Carlo Nesti: “Tutta la verità sul RibalTORO nella gara con il Milan”

27.09.2019 17:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tmw
Carlo Nesti
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Carlo Nesti

Dal diario dei "pensieri", in formato "NES-tweet", o in formato più esteso, del giornalista Carlo Nesti ne sono stati estratti due che riguardano il Torino

“Tutta la verità sul RibalTORO”

Due verità sulla rimonta del Torino contro il Milan. La prima è che, al di là dei singoli e dei moduli, è stato decisivo lo scossone psicologico dell’intervallo, un fatto collettivo, senza il quale nulla sarebbe stato possibile. La seconda è che Mazzarri, fin d’ora, si prepari a passare spesso, a partita in corso, dalla difesa a 3 alla difesa a 4. Perché? Perché, nel primo tempo, sono stati proprio i 3 uomini avanzati, Verdi, Belotti e Zaza, in quanto spaesati, ha lasciare il centrocampo granata in 2 contro 3: Rincon e Baselli, contro Kessie, Bennacer e Calhanoglu. Nella ripresa, senza Lyanco, il 4-4-2, in luogo del 3-4-1-2, ha offerto punti di riferimento precisi al Torino, che ha potuto stringere le linee della retroguardia e della mediana, creando più densità in mezzo. Il 4-4-2, oltretutto, potrà concedere più spazio a elementi qualitativi, come Ansaldi, Berenguer, Iago Falque, e Verdi anche esterno alto.

“Toro: quante frecce per l’arco di Mazzarri!”

Al di là dei top acquisti del mercato, c’è una squadra che decolla in classifica, ed anche come parco giocatori. E’ il Torino di Cairo, che si è rafforzato, chiudendo in attivo: entrate 38, e uscite 33. Il 50 per 100 del mio giudizio si deve al colpo finale, e cioè il prestito di Verdi (3 + 20 + 2) dal Napoli. Per attuare il 3-5-2 difensivo/3-4-1-2 offensivo dei granata serviva un Ljajic con più continuità e disciplina, anche perché, dopo le avversità della scorsa stagione, non si conoscono i margini di ripresa di Iago Falque. Schierando Belotti-Zaza, Verdi ha già dimostrato nel Bologna di interpretare al meglio il ruolo di trequartista centrale. Schierando solo Belotti, si può pure optare per il 4-3-3, impiegando come esterni alti lo stesso Verdi, e Iago Falque o Berenguer. L’ultima mossa, di tipo diplomatico, diventa riportare alla ragione Nkoulou: non dovrebbe essere difficile.