Pecci e il suo Fila: "Aveva qualcosa di magico"

15.02.2014 10:54 di Marina Beccuti   vedi letture
Pecci e il suo Fila: "Aveva qualcosa di magico"
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Eraldo Pecci, detto Piedone, è stato uno dei tanti idoli dell'ultimo Toro scudettato e un anno fa ha scritto un libro di grande successo, consigliato da tutti coloro che l'hanno letto, "Il Toro non può perdere", ed. Rizzoli. Sentito da Panorama, il regista dello scudetto non ha potuto fare a meno di parlare del Filadelfia, del quale si discute da tempo immemore per la sua ricostruzione.

"Non saprei dire se verrà fatto rinascere. Sono fuori dal mondo del calcio da molti anni. Ma se anche Domenico Beccaria, il presidente del museo del Grande Torino, comincia a essere meno pessimista di prima, personalmente ci credo un po' di più. Stiamo a vedere. Il Fila allora non era solo uno stadio e un campo. Era una grande famiglia dove ci conoscevamo tutti, dove mangiavano tutti, dal presidente Pianelli fino all'ultimo dei giovanissimi e dei magazzinieri. Non era nemmeno uno stadio e questo perché la gente a Torino non andava al bar, andava al Fila. Era la nostra casa e aveva qualcosa di magico che, fuori Torino, era ed è difficile capire".

Pecci spiega il perchè di questa pubblicazione: "Quando vado mangiare con i miei compagni di allora mi accorgo che gli voglio sempre più bene. Avevo voglio di scriverne. E poi c'è ancora qualcosa che mi commuove: lo sguardo della gente. Quando veniamo invitati ancora oggi dai Toro club nelle Langhe o altrove, incontriaamo persone normali, persone di settant'anni che ti ascoltano e con la faccia ti dicono di continuare. È la magia del Toro: è per questo che il Toro non può perdere".