Toro-Roma, asse ancora vivo: si parla di Perotti

20.05.2017 15:22 di Claudio Colla   vedi letture
Toro-Roma, asse ancora vivo: si parla di Perotti
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Non cessa l'interesse da parte dei vertici del Toro nei confronti delle seconde linee (o, quanto meno, "prime linee e mezzo") offensive di casa Roma: dopo Adem Ljajic, Iago Falqué, e Juan Manuel Iturbe, a smettere i colori giallorossi per vestire quelli granata potrebbe essere Diego Perotti, 28enne rifinitore d'attacco argentino all'ombra del Colosseo dal gennaio 2016. Solo a tratti al centro del progetto tecnico portato avanti da Luciano Spalletti, nonostante un rendimento di medio-alto livello per lo più costante, l'ex-Genoa e Siviglia, anche a causa della tanta concorrenza interna, potrebbe essere portato, anche in vista di un reintegro nel giro della nazionale maggiore argentina (specie in vista di Russia 2018), da poco affidata a Jorge Sampaoli, ad abbracciare la causa di una squadra di minor respiro internazionale, ma che possa al contempo offrirgli la possibilità di una titolarità decisamente più solida. A tal proposito, sempre senza trascurare l'ipotesi che il nuovo stratega di mercato Monchi, che lo portò a Siviglia nel 2007, imponga una sua permanenza in giallorosso (da verificare comunque in base alla compatibilità con colui che prenderà le redini tecniche della squadra, data la probabilissima partenza del succitato Spalletti), i primi contatti tra le due dirigenze, come sottolinea "Tuttosport", avrebbero portato all'apertura di uno spiraglio, in vista di una trattativa, che prevederebbe però il riscatto del cartellino di Leandro Castàn, il quale in caso contrario finirebbe subirebbe il destino di esubero, di cui in casa Roma vorrebbero evitare di doversi occupare. Sotto contratto con il club capitolino fino al giugno 2019, Perotti, nome gradito da Mihajlovic anche in quanto ottimo rigorista (àmbito che ha visto il Toro di quest'anno in estrema difficoltà), è munito di doppio passaporto spagnolo, e percepisce attualmente l'ingaggio annuo di un milione e mezzo di euro.