La Questura di Torino risponde alla società granata sul divieto dei colori

La Questura di Torino risponde alla società granata sul divieto dei coloriTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 19:35Notizie
di M. V.

Nel pomeriggio il Torino Football Club ha emesso una nota ufficiale destinata a far discutere in vista del derby contro la Juventus. Il club granata, richiamando motivazioni legate all’ordine pubblico e alla sicurezza all’interno dello stadio, aveva infatti comunicato il divieto di accesso ai settori Distinti e Curva Primavera per tutti quei tifosi che si fossero presentati con maglie, sciarpe o altri simboli riconducibili ai colori bianconeri. Una presa di posizione netta, accompagnata anche dalla possibilità di impedire materialmente l’ingresso allo stadio ai sostenitori juventini non conformi alle indicazioni diffuse dalla società.

La decisione non ha però trovato il gradimento della Juventus, che nelle ore successive ha risposto con una nota ufficiale sottolineando come il diritto dei tifosi di esprimere la propria appartenenza sportiva debba convivere con le esigenze di sicurezza, senza però sfociare in limitazioni considerate eccessive o discriminatorie.

A rendere ancora più delicata la vicenda è arrivato poi il comunicato della Questura di Torino, intervenuta per chiarire la propria posizione sulla questione. Nella nota diffusa dalle autorità si sottolinea infatti come il provvedimento relativo al divieto di indossare colori juventini nei distinti non sia stato imposto direttamente dalla Questura stessa, né risulti supportato da specifiche prescrizioni emanate dagli organi competenti in materia di ordine pubblico. Una precisazione importante, che di fatto prende le distanze dalla decisione inizialmente comunicata dal Torino e che alimenta ulteriormente il dibattito attorno alla gestione della sicurezza in occasione del Derby della Mole.

La polemica, inevitabilmente, ha acceso il confronto anche tra i tifosi sui social, dividendosi tra chi ritiene legittima una stretta per evitare tensioni sugli spalti e chi invece considera il divieto una limitazione ingiustificata della libertà dei sostenitori ospiti. Resta ora da capire se, alla luce dell’intervento della Questura, il Torino deciderà di rivedere o modificare le disposizioni comunicate nelle scorse ore.