De Biasi: "Toro salvo? Direi di sì"

06.05.2021 19:44 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
De Biasi: "Toro salvo? Direi di sì"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il primo allenatore dell'era Urbano Cairo, Gianni De Biasi, è intervenuto nel corso della trasmissione di TMW Radio, Stadio Aperto, dove ha parlato della sua esperienza come ct dell'Azerbaigian. 

"Il lavoro sta proseguendo, c'è tanto da fare e necessità di crescere in fretta nonostante siamo limitati dal fatto che tutti i miei calciatori giochino in Azerbaigian. Conto sulla voglia di mettersi alla prova".

Non poteva mancare il suo pensiero sul Torino, che dovrebbe ormai essere quasi salvo.

"Credo di sì, vedo squadre con più difficoltà. Voglio vedere come finisce Benevento-Cagliari: se perde, il Benevento è l'indiziata numero uno per la retrocessione".

Una squadra che è sempre stata in bilico è la Fiorentina.

"Per me è una squadra che ha qualità, ed è veramente strano vederli a quel livello. Qualche problema c'è, non conosco la natura: ci sono buoni elementi che non rendono quanto ci si potrebbe aspettare. Vlahovic è quello che ha le qualità più grandi ma ci sono altri giocatori, penso a Castrovilli anche se ha perso un po' di smalto nell'ultimo periodo. Forse la rosa deve essere un po' svecchiata, inserendo gente di personalità: Firenze, specie col pubblico, è un ambiente che pesa".

De Biasi crede che l'Italia possa fare bene al prossimo Europeo.

"Io ho buone sensazioni, la nazionale ha qualità e un giusto mix esperienza-gioventù: c'è solo da tenere a bada qualche eventuale tensione della vigilia, viste le aspettative e il fatto che siano imbattuti da un bel po'. Hanno le carte in regola: c'è anche chi è più forte ma bisogna vedere in che condizione ci si arriva".

Sulla Superlega ha commentato.

"Ho capito che sotto sotto c'è voglia di portare ulteriori entrate nelle casse dei grandi club a danno sicuramente dei più piccoli: fosse andata in porto la Superlega, non credo proprio vada giù a cascata tutto per le altre. Lo riprenderanno magari in mano nei prossimi anni, ma sotto vigilanza di UEFA e FIFA. Ci sono cose da migliorare, e capisco smania e corsa agli armamenti, ma quello che conta è mettere dei limiti, o ci facciamo male tutti insieme. Se si deve alimentare così tanto, questo sistema non so come potrà reggere".

Non si espone su un suo sogno da coronare ancora in carriera.

"Lo lascio lì nel cassetto e quando sono pronto magari ve lo dico in privato!".