Fra 50 giorni prenderà il via il calciomercato: perché quest’anno apre così presto e cosa c’entrano le plusvalenze?
Via alle trattative il 29 giugno. Per la prima volta, almeno nella storia del calciomercato, la sessione estiva aprirà i battenti con largo anticipo, esattamente tra 50 giorni. Una novità che allungherà - anziché accorciare, come vorrebbero molti allenatori - l’estate di mercato, e che ha delle ragioni ben precise, contabili e normative.
Cosa c’entrano le plusvalenze. La stragrande maggioranza dei club di Serie A, a differenza di quanto avviene in altre società di pari grandezza ma diverso settore, chiude i bilanci al 30 giugno. Le uniche eccezioni, tra i club che attualmente compongono il massimo campionato, sono Parma, Sassuolo e Torino, che rispettano l’anno solare e chiudono al 31 dicembre. Negli altri casi, le tempistiche del mercato hanno sempre creato un piccolo problema: l’apertura al 1 luglio non consentiva di mettere a bilancio - se non in quello dell’anno dopo - eventuali cessioni, e di conseguenza plusvalenze, realizzate in apertura di calciomercato. Per far quadrare i conti, in sostanza, i dirigenti dovevano - o meglio avrebbero dovuto, ci torniamo nel prossimo paragrafo - fare i compiti per tempo, e fare già a gennaio i conti per l’estate. L’apertura al 29 giugno, invece, consente di avere due giorni utili per mettere a posto il bilancio con operazioni di mercato, senza troppi problemi.
Cosa c’entra la nuova commissione sui controlli dei conti dei club. Alla questione, per la cronaca, i dirigenti della Serie A (sempre bravi in questo fondamentale) avevano già trovato una scappatoia. Bastava infatti far passare il preliminare di vendita, relativo a operazioni del prossimo mercato estivo, come se fosse un atto definitivo. Un escamotage contabile, teoricamente lecito, ma che da quest’anno si è deciso di evitare. Il motivo? Da questo campionato, dopo una gestazione lunga e non certo facile, è entrata a regime la nuova commissione per il controllo dei conti dei club, voluta dal ministro Andrea Abodi e presieduta da Massimiliano Atelli. Per quanto in realtà la gran parte del personale - compresi alcuni componenti della commissione precedente CoViSoC (federale e non più esistente), una stretta sui controlli c’è comunque stata. E quella prassi risulta decisamente malvista. Da qui, per evitare qualsiasi alert, la decisione di anticipare l’apertura del mercato come non era mai successo prima.
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