ESCLUSIVA TG – Scienza: “Per il Torino la gara che conta è quella con l’Empoli: partita chiave”

05.10.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Giuseppe Scienza
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Giuseppe Scienza
© foto di Loris Cerquiglini/LR Press

Giuseppe Scienza è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Scienza è un allenatore e con la sua famiglia attualmente gestisce il settore giovanile della società calcistica Suno, in provincia di Novara. Quando era calciatore ha militato nel Torino nelle stagioni 1994-‘95 e 1998-‘99 e poi da allenatore ha guidato le giovanili granata dal 2007 al 2009. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra che nella prossima partita affronterà l’Empoli.

Dopo un avvio di campionato positivo il Torino ha perso quattro delle ultime cinque partite, un momento oppure c’è un problema più profondo?

“Ho visto allo stadio le partite con l’Inter e il Sassuolo e con gli emiliani effettivamente il Toro non ha giocato una grande partita, può capitare perché loro sono una squadra scomoda che ti fa giocare male, mentre con l’Inter aveva fatto una gara importante e avrebbe meritato di vincere e non di perdere, ma succede a volte che su mezza occasione per gli avversari si prenda gol. Comunque il Toro sta facendo vedere di essere una squadra organizzata e competitiva e difficilmente va sotto con qualcuno. Era partito bene e credevo che potesse essere una delle protagoniste di questa stagione, un po’ come sta facendo l’Udinese che è la sorpresa del campionato, invece la realtà è che ci sono state delle battute d’arresto e c’è ancora molto da lavorare. Però il Toro ha un allenatore, Juric, che gli ha dato un’identità e da affrontare è scomodo per tutti. Okay dopo la partenza si pensava che potesse fare di più, ma io starei tranquillo la squadra oltre ad essere organizzata è sul pezzo, poi si sa che quando si vince si è bravi mentre quando si perde no. A me il Toro sta piacendo, lasciando stare le ultime partite, e farà una grande stagione. E’ chiaro che se ogni volta che c’è un mezzo problema si comincia a sparare sulla società e sull’allenatore è esagerato. Il Toro è una squadra forte, ha perso qualche elemento, ma sono arrivati giocatori interessanti e, sinceramente, è una squadra pericolosa, poi se si pensa che posa fare un campionato come quello dell’Atalanta di turno allora non è ancora pronto. Ci vuole tempo e qualche anno di lavoro per raggiungere certi livelli, ma non sarei così disfattista. Non conosco certe dinamiche perché non sono sul posto, ma ripeto che nelle partite che ho visto, e ho in particolare in mente quella con l’Inter, ho visto un Toro esaltante”.

Il prossimo avversario sarà l’Empoli, che arriverà con la rabbia dovuta alla famosa rimessa laterale con fuorigioco del Milan che ha poi portato al finale rocambolesco e alla sconfitta. Sarà quindi una partita particolarmente insidiosa per il Torino?

“L’Empoli da anni ha un progetto e chi arriva, sia come allenatore sia come giocatore, fa bene. La società è ottima e ha un’idea e la sta portando avanti. La squadra gioca sempre un buon calcio, lo faceva con Giampaolo, prima con Sarri e poi con Andreazzoli e Dionisi e adesso con Zanetti, è una squadra che sta bene. Il Toro è forte e deve vincere domenica perché deve tornare ad avere la spinta da questa situazione. Sarà una bella partita. In Serie A però non ci sono partite facili: il Toro fa “morire” tutti quando gli giochi contro, ma le altre non regalano nulla, quindi sarà una partita difficile, però il Toro deve vincere”.

Anche perché dopo per il Torino ci sarà il derby.

“Già, il derby. Ma la pressione è sulla Juventus perché deve vincere a tutti i costi. Però per noi è più importante la gara con l’Empoli, il derby si prepara da solo, mentre questa è una partita più difficile e bisogna fare bene perché se si vince ci si rimette in carreggiata, migliora il morale e si ottengono punti importanti per la classifica. La stagione è strana: si stanno infilando nelle zone alte tante squadre per questo dicevo di sperare che il Toro potesse fare un campionato fra le prime, ma al momento è nella zona di mezzo della classifica e appunto vincendo con l’Empoli ci si po’ portare un po’ più in alto, il morale migliora, si mettono a tacere tante strane voci e i giocatori si tranquillizzano. Come dicevo, ho nella testa la partita con l’Inter e quel Toro pericoloso che ha messo in difficoltà gli avversari, anche se è vero che quando finisce la verve agonistica va un po’ in difficoltà, ma fino a quando c’è sotto l’aspetto agonistico subisce poco, poi prende qualche rischio in più. Il gioco di Juric è dispendioso, di fatica. Il suo tutto campo è duro, ma quando poi la squadra va in difficoltà l’avversario entra di più nella partita. Comunque sono molto, molto ottimista sulla stagione del Toro”.

Nella partita con il Napoli però si è vista un’inversione di tendenza e il Torino è andato in difficoltà dall’inizio, mentre e un pochino migliorato nel secondo tempo, ma non è riuscito a raddrizzare la partita perché crea anche occasioni da gol, ma non riesce a sfruttarle a dovere.

“Il Napoli è una squadra pericolosa, veramente forte, basta vedere che cosa ha fatto ieri sera in Champions battendo sei a uno l’Ajax ad Amsterdam, e in questo momento gioca un calcio che in assoluto è il migliore in Italia: corre, è velocissimo nel giro palla, muove bene la palla da una parte all’altra del campo, verticalizza. E’ una squadra divertente da vedere e ci sta andare un po’ in difficoltà quando la si affronta. Quella con il Napoli è una partita che terrei poco in considerazione perché è l’avversario più forte del campionato. Abbiano perso, pazienza. E’ la gara con l’Empoli quella che conta: è veramente la partita chiave.

Prima della sosta per il Mondiale, che rappresenta un’incognita assoluta sull’impatto che avrà spezzare la stagione, il Torino dovrà affrontare Empoli, Juventus, Cittadella in Coppa Italia, Udinese, Milan, Bologna, Sampdoria e Roma: tanti impegni importanti.

“E’ vero, il Mondiale è un incognita assoluta visto che nessuno ha mai fatto un’esperienza del genere nel corso del campionato. Ma noi adesso dobbiamo pensare a tutte le partite che ci saranno prima della sosta e fare punti. Ripeto, sarà una banalità perché siamo all’inizio del campionato, ma la partita di domenica è chiave. Poi quando si faranno i conti con Juventus, Milan e  Roma diventerà veramente complicato, ma è importante che l’ambiente lasci la squadra lavorare tranquilla. Sento tante polemiche, tanta critica e anche tanta cattiveria gettata addosso alla società e alla squadra. I problemi economici ci sono in questo momento e trovare presidenti che abbiano la forza di allestire certe squadre e portare avanti determinati progetti non è facile. In questo moneto Cairo sa lui quello che può fare, non possiamo fargli i conti in tasca, e comunque la squadra, nonostante le cessioni è dignitosa. Probabilmente di più non può fare. L’allenatore Juric è il vero acquisto importante della società. E’ la garanzia per la società di un lavoro fatto in una certa maniera. Siamo ottimisti, lavoriamo e cerchiamo di  fare bene le prossime partite conquistando punti e poi vediamo. Per criticare c’è tempo. Io lavorerei con un po’ più di fiducia adesso”.

Quali sono i giocatori del Toro che l’hanno impressionata di più in queste prime otto partite?

Sono contentissimo dei giovani, in particolare il difensore Buongiorno che ha fatto tutta la trafila nel vivaio. E’ lui il giocatore che mi dà maggiore soddisfazione perché sta facendo bene. Anche l’attaccante Pellegri ha fatto vedere delle qualità importanti. Non vedo nel Torino un giocatore che emerge su tutti, ma è il collettivo e Juric, con il suo modo di fare calcio e di far giocare, che fa la differenza. Se si nota anche nelle squadre di Gasperini non c’è un singolo che s stacca dagli altri, qualche anno fa Ilicic aveva qualche colpo in più, però la verità è che c’è un collettivo e un’idea di gioco. Poi sono molto contento che ci sia lo spazio per qualche ragazzo italiano, non perché abbia qualche cosa contro gli stranieri, semplicemente perché reputo che il calcio italiano debba essere valorizzato di più. C’è poca voglia di rischiare i giovani, vedo squadre con quasi solo stranieri, si fa fatica a ricordare le formazioni per il numero di stranieri che ci sono”.

Anche nella rosa del Torino quest’anno gli italiani sono pochissimi.

“Lo so, ma ne abbiamo uno che proviene dal settore giovanile: Buongiorno. E’ importante che ritorni nel Toro il gusto per il settore giovanile. Siamo stati dominatori negli anno 70 e 80 e adesso c’è poco, quindi bisogna tornare a spingere i bravi, farli giocare.
Il risultato grosso per il Toro è fare un buon campionato e lanciare qualche ragazzo, per adesso”.