Abate ha più soluzioni per il suo Torino, ma è dalla solidità difensiva che arriverà la vera svolta
I tre punti conquistati a Firenze hanno sicuramente dato morale e, molto probabilmente, anche aumentato in qualche giocatore, in particolare fra i più giovani, la consapevolezza nei propri mezzi. Poi con gli arrivi degli ultimi rinforzi, Mandragora, Bragança, Belghali e Rodriguez, il tasso qualitativo e d’esperienza è stato innalzato, però resta il fatto che il Torino incassa ancora troppi gol. Nella passata stagione fu un disastro poiché in campionato furono 63, seconda peggior difesa della Serie A, ma anche quest’anno in campionato sono già 5 in tre partite e va aggiunto 1 in Coppa Italia che ha determinato l’eliminazione ai 16esimi ad opera del Monza. Solo nella gara con la Carrarese, 32esimi di Coppa Italia, il Torino non ha subito gol, però si trattava di una squadra che milita nell’attuale Serie B.
La fase difensiva del Torino va migliorata
Non si tratta solo dei gol subiti, ma nel complesso della fase difensiva nella quale rientrano anche i tiri che gli avversari riescono a fare ed è proprio questo il tallone d’Achille della squadra granata.
E’ vero che contro la Carrarese il Torino non ha subito gol, nell’occasione in porta c’era Mascardi, ma comunque la squadra di Gabriele Cioffi era riuscita a fare 2 tiri in porta (dato lega Serie A) o secondo un’altra versione, persino più precisa, 8 tiri totali dei quali 3 in porta (La Gazzetta dello Sport).
L’apprensione si è acuita dalla prima giornata di campionato. Col Milan sono stati due i gol subiti, 17 i tiri totali dei rossoneri dei quali 4 nella porta difesa da Mascardi (dati Lega serie A) e così è arrivata anche la prima sconfitta.
Musah arrivato sulla trequarti ha allargato per Rabiot che ha cambiato gioco recapitando palla in area a Cissè, completamente smarcato senza che Coco lo controllasse. Il calciatore del Mila ha quindi controllato la palla e ha lanciato un missile che si è infilato, con un diagonale, alle spalle di Mascardi senza che i portiere granata ci potesse fare nulla (64’).
Dopo tre minuti è arrivato anche il raddoppio: Modric ha servito Chukwueze che ha dato palla verso il secondo palo a Rabiot che, sfuggito al controllo di Gineitis, ha segnato (67’).
Purtroppo le conferme delle difficoltà difensive del Torino sono arrivate anche nelle partite successive. Altri due gol incassati e altra sconfitta per i granata con il Sassuolo. E le statistiche dicono che i giocatori di Aquilani hanno fatto 19 tiri fra i pali di Mascardi dei quali 7 in porta (Lega Serie A).
Laurentié ha portato via palla a Comuzzo, un po’ leggero nel contrastarlo, ed è avanzato servendo poi Adzis che con un colpo di tacco ha passato a Volpato che col mancino ha effettuato un tiro a giro verso il primo palo segnando: Masardii è stato un po’ indeciso nella lettura della situazione perché prima ha fatto un passo a destra e poi è andato a sinistra senza riuscire a intervenire efficacemente (32’).
Laurentié ha calciato la punizione, Leysen ha fatto sponda aerea all’indietro e Berardi col mancino, di potenza, ha trafitto Mascardi sul primo palo riportando così il Sassuolo in vantaggio (78’); Cinquegrano era in posizione di fuorigioco, ma ininfluente: non ha oscurato la visuale del portiere granaat per cui il fuorigioco non ha avuto rilevanza e il gol è stato avvallato dal Var dopo un rapido controllo.
Il Torino ha cambiato portiere, da Mascardi a Perri che nel frattempo era stato preso, ma non è cambiata la stridente musica ed è quindi arrivata l’eliminazione, ai 16simi, dalla Coppa Italia da parte del Monza. Alla squadra di Juric è bastato un solo gol per passare il turno. E altra statistica impietosa: 8 tiri in porta (dato Lega Serie A) o secondo un’altra versione, andando più nello specifico, 19 tiri totali dei quali 8 in porta (Sky Sport).
Cross basso di Forsen, che Coco non è riuscito a contrastare, Fortini poi non ha intercettato il lancio e, dopo il velo di Mangas, Ismajli non è arrivato sulla palla ed è quindi risultata vincente la girata di prima intenzione di Mota, che, seppur da distanza ravvicinata, ha fatto passare la palla in mezzo alle gambe di Perri: così il Monza ha sbloccato il risultato (45’+3’) ed alla fine il gol è bastato per il passaggio del turno.
Anche quando il Torino è poi riuscito a vincere la prima partita in campionato battendo la Fiorentina 1 a 2 in rimonta, la fase difensiva ha evidenziato dati preoccupanti: 14 tiri nella porta di Perri dei quali 6 nello specchio.
Pellegrino ha ricevuto sulla trequarti e poi non si è fatto fermare da Mandragora e ha tirato col mancino da fuori area segnando grazie a un errore grave di Perri che si è fatto passare la palla sotto le mani: l’aggravante è che è stato un tiro da una trentina di metri e per giunta non particolarmente potente (48’).
Mister Abate è il primo a sostenere che ci vuole più solidità difensiva
Ignazio Abate lo ha ripetuto più volte e anche prima della gara con la Fiorentina aveva sottolineato che bisogna prendere meno gol: “Solidità difensiva, io credo che la nostra crescita passerà molto dalla fase difensiva. Dobbiamo avanzare a livello di squadra, a livello dei singoli, dobbiamo percepire di più il pericolo. In fase difensiva bisogna ragionare in modo pessimistico, questa è la verità, e va fatto anche in situazioni apparentemente tranquille o agevoli perché questo fa tutta la differenza del mondo. Dobbiamo trovare più solidità, dobbiamo stringere più le linee, più le maglie quando siamo sotto la linea della palla. Forse in questo momento non abbiamo la costanza e la forza di mordere un'aggressione ultra offensiva in modo costante. La bravura della squadra deve essere il capire i momenti della partita e le varie altezze. Da questo punto di vista abbiamo ampi margini di miglioramento, ma trovare solidità difensiva non significa non avere coraggio. Il coraggio, come ho già detto in altre occasioni, non è negoziabile, questo è il mio modo di vedere il calcio. Dobbiamo costruire sia tatticamente sia emotivamente il desiderio feroce di non voler prendere i gol, perché poi i gol spostano durante le partite e ultimamente ne stiamo prendendo un po' troppi. Questo fa tutta la differenza del mondo ed è un aspetto che dobbiamo migliorare assolutamente”.
Le prossime partite saranno test decisivi per mettere alla prova la solidità difensiva del Torino
Sarà la Roma di Gasperini il primo test per capire se il Torino si sta avviando nella direzione giusta sul piano della solidità difensiva, adesso che finalmente il mercato è chiuso e si spera che la roda non sia più modificata visto che in altri paesi il calciomercato è ancora aperto e quindi possono essere ceduti dei giocatori.
Sapere chi si ha a disposizione è fondamentale per assemblare la squadra e farla crescere. E questo vale anche per le partite in modo da poter scegliere l’undici titolare e chi invece tenere per le sostituzioni in base anche all’andamento della gara e a come si sta sviluppando il risultato.
La Roma appunto lunedì sera al Grande Torino e poi il Bologna (sabato 19 ore 15) prima della lunga sosta per gli impegni della Nazionale e ancor di più dopo quando il Torino affronterà in casa l’Udinese (lunedì 12 ottobre ore 20,45) e a seguire il Parma al Tardini (lunedì 19 ore 20,45 ), il doppio confronto fra le mura amiche con Monza (venerdì 23 ore 20,45) e Como (martedì 27 ore 20,45).
Il Torino quest’estate ha perso un mese e mezzo perché il grosso delle partenze e degli arrivi è avvenuto negli ultimissimi giorni del calciomercato e persino poi dopo, è giunto lo svincolato Rodriguez e sono partiti Paleari e Ajorin, per cui solo adesso Abate può davvero assemblare la squadra e, come vuole anche lui, darle una maggiore solidità difensiva affinché il Torino subisca meno gol che è poi il punto di partenza per avere anche maggior efficacia in fase offensiva.
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