ABETE, Ultrà violenti, la stretta finale

"Basta biglietti per l'Italia all'estero"
13.10.2008 17:09 di Raffaella Bon   vedi letture
ABETE, Ultrà violenti, la stretta finale
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L’allarme è scattato ma la figuraccia di Sofia resta. Ultrà con tanto di saluto romano e croci celtiche, andando al seguito della Nazionale, cercano nuovi sbocchi e nuove platee per farsi sentire e vedere in eurovisione puntando forse alla «qualificazione» per i mondiali in Sudafrica nel 2010. «Provo grande amarezza e dolore per quello che è avvenuto ma anche serenità». È questo lo stato d’animo del presidente della Figc Giancarlo Abete dopo Bulgaria-Italia. «Tutti sanno che il percorso per isolare queste persone è lungo - spiega Abete - Questa è stata una pagina brutta scritta da queste persone e ripeto ci sono nomi, cognomi e identità di tutti. Purtroppo lo stadio di Sofia non aveva nessun livello di controllo per quanto riguarda accesso e tornelli e quindi bisogna capire se ci sia stata qualche persona che sia riuscita ad entrare senza essere stata identificata. I biglietti sono venduti a tutte le persone che hanno titolo ad acquistarli e che non hanno situazioni critiche nell’ambito di Daspo o diffide. Per il futuro non chiederemo più biglietti per partite dell’Italia all’estero. Dispiace per quelle persone che non c’entrano nulla. Fin quando non avremo delle certezze sarà così e fino a quando non saranno individuati i responsabili».

Intanto mercoledì c’è il primo banco di prova a Lecce in occasione di Italia-Montenegro. «Ci stiamo organizzando con la massima collaborazione del Ministero dell’interno, che ringraziamo per l’attività importante che svolge. Per il Montenegro abbiamo venduto 100 biglietti alla loro federazione e ne restano 500 che saranno venduti mercoledì. Ci sarà un settore loro dedicato e quindi le tifoserie non verranno a contatto. Rafforzeremo la verifica sulla vendibilità dei biglietti il giorno della partita».

«Noi dobbiamo far sentire che non si tratta di bravate o ragazzate ma di atti indegni, offensivi per la storia del nostro paese, per chi crede nei valori di tolleranza, rispetto e democrazia e vanno duramente sanzionati - continua Abete - Purtroppo ci sono ancora persone che vogliono esportare illegalità, mancanza di democrazia e cultura dittatoriali - sottolinea Abete - Cerchiamo di fare ognuno la nostra parte e per fortuna c’è una gran parte dell’Italia positiva che crede nei valori veri del calcio». A margine di un convegno sull’etica nello sport è intervenuto anche Gianni Rivera: «Speriamo che individuando i violenti si riesca ad emarginarli.

Le leggi per affrontare il problema ci sono e se è necessario vanno inasprite». Per l’ex Commissario Figc Pancalli «sarebbe stato bello se a Sofia i nostri tifosi avessero applaudito l’inno bulgaro e invece abbiamo assistito a scene che offendono il paese e milioni di italiani».