Mariani: "Qualcuno aiuti Cairo a fare grande il Toro"

21.04.2011 08:54 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: In collaborazione con Radio Beckwith
Mariani: "Qualcuno aiuti Cairo a fare grande il Toro"
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© foto di Alberto Mariani

Pedro Mariani, ex attaccante granata, uno dei "figli" del Filadelfia, che ricorda ancora con tanta nostalgia il suo vecchio stadio, soffre sempre dalla sua Rieti nel vedere il "suo" Torino in serie B. "Non è ammissibile, il Toro ha fatto la storia del calcio non solo a livello nazionale, ma mondiale, e vederlo tra i cadetti fa molto male. Io ho girato il mondo e posso garantire che tutti conoscono la storia del Toro. Bisogna che qualcuno lo aiuti a risollevarci". Questo non vuol dire che Cairo debba farsi da parte. "Non dico questo, anzi. Io rispetto Cairo per quanto ha fatto e gli sono grato di avermi invitato alla festa del Centenario. Così penso stia facendo bene Gianluca Petrachi, con cui ho giocato a Venezia e mi lega una buona amicizia. Non è questo il punto. Il fatto è che si devono anche muovere le istituzioni". In che modo? "Chi conosce il calcio sa che le amministrazioni locali danno delle agevolazioni a quegli imprenditori che vogliono accollarsi l'onere di una squadra di calcio. Tu prendi la squadra ed io in cambio ti concedo qualcosa per attirarti sul posto. Lo fanno tutti e dovrebbero farlo anche a Torino. La Juventus è un'altra cosa perchè è della Fiat, ma il Toro non può restare in balia di se stesso. Qualcuno dovrebbe affiancare Cairo per aiutarlo economicamente". Dunque l'idea di Marco Boglione, di creare una Fondazione di imprenditori sarebbe la strada giusta. "Certo che sì, il Torino deve tornare a stare stabilmente tra le dieci migliori squadre del campionato, per fare questo occorrono soldi".

Un discorso che sta molto a cuore all'ex attaccante è il Filadelfia, che propone anche un'idea "pazzesca": "Io al Filadelfia non farei giocare più nessuno, lo ritirerei come si fa con le maglie dei campionissimi. Deve rimanere un simbolo storico che ricordi quella grande squadra che fu il Torino di Valentino Mazzola e compagni. Un posto della memoria da visitare per ricordare i vecchi fasti". Però siamo molto vicini alla sua ricostruzione: "Mi fa piacere, ho letto dell'impegno che ci hanno messo i tifosi per raggiungere questo obiettivo, ma la cosa mi fa anche rabbia, per la grande fatica che stati costretti a fare in tutti questi anni per raggiungere l'obiettivo. Ma scherziamo? Dovevano occuparsene le istituzioni. Quando già c'ero io ci dicevano di non andare in alcune aree perchè erano pericolose, eppure lo stadio ha sempre retto, anche la tribuna. Nelle partite della Primavera a volte c'erano anche ottomila e più spettatori, soprattutto nei derby". Mariani ricorda anche un aneddoto: "Quando venni a Torino, proprio in occasione del Centenario, mi incontrai con Comi proprio dentro al Fila. Ricordo che ci abbracciammo e poi ci scappò anche da piangere a vedere com'era ridotto il "nostro" stadio. Io sono diventato uomo in quello stadio. Perchè il Torino è stata una scuola di vita per me".

Mariani, in attesa di trovare una squadra da allenare, ha deciso di entrare in un progetto di scuole calcio di Cantelice, cittadina alle porte di Rieti. "Stiamo lavorando a questo progetto che dovrebbe aiutare i ragazzini non solo a diventare calciatori, ma uomini consapevoli, dove insegnare loro anche il sociale ed ai genitori che nel calcio non conta solo vincere. Io credo che debbano essere salvaguardati i settori giovanili. Aiutare gli italiani a trovare spazio, visto l'arrivo massiccio di giocatori stranieri. I vivai sono importanti e anche il Torino deve fare questo discorso. Arrivare a portare in prima squadra un certo numero di giocatori provenienti dal settore giovanile. Per arrivare a questo bisogna investire dapprima sui tecnici, che devono essere preparati. Oggi un allenatore dei giovani ha uno stipendio da fame".

Nel Torino però c'è Ogbonna, meglio tenerlo o venderlo per fare cassa per il prossimo mercato? "Assolutamente va tenuto, non si vendono questi talenti, ma devono far parte di un progetto futuro, come Bianchi".

A proposito di Bianchi, da attaccante come si vive un errore sotto rete come quello del capitano lunedì contro la Reggina? "Esistono anche gol facili, ma capita di sbagliare. Comunque sia io non mi soffermerei sugli errori di Bianchi, lui ha sposato la causa granata e va solo ringraziato per quello che sta facendo. Credo che sia l'unico vero giocatore da Toro che si è avuto negli ultimi tempi. Per questo va tenuto, a prescindere. Se mai sono altri i giocatori da criticare, quelli che non si spendono come lui per la causa granata...".