Pulici, Zaccarelli, Sala e Salvadori: “Il nostro Toro era come una grande famiglia”
Tra cimeli, aneddoti, ricordi e l’affetto di 300 tifosi, è stata inaugurata ieri al Museo del Toro* la mostra “16 maggio 1976: Toro, lassù qualcuno ti ama”** per i 50 anni dalla vittoria del settimo (e ultimo) scudetto. Ovazioni per Pulici, Zaccarelli, Claudio Sala e Salvadori “Radice aveva creato un grande gruppo. Ci faceva correre tantissimo, ma poi è stato un trionfo”.
“Uno dei nostri segreti era il gruppo. Al venerdì andavamo in ritiro volontario, inizialmente eravamo in pochi, poi con il passare delle settimane eravamo sempre di più. Radice aveva saputo creare un gruppo forte – ha raccontato Zaccarelli, come riporta Tuttosport -. Io ho iniziato a giocare nel Toro nelle formazioni giovanili e ho capito subito qual era lo spirito della squadra. Poi sono diventato anche capitano”.
“Radice mi disse che il 10 lo dava a Zac e che io avrei giocato col 7, ma che mi avrebbe nominato capitano – ricorda Claudio Sala -. Inizialmente pensai che Radice fosse impazzito schierandomi da ala, anche perché mi conosceva, mi aveva già allenato al Monza. Io non avevo una grande velocità, ma avevo dribbling e forza fisica. Se avessimo vinto lo scudetto anche la stagione dopo, quella dei 50 punti, sarebbe cambiata la storia del Toro. Ne sono sicuro. Comunque in quegli anni arrivavamo sempre nelle prime posizioni, con le regole attuali avremmo giocato più volte in Coppa dei Campioni”.
“Ci faceva lavorare tantissimo, non eravamo abituati ad allenarci così duramente con Fabbri. Noi arrivavamo da una stagione in cui eravamo stati contestati perché non ci eravamo qualificati alla Coppa Uefa, Radice ha cambiato tutto e alla fine è stato un trionfo” ha detto con orgoglio Salvadori.
“Io posso vantarmi di aver avuto Sala e Zaccarelli che facevano i cross per me, per questo segnavo tanto – così Pulici -. Poi con Graziani c’era un’intesa pazzesca, non ci pestavamo mai i piedi, lui portava via i difensori e io ero spesso solo in area. Poi c’era Pecci, che se non arrivavo su un suo cross mi chiedeva scusa e diceva che aveva sbagliato lui. C’era Salvadori che mi diceva di stare davanti che in difesa ci avrebbe pensato lui. Di gol ne ho segnati 172 con il Toro, più 120 in 16 mesi nelle giovanili, ma io tiravo solo, erano i portieri che non paravano. Il gol in pallonetto a Zoff nel derby? Gli avevo detto di non stare fuori dai pali”.
* si trova a villa Claretta Assandri in via G.B. La Salle 87 a Grugliasco, comune in provincia di Torino. Esiste grazie solo ai tifosi volontari dell’Associazione Memoria Storica Granata e gli orari di apertura sono il sabato dalle 14 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 17,00. È possibile prenotare le visite guidate online. Per informazioni telefonare dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì al numero + 393393370426 oppure inviare una mail a: volontari@museodeltoro.it
** La mostra sarà visibile fino a domenica 4 ottobre 2026 nella sala della Memoria
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