ESCLUSIVA TG – Poggi: “Torino e Udinese devono trovare l’equilibrio utile a raggiungere gli obiettivi”

17.10.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Paolo Poggi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Paolo Poggi

Paolo Poggi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Poggi è stato attaccante del Torino dal 1992 al 1994 e dell’Udinese dal ‘94 al 2000, attualmente è il responsabile dei progetti internazionali del Venezia. Con lui abbiamo parlato della partita di domenica pomeriggio fra le sue ex squadre.

Per motivi differenti Udinese e Torino hanno avuto un avvio di campionato con qualche difficoltà, ma che squadre sono?

“Due squadre che non hanno ancora trovato esattamente il proprio percorso quest’anno. Diciamo che non hanno ancora trovato la continuità necessaria per poi porsi un obiettivo”.

In estate queste due squadre sono state costruite bene o comunque adeguatamente rafforzate?

“Erano già costruite bene e hanno cambiato poco, ma si sono rinforzate. Quanto bene dipende dagli obiettivi che si sono pose le due società, comunque sono due squadre che non possono essere messe in discussione dal punto di vista dell’organico”.

Allora come si spiega quest’inizio altalenante?

“Per quel che riguarda l’Udinese, il problema non nasce oggi nel senso che l’anno scorso la squadra si era salvata dovendo sudare abbastanza e quest’anno, purtroppo, la stagione è iniziata nella stessa maniera. Forse la vittoria con il Milan nella prima partita aveva dato l’illusione che avesse risolto tanti problemi. E’ difficile trovare una spiegazione razionale quando il rendimento è altalenante perché se andasse tutto male sarebbe facile individuare le cause e se andasse tutto bene sarebbe facile parlarne, ma quando ci sono queste situazioni di incertezza bisogna conoscere la realtà quotidiana a fondo per analizzare quali siano i motivi.
Per quel che riguarda il Torino, sicuramente ci sono tante cose che se anche singolarmente poco possono aver influito dai preliminari finiti con l’esclusione dalla fase gironi dell’Europa League, agli infortuni di alcuni giocatori importanti come Falque, Ansaldi o anche Lyanco, dal caso Nkoulou all’arrivo negli ultimi giorni di mercato di Laxalt e proprio nell’ultimo di Verdi. Indubbiamente aver iniziato presto con i preliminari d’Europa League non ha dato il tempo di programmare l’inizio di campionato in modo normale perché immagino che tutta la preparazione sia stata fatta in funzione delle partite dei preliminari e l’adattamento adesso è più complesso”.

Che tipo di partita sarà Udinese-Torino tenuto conto che entrambe le squadre hanno bisogno di vincere?

“Non lo so sinceramente, nel senso che è una partita difficile da interpretare. L’Udinese è una squadra che può essere pungente e fastidiosa, anche se ha solo segnato tre gol in sette partite perché ha Lasagna e Okaka che non permettono agli avversari di dormire sonni tranquilli. Mi immagino una partita con una predominanza territoriale del Toro che, per me, imposterà la partita in modo da avere il pallino del gioco, ma, come dicevo, dovrà stare molto cauto perché l’Udinese comunque si sa difendere e potrebbe fare male nel momento in cui Lasagna e Okaka si sbloccassero”.

Secondo lei, l’Udinese può disputare un campionato tranquillo e il Torino puntare ai posti utili per l’Europa?

“Teoricamente sì, poi tutto sta a trovare la continuità che è necessaria per raggiungere questi obiettivi. Il campionato è iniziato da poco, però, prima si raggiunge la continuità e meglio è”.

Forse il Torino deve trovare equilibrio sia in difesa sia in attacco e soprattutto riuscire a fare rendere al meglio Falque, Verdi e Zaza oltre a Belotti e all’Udinese un de Paul più determinante?

“Sì, quelli nominati sono tutti giocatori che possono fare la differenza per le due squadre e possono contribuire a far trovare la continuità o, meglio, far trovare l’equilibrio che poi determina la continuità dei risultati positivi. Entrambe si devono augurare che questo equilibrio e di conseguenza la continuità arrivino presto perché è poi difficile raggiungere gli obiettivi se non si trova la continuità. Non bisogna pensare sempre che sia presto e che c’è tempo. Trovato l’equilibrio e la continuità poi si deve sperare che tutto vada bene poiché squalifiche e infortuni possono capitare durante il corso della stagione per cui prima si riesce a racimolare punti e a raggiungere posizioni in classifica in linea con gli obiettivi e meglio è per entrambe”.

Se la sente di fare un pronostico?

“No, perché sono troppo difficili da inquadrare queste due squadre, però, credo che la differenza la faranno gli attacchi. Come dicevo, anche se l’Udinese finora ha segnato pochissimi gol i giocatori davanti sono quelli che possono fare la differenza e gli attaccanti del Torino non si possono discutere”.