinto

Bragança non ha avuto bisogno di molto tempo per mettersi in mostra. Il centrocampista portoghese ha giocato con lucidità, cercando sempre la soluzione in avanti e mostrando personalità anche quando si è trovato sotto pressione.

A colpire, però, è stata anche la sua aggressività in fase di non possesso. Bragança ha attaccato i portatori di palla viola con grinta, senza rinunciare alla qualità quando ha avuto il pallone tra i piedi.

E poi c'è la componente tecnica. Il portoghese ha mostrato un piede mancino raffinato, ma anche una buona proprietà con il destro. In più di un'occasione si è divertito a saltare l'avversario con finte di corpo e piroette, facendo intravedere un repertorio che può diventare prezioso nel centrocampo granata.

Non è un caso che proprio dai suoi piedi sia partita l'azione che ha portato al gol della vittoria di Adams, con il contributo decisivo dell'assist di Belghali.

Un giocatore eclettico al servizio di Abate

La caratteristica forse più interessante di Bragança è la sua duttilità. Può giocare da regista, da mezzala e, all'occorrenza, anche qualche metro più avanti, sulla trequarti.

Una versatilità che permette ad Abate di cambiare assetto senza necessariamente dover effettuare sostituzioni. Con Mandragora in campo, inoltre, il portoghese può alternarsi nel ruolo di play oppure occupare una posizione più avanzata.

È una soluzione che il tecnico potrebbe utilizzare soprattutto contro squadre capaci di pressare alto: due giocatori in grado di impostare aumentano le linee di passaggio e rendono meno prevedibile la costruzione.

Dal mercato dello Sporting a un'occasione per il Torino

L'arrivo di Bragança è stato particolarmente interessante anche dal punto di vista economico.

Il Torino lo ha prelevato dallo Sporting con un prestito oneroso da un milione di euro, accompagnato da un riscatto condizionato. L'obbligo di acquisto scatterà al raggiungimento di 15 presenze da almeno 45 minuti, per una cifra di 2,5 milioni di euro.

Un investimento contenuto per un giocatore che, se dovesse confermare le prime impressioni, potrebbe acquisire rapidamente valore anche sul piano patrimoniale.

Il contesto da cui arriva, del resto, rende ancora più particolare il suo debutto. Bragança non era stato convocato dallo Sporting nelle prime quattro partite del campionato portoghese, dopo che le trattative per il rinnovo del contratto erano definitivamente naufragate tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.

A Torino è arrivato martedì scorso. Appena tre giorni dopo era già in campo al Franchi.

Ora serve il salto di condizione

Naturalmente è presto per trarre conclusioni definitive. Bragança deve ancora migliorare la condizione atletica e ritrovare il ritmo partita dopo settimane trascorse ai margini dello Sporting.

Ma il suo primo impatto è stato quello che il Torino sperava di vedere: personalità, tecnica, intensità e capacità di adattarsi alle esigenze della squadra.

E soprattutto ha aperto una possibilità tattica intrigante: Mandragora e Bragança insieme, con Fitz-Jim a completare il centrocampo.

Se il portoghese continuerà su questa strada, quel milione speso per il prestito potrebbe presto sembrare uno degli investimenti più interessanti dell'ultima sessione di mercato granata.