Stadio pieno, porte aperte del Fila alla vigilia, regalo post compleanno a Cairo: per il derby serve solo il rispetto per il Toro e la sua Storia
L’ultima vittoria del Torino in un derby risale al 26 aprile 2015 e in quell’occasione di fatto la Juventus aveva già vinto il campionato. Da allora sono passati 11 anni e quasi un mese nei quali si sono disputate altre 23 partite con la Juventus, due delle quali in Coppa Italia, e la squadra granata di turno ha ottenuto 7 pareggi (1-1 il 6 maggio 2017, 1-1 il 3 maggio 2019, 2-2 il 3 aprile 2021, 1-1 il 18 febbraio del 2022, 0-0 il 13 aprile 2024, 1-1 l’11 gennaio 2025 e 0-0 l’8 novembre 2025) e 16 sconfitte, alcune anche pesanti.
Certo il divario tecnico fra le due squadre è elevato, ma una tele pochezza è inspiegabile tanto più che altre squadre anche meno forti del Torino contro i bianconeri in questi anni sono riusciti a vincere. Come, ad esempio, il Benevento (21 marzo 2021). Non per fortuna sia ben chiaro, ma perché ci hanno messo voglia e determinazione e hanno saputo sfruttare le debolezze dei bianconeri.
I tifosi del Toro riempiranno lo stadio, derogando dal non entrarci nelle partite casalinghe, come hanno fatto dal 1 febbraio scorso, per protesta contro Cairo. Come ormai quasi d’abitudine alla vigilia, quindi domani (a partire dalle 10,45) la società concederà ai propri tifosi una tantum di assistere all’allenamento al Filadelfia.Ieri era il compleanno del presidente Cairo, ha compiuto 69 anni, che ha dichiarato, parlando a Radio Rai alla trasmissione “Un giorno da pecora”, che “il regalo più bello sarebbe vincere il derby domenica”. Sì, sì per carità tutte cose che, più o meno, hanno un senso, ma che lasciano il tempo che trovano, per la verità forse un po’ meno la prima nell’ottica di non lasciare il proprio stadio alla mercé degli juventini.
La vera motivazione per i giocatori del Torino invece dovrebbe essere vincere il derby per rispetto del Toro. Nel senso di aver capito dove si trovano, che il club ha una storia non solo più che centenaria, ma unica al mondo e assolutamente particolare. Non ha importanza da dove arrivino, da quanto tempo sono al Torino, se hanno un contratto in scadenza che non sarà rinnovato, se sono in prestito e non saranno riscattati o se trovandosi in un club che attualmente non ha ambizioni se non galleggiare da anni nella mediocrità di metà classifica oppure se ritengono che altrove possano essere pagati di più. Ma comunque sono entrati a fare parte del Torino e hanno vissuto il 4 maggio e sono venuti a conoscenza del Grande Torino, avranno pur almeno orecchiato o letto distrattamente delle celebrazioni che sono state fatte per i 50 anni dell’ultimo scudetto e delle parole dette con orgoglio da tutti quei Campioni e allora il derby va vinto, punto e basta.
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