AIC, Calcagno: "Far ripartire la A è di fondamentale importanza per tutto l'indotto economico"

06.05.2020 16:34 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
AIC, Calcagno: "Far ripartire la A è di fondamentale importanza per tutto l'indotto economico"
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Il vicepresidente dell'AIC Umberto Calcagno, ha parlato in giornata a Radio 24 sulla possibile ripartenza del campionato di serie A.

"Dobbiamo affidarci ai medici e ai loro protocolli, ma dobbiamo tentare di farlo perché non possiamo oltremodo bloccare atleti professionisti che, nonostante in queste settimane si siano arrangiati allenandosi a casa sotto le direttive delle rispettive società, hanno la necessità di mantenere la loro forma atletica tornando materialmente sul campo", ha sottolineato il vicepresidente AIC.

Proseguendo Calcagno ha detto che in qualche modo dovremo convivere con tale virus, in attesa dei prossimi incontri tra Governo, Figc e Comitato Tecnico-Scientifico: "Al di là dell'evolversi della situazione di queste ore, la sensazione è che dovremo provare a convivere col virus e il nostro mondo può tentare di fare i primi passi verso una ripresa. Ricominciare non significa a tutti i costi. Abbiamo bisogno di chi ci dica con chiarezza se possiamo riprendere in questa fase, per quello servono i protocolli medici, per ricominciare in sicurezza. I protocolli naturalmente devono essere rispettati da tutti: ci sono società che formalmente non stanno convocando i calciatori lasciando loro la facoltà di allenarsi, ma ci dobbiamo rendere conto che, per parità competitiva, nessuno si deve avvantaggiare della situazione, ma devono ripartire tutti nello stesso modo".

In conclusione Calcagno ha ricordato: "Domani tra Figc e Commissione Tecnico-Scientifico del Governo ci aspettiamo un incontro di grande collaborazione fra due entità che ci auguriamo non siano una contro l'altra. Abbiamo una grandissima responsabilità di sistema perché far ripartire la Serie A è di fondamentale importanza: la massima serie crea un importantissimo indotto economico, non solo verso l'esterno a livello di Pil del Paese, ma anche verso l'interno dello stesso sistema calcio, generando ricchezza anche per le serie minori, dove ci sono le categorie di calciatori con gli stipendi più bassi".