Il pagellone del Toro: il centrocampo, la poca qualità il difetto più grande

03.08.2020 18:58 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Tomas Rincon
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Tomas Rincon

Se il centrocampo non ha dato quell’equilibrio indispensabile ed eseguito al meglio la fase difensiva e quella offensiva non è colpa imputabile solo ai giocatori perché prima di tutto la responsabilità va ascritta alla società che non investe in giocatori di comprovata qualità e anche all’allenatore, per la precisione a Mazzarri, che non ha preteso calciatori di un certo livello. Fatta questa doverosa premessa, i muscoli di giocatori come Rincon, che aggiunge anche grinta ed esperienza, e Meïté, che troppo spesso ha commesso errori e dato un apporto intermittene,  non bastano così come la visione di gioco di calciatori più tecnici come Baselli, da anni sul punto di esplodere senza mai riuscirci, e di Lukic, ancora troppo acerbo nell’imporsi. Mentre Berenguer è un jolly in formato mignon, avendo un fisico non proprio da corazziere, che non trova una facile collocazione, anche se può ricoprire più ruoli, e che si caratterizza per prestazioni discontinue. Parigini non era visto da Mazzarri e non è riuscito ad imporsi alla sua attenzione in allenamento finendo per essere ceduto.

VOTO: 5 Il centrocampo è la zona nevralgica e se manca qualità non può né dare una vera mano alla difesa né un valido apporto all’attacco.
Rincon: 6 Con la grinta, la determinazione, i muscoli e la corsa ha cercato di tamponare tante mancanze altrui, gli manca la dote di impostare la fase offensiva, ma è prezioso per tutto il resto.
Baselli: 5,5 Di qualità tecniche ne ha abbastanza, ma caratterialmente non ha grinta a sufficienza per sfondare. L’infortunio nel finale di stagione lo ha poi tolto dai gioghi.
Meité: 5 Ha un fisico pazzesco, ma non lo gestisce al meglio. Ha commesso tanti errori anche elementari alle volte per la voglia di strafare. A lungo si è lasciato prendere dallo sconforto rendendosi conto di rendere meno del suo potenziale e questo ha finito per penalizzarlo ancora di più. Nel finale di stagione Longo lo ha rivitalizzo e se anche il prossimo allenatore saprà come prenderlo può essere un giocatore utile.  
Lukic: 5,5 Ha nelle sue corde il riuscire a disegnare geometrie, ma spesso non osa la giocata limitandosi al compitino.
Berenguer: 5,5 Alterna troppo buone giocata ad altre mediocri e di tanto in tanto si estranea dal gioco, ma quando è in giornata è un vero furetto che mette in difficoltà gli avversari.
Parigini: non giudicabile E’ cresciuto a pane e Toro, ma non è riuscito a diventarne una colonna. Magari altrove troverà maggiori fortune, se riuscirà a convincere gli allenatori a puntare su di lui.