Mandragora fa bene al Toro: così la squadra di Abate riscopre un'arma in più. Ecco quale

Mandragora fa bene al Toro: così la squadra di Abate riscopre un'arma in più. Ecco qualeTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:30Notizie
di Emanuele Pastorella
Il ritorno di Mandragora ha dato al Toro una nuova soluzione offensiva: il tiro da fuori, diventato un'arma preziosa per la squadra di Abate

C'è un dato che racconta bene sia quanto sia mancato al Torino un centrocampista completo come Rolando Mandragora, sia le difficoltà incontrate dai granata in questo avvio di stagione: i tiri dalla distanza. Nelle prime quattro partite, infatti, il Toro non era mai riuscito a impegnare il portiere avversario con una conclusione da oltre 16 metri. Un dettaglio significativo, soprattutto considerando le difficoltà mostrate dalla squadra di Ignazio Abate nell'ultima parte di campo.

Le difficoltà del Torino in zona tiro

Nelle prime giornate si era già parlato dei problemi offensivi del Torino, in particolare della poca capacità di concludere verso la porta. Contro la Carrarese i granata hanno effettuato appena tre tiri nello specchio, gli stessi degli avversari. Contro il Milan, invece, soltanto uno, quello trasformato da Adams nello splendido gol del momentaneo vantaggio. Poi è arrivato il Monza, con un dato ancora più pesante: zero tiri in porta. A rendere tutto ancora più significativo è il fatto che nessuna delle poche conclusioni effettuate fosse arrivata dalla distanza. Mancava dunque una soluzione alternativa per provare a sorprendere le difese avversarie.

Mandragora subito protagonista

Il ritorno di Mandragora ha cambiato immediatamente questo aspetto. Al 12' contro la Fiorentina, il centrocampista ha trovato lo spazio per lasciare partire il suo mancino verso l'angolino basso alla sinistra di De Gea. Il portiere spagnolo, però, si è superato e ha negato il gol con un grande intervento. È stato il primo tiro dalla distanza della stagione del Torino capace di mettere davvero in difficoltà un portiere. Al 74', poi, è arrivato il secondo tentativo nello specchio da fuori area. Ancora una volta con il mancino di Mandragora. Questa volta, però, il pallone è finito in rete. Nel mezzo anche un'altra conclusione insidiosa del centrocampista, deviata da Dragusin.

Una nuova arma per Abate

Il tiro da fuori può quindi diventare una risorsa importante per il Torino. Se Mandragora riuscirà a mantenere il piede caldo mostrato a Firenze, gli avversari dovranno fare i conti con una minaccia in più. Non si tratta soltanto di una possibile soluzione per trovare il gol: la presenza di un giocatore capace di calciare dalla distanza può costringere le difese ad alzarsi o uscire dalla propria posizione, creando nuovi spazi per i compagni. Quella che sembrava una delle lacune del Torino può così trasformarsi in un'arma tattica. E Mandragora, in questo senso, può essere decisivo per dare nuove soluzioni a Ignazio Abate.