Il Torino "spia" la Roma, Prandelli: "Non è accettabile, come se ti osservassero in casa"

27.02.2024 11:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Il Corriere dello Sport e Tmw
Cesare Prandelli
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Cesare Prandelli
© foto di Federico De Luca

Cesare Prandelli, interpellato dal Corriere dello Sport sulla spy story che ha investito Roma e Torino ha voluto esprimersi su quanto accaduto nelle vicinanze di Trigoria con un collaboratore di Juric che era andato a spiare l’allenamento dei giallorossi: "È una vicenda curiosa per chi vive il calcio da spettatore, ma nel calcio è sempre accaduto. Quando abbiamo cominciato a chiudere i centri sportivi era soprattutto per il problema legato allo “spionaggio”. Quando ero alla Fiorentina aprivo gli allenamenti al pubblico soltanto di giovedì, e in quel caso non provavo situazioni tattiche perché sapevamo che venivano “osservatori” di altre squadre a giro a visionare il nostro lavoro".

Le è mai capitato di avere uno 007 a osservare di nascosto il suo allenamento?
"Assolutamente sì. Mi è capitato specialmente quando allenavo il Genoa, mi ricordo che avevo provato situazioni di calcio da fermo e poi la domenica dopo, mi sembra proprio nel derby con la Sampdoria, al primo calcio d’angolo a nostro favore gli avversari sapevano tutto e abbiamo anche preso gol su contropiede. Tutto perché qualcuno era andato a vedere il nostro allenamento a Pegli, dove ci sono palazzine da cui poter sbirciare il lavoro in campo".

Le sono capitate altre situazioni del genere?
"A Firenze ci hanno detto che qualcuno prima delle partite di Champions League affittava degli appartamenti per uscire sul terrazzo e filmava gli allenamenti da far vedere poi agli avversari. Alcune poi sono leggende metropolitane, altre invece no. Del fatto accaduto a Genova me lo hanno confermato. Mi sembra ancora strano che ci sia qualcuno che manda gente a cercare di spiare un allenamento. Evidentemente ci provano ancora. Come si sente? Senza mezzi termini: ti girano le palle. È come se qualcuno venisse a spiarla in casa, come si sentirebbe? Non è accettabile. Io sinceramente non ho mai mandato nessuno in un altro centro sportivo a osservare le palle inattive, le prove tattiche o le formazioni. Se una squadra giocava un’amichevole aperta al pubblico, allora chiaramente si mandava un osservatore. Ma tutto alla luce del sole".