ESCLUSIVA TG – Sottil: “Fra Torino e Atalanta sarà partita aperta nel gioco e nel risultato”

02.12.2017 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Sottil: “Fra Torino e Atalanta sarà partita aperta nel gioco e nel risultato”
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Andrea Sottil è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sottil è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Torino e ha giocato in prima squadra dal 1992 al ‘94 e poi in altri club come nell’Atalanta dal 1996 al ‘99, attualmente è l’allenatore del Livorno. Con lui abbiamo parlato delle sue ex squadre che si affronteranno questa sera.

Torino e Atalanta sono appaiate in classifica e hanno velleità di piazzarsi in un posto utile per l'Europa ed essendo dirette concorrenti chi vincerà allontanerà un pochino l'altra. Come vede questa sfida?

"Sono due squadre che stanno facendo bene,sono propositive e l'Atalanta ha il morale alle stelle per quello che sta facendo in Europa e ha consapevolezza dei propri mezzi, quindi, arriverà al Grande Torino in uno stato psicofisico ottimale. Il Toro è una squadra di qualità, Cairo ha fatto investimenti importanti e Mihajlovic sta facendo un ottimo lavoro. La partita sarà molto aperta, il Toro ha la caratteristica di giocare a viso aperto e la prospettiva di conquistare un posto in Europa, quindi, quando ci si trova in una tale situazione e ci sono squadre che hanno l'aspetto mentale di giocare senza tante remore si va incontro una partita bella e vivace,dove si gioca per fare gol senza tanto, tatticismo, Anche se poi alla fine ci sarà come sempre. Per me sarà una partita di qualità".

Il Torino in casa quest'anno sta rendendo un po' meno dell'anno scorso quando Il Grande Torino era un fortino. Secondo lei questa difficoltà a che cosa è dovuta?

"Quando si gioca in casa si dà sempre per scontato che si faccia la partita diciamo perfetta per prestazione e gioco, si dà per scontato che tutto sia fatto nel modo migliore, ma non sempre è così. Quando si deve fare la partita magari si incontrano squadre chiuse, sto parlando in generale e non nello specifico dell'Atalanta che non ha queste caratteristiche, che si chiudono verso il basso e bloccano tutti gli spazi per poi ripartire e alle volte non è facile scardinarle, non sempre si ha la pazienza di trovare il varco giusto e così si  finisce per incappare nel nervosismo e in poca lucidità e si subisce qualche ripartenza nella quale l'avversario può fare male. Anche perché ci sono squadre che sanno ripartire bene e davanti hanno qualità e alle volte la partita può diventare favorevole per gli altri e meno per chi gioca in casa. Il Torino ha la mentalità, portata dall'allenatore, di giocare sempre per vincere, quindi, può sopperire a questi tipi di inconvenienti, anche se capita che quando si trovano tutti gli spazi chiusi e si è un po' alti si fa fatica e allora bisogna avere la personalità, rimanendo calmi e lucidi, anche se i tifosi si mettono un po' a mugugnare, in modo da non subire troppe pressioni e continuare a perseguire il proprio obiettivo. Il Toro nel suo organico ha giocatori di personalità ed esperienza per poter per condurre bene anche le gare casalinghe".

Belotti è tornato a segnare nella partita di Coppa Italia con il Carpi dopo settanta giorni, c'è stato di mezzo un infortunio e il recupero lampo per la Nazionale, però, creare tante occasioni e poi concretizzarne molto poche è una pecca, Ljajic sta di nuovo giocando sotto le sue possibilità e Niang finora è stato più ombre che luci. Questo è un problema dovuto a giocatori che non sono in piena forma oppure a un assetto della squadra che la porta a essere meno pericolosa e lucida in avanti?

"Questo può essere un altro motivo delle difficoltà in casa. Quando si sblocca il risultato una partita diventa come la si vuole perché gli avversari devono fare qualche cosa per recuperare e si può ripartire in contropiede. È evidente che quando si crea gli attaccanti poi devono segnare, ed è vero, come dice anche Mihajlovic, che il Toro crea tanto in proporzione al numero di gol che segna e pur considerando l'infortunio di Belotti l'attacco, però, non realizza abbastanza. Bisogna anche considerare il collettivo e la squadra deve fare di più in termini di accompagnamento dell'azione, di cross e di assist e davanti i finalizzatori devono essere cinici e cattivi. Quando si crea vuol dire che il collettivo confeziona i presupposti per segnare, ma come dicevo, serve poi l'apporto degli attaccanti nel mettere la palla dentro. Alle volte non segnare non dipende dalla cattiva organizzazione del gioco, ma dalla determinazione degli attaccanti che comunque il Toro ha, dalla qualità degli esterni offensivi che devono essere più cinici per le qualità che hanno”.

Parlando dell'Atalanta, quali caratteristiche la rendono più ostica per il Torino?

"L'Atalanta è una squadra allenata da un bravissimo allenatore che sa dare un'identità ben precisa, come d'altronde Mihajlovic, è sempre aggressiva in avanti, che corre tanto e bene, che ha giocatori fisici e anche tecnici, mi sto riferendo a Cristante, al Papu Gomez, a Ilicic, a Cornelius, a Petagna e dietro sono solidi. L'Atalanta è una squadra "scorbutica" che fa coppie, marca uomo, che crea duelli fisici sulla corsa, quindi, è una squadra, secondo me. difficile da affrontare. Può mettere in difficoltà soprattutto  quando prende il sopravvento nei duelli individuali proprio perché è una squadra che ha fisico e ha gamba e quando la palla arriva in attacco ha qualità poiché c'è il Papu Gomez, secondo me oggi, è uno degli attaccanti esterni più bravi d'Italia, Cristante è un giocatore capace di accompagnare,inserirsi, tirare e fare gol. Giocatori che sono difficili anche da marcare perché arrivano da dietro e lo sanno fare molto bene. L'Atalanta è una squadra da affrontare molto molto concentrati, ma sicuramente Mihajlovic non ha bisogno dei miei consigli perché sa benissimo come preparare una partita, ma è chiaro che l'Atalanta oggi è una realtà italiana molto importante e di qualità, di spessore fisico e di organizzazione”.

Prima diceva che è una partita aperta, quindi, lo sarà anche nel risultato?

"Secondo me sì, Gasperini come Mihajlovic è un allenatore che gioca sempre per vincere e lo ha sempre dimostrato ovunque sia stato. È un allenatore che non sa attendere nel senso che non vuole aspettare che l'iniziativa la prendano gli avversari, il suo calcio è proteso in avanti, non è un calcio attendista e di ripartenza, ha un gioco propositivo e molto intenso. Dall'altra parte c'è un altro allenatore che a sua volta ha sempre dimostrato che predilige l'attacco e l'essere propositivo, quindi, non può che scaturire una partita nel risultato aperto, a meno che uno dei due allenatori non decida di cambiare impostazione. Penso che ci saranno tanti attacchi e ripartenze, magari verrò smentito ma mi aspetto questo. Per carità il calcio non è una scienza esatta, ma dalle caratteristiche dei due allenatori e da quello che hanno fatto in questi anni penso che sarà una partita molto aperta".

Cambiando argomento e parlando di lei e del Livorno, siete primi in classifica e avete passato il turno in Coppa Italia, quindi, si può dire che siete in linea con i vostri obiettivi?

"Ma sì, il nostro è un campionato difficile e lungo, però, la squadra ha preso la strada giusta e stiamo facendo bene, ma dobbiamo continuare così e, anzi, fare meglio ancora perché ci sono le possibilità. Una partita alla volta dobbiamo cercare di mantenere questo ruolino di marcia".

È facile immaginare che il vostro obiettivo sia andare in serie B, quindi, volete vincere il campionato?

"Il nostro obiettivo è chiaro e lo è sempre stato: conquistare la vetta. La vetta è stata conquistata, ma l'importante è mantenerla e arrivare così fino in fondo. Non sarà facile perché il campionato è tosto e duro e abbiamo delle valide concorrenti, però, la squadra, secondo me, ha i mezzi per continuare a essere competitiva".