ESCLUSIVA TG – Pagliara: “Il Torino è in un periodo di transizione e le qualità e le prestazioni porteranno risultati superiori”

01.11.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2321 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA TG – Pagliara: “Il Torino è in un periodo di transizione e le qualità e le prestazioni porteranno risultati superiori”

Mario Pagliara è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pagliara è giornalista del quotidiano “Gazzetta dello Sport” e capo rubrica del Torino e con lui abbiamo parlato del momento che sta vivendo la squadra di Mazzarri e della difficoltà che hanno gli attaccanti a segnare.

Esulando dal discorso errori arbitrali, i dodici gol segnati e gli altrettanti subiti rispecchiano il fatto che il Torino non abbia ancora trovato il modo di esprimere un potenziale che sulla carta sembra superiore?

“Credo che sia un dato di fatto che il Toro abbia raccolto meno di quello che ha prodotto soprattutto dopo la sosta. Dopo o durante la sosta qualcosa è cambiato nel Torino. Io considero molto le prestazioni perché, secondo me, rappresentano la chiave per capire cosa sta accadendo nello spogliatoio e, quindi, dico che prima della sosta il Torino mi era parso un po' in difficoltà dal punto di vista del gioco e basta ricordare la partita con il Frosinone, quella con l'Atalanta non esaltante e l'altra con il Chievo con la vittoria arrivata all'ultimo minuto a seguito di una prestazione non brillante. Come dicevo dopo la sosta è scattato qualcosa e, a me, oggi il Torino appare progressivamente in netta crescita e, infatti, con Bologna e Fiorentina ci sono state due ottime prestazioni.
Detto questo, sicuramente questi numeri tradiscono il buon momento che sta attraversando la squadra, buon momento che credo sia incoraggiante. Questi numeri vanno analizzati un po' più in profondità e, probabilmente, vanno anche scorporati. Per quel che riguarda il dato sulla difesa credo che abbia ragione Mazzarri e che sia frutto di una prima parte del campionato che è stata molto altalenante e relativamente ai gol presi il numero è stato condizionato dai tanti blackout, penso di tipo mentale, che la squadra ha avuto in cinque-sei partite tra le prime nove. Per quel che riguarda, invece, il numero dei gol realizzati la media è più di un gol a partita, quindi, non è un dato da buttare, però, il Toro ha le potenzialità e l'organico e, in questo momento, anche la qualità delle prestazioni per migliorare questo dato.
Credo che sia giusto attendersi molto di più da parte di Belotti e dal parco di attaccanti del Toro, che è formato da giocatori di grande qualità. Sicuramente la potenzialità è superiore, però, punterei molto sulla qualità e sul livello delle prestazioni che quando i numeri non sono quelli che si meritano aiutano a venir fuori da un periodo che non si può definire il negativo, ma che si può definire di transizione in attesa che il Toro trovi insieme al gioco anche i risultati e di conseguenza una stabilità più produttiva”.

Belotti, Falque e Zaza sono tre attaccanti dal grande potenziale, quindi, il fatto che stiano segnando poco è un problema momentaneo oppure dipende anche dal tipo di gioco che è richiesto alla squadra?

“Tirerei fuori da questo discorso Iago Falque perché vedo che quest'anno ha avuto una metamorfosi e gioca molto meno per se stesso e molto di più per la squadra. Credo che questa sia stata una richiesta esplicita di Mazzarri fin dai giorni del ritiro di Bormio quando ha iniziato a provarlo in una posizione completamente nuova da trequartista o se si vuole da seconda punta, rifinitore, comunque uomo collante fra il centrocampo e la prima punta nel 3-5-2 oppure trequartista nel 3-4-2-1 o 3-4-1-2. Per questo vedo un Iago Falque assolutamente positivo in quanto giocatore che più di tutti da identità a questa squadra. È vero che finora ha segnato un solo gol, ma è anche stato fermo per un po' di partite, quasi un mesetto, a causa dell'infortunio.
Belotti è un tema. Belotti va ritrovato e deve tornare a essere quello di un anno, un anno e mezzo fa perché il Toro ha bisogno che Belotti torni a essere il centravanti che abbiamo visto. Credo che lo stia capendo anche lui perché in questo momento rischia di veder scivolare via il suo posto in Nazionale e questo Toro, che è stato costruito alla fine di un mercato assolutamente brillante positivo e che ha grandi ambizioni, ha bisogno di ritrovare il Belotti prima maniera, se lo vogliamo definire così”.

Ma Belotti sta vivendo un periodo d’involuzione o forse non è l’attaccante da ventisei gol come fece due stagioni fa?

“Sul centravanti bisogna essere sempre molto cauti nelle valutazioni ed evitare processi e giudizi affrettati perché poi all'improvviso i centravanti si sbloccano ed è quello che credo stia aspettando Mazzarri che lo sta gestendo con molta attenzione e gli sta dando fiducia perché quest'anno Belotti dieci volte su dieci è partito titolare e solo una volta con il Bologna è stato sostituito nel finale. Per questo all'improvviso Belotti si sbloccherà e tornerà a fare gol perché è un centravanti che ha il gol nel Dna e allora si parlerà di un'altra storia.
Detto questo, non sono un mago e non so quantificare il potenziale in termini di gol di Belotti, però, una cosa è certa: Belotti è uno dei centravanti più forti del calcio italiano. Il suo recupero, credo prima di tutto mentale più ancora che fisico, è fondamentale per la Nazionale per il Torino. Belotti deve riprendersi il Torino e di conseguenza si riprenderà anche la Nazionale. Belotti è un patrimonio per il Toro e per il calcio italiano, fatico individuare in questo momento nell'attuale generazione di centravanti italiani un altro calciatore che abbia le sue caratteristiche. Il suo è un momento no come ce ne sono stati tanti nella storia anche dei più grandi centravanti italiani di sempre e sicuramente lui riuscirà a superarlo”.

E poi c'è la questione Zaza alla quale si può abbinare quella Soriano. I due dovevano essere i giocatori utili per il salto di qualità, ma finora non si sono rivelati tali. Mazzarri dovrebbe inventarsi qualche cosa per evitare che diventino "zavorre" o comunque per farli rendere come dovrebbero visto anche l'investimento economico fatto dalla società per prenderli?

“Sono due storie diverse. Soriano ha avuto le sue opportunità e non le ha sfruttate. Credo che il giocatore stia pagando lo scotto dell'integrazione in un calcio che per lui è tornato a essere nuovo poiché da tempo giocava all'estero e in più, come Zaza, è stato uno degli ultimi arrivati al Torino.
Zaza, invece, è stato anche un po' sfortunato. Contro il Frosinone l'avevo visto molto molto bene e nelle valutazioni che feci per la Gazzetta dello Sport in quell'occasione gli ho dato la palma del migliore in campo, anche se non aveva segnato, perché non sempre le prestazioni dei centravanti si misurano sul numero di gol che segnano. Poi dopo, purtroppo, nel momento in cui dava l'impressione di poter raggiungere un livello di forma buono e spendibile per il Toro è stato frenato da un infortunio.
Detto questo che, quindi, sono due storie diverse, Zaza e Soriano sono sicuramente i due grandi colpi del mercato estivo insieme a Meïté e certamente Mazzarri che di esperienza ne ha tantissima, ed è il primo che capisce che ha bisogno dell'aiuto di tutti, sa di aver bisogno di uno Zaza al top e anche di Soriano che diventi, finalmente, organico a questo progetto”.

Lasciando perdere le prime tre posizioni, ma dal quarto posto al quindicesimo in sei punti ci sono ben dodici squadre. In questo panorama il Torino quanto può aspirare al quinto posto tenuto conto della concorrenza?

“Premesso che il quinto posto non è l'obiettivo stagionale del Toro, ma è vero che il Toro ha tutta la voglia di costruirsi una proiezione europea. Il dato attuale della classifica ci dice soprattutto due cose: la prima, che c'è un grandissimo equilibrio perché i numeri alla fine non mentono quasi mai e, la seconda, che tutto è assolutamente in gioco. Tolte le prime cinque perché onestamente non riesco sulla carta a vedere che il Toro se la possa giocare fino alla fine alla pari con le prime cinque della classifica e, per me, le prime cinque che hanno valori diversi sono la Juventus, il Napoli, l'Inter, la Roma e la Lazio, citate nell'ordine delle mie personali valutazioni. Aggiungo che tra le squadre che lotteranno per un posto in Europa League e per gli altri due posti che danno il pass per l'Europa il Toro è una di quelle squadre che, al pari di tutte le altre, se la sta giocando ed è pienamente in corsa. Anzi dico una cosa in più, se guardiamo alle prestazioni delle ultime due partite confrontando il livello del gioco prodotto dal Toro con quello delle altre che in questo momento lottano per un posto in Europa mi viene da dire che Torino e Atalanta sono le due che godono di maggiore salute. Può sembrare una contraddizione se guardiamo freddamente i numeri e se valutiamo che il Toro ha ottenuto soltanto due punti carichi di rimpianto nelle ultime due partite, però, il livello delle prestazioni del Torino dopo la sosta è stato superiore, secondo me, a quello di tutte le altre che appartengono a questo gruppone che lotterà fino alla fine per ottenere un posto in Europa League”.

Quindi la partita di domenica pomeriggio con la Sampdoria sarà un banco di prova importante per il Torino?

“Gli esami non finiscono mai per cui sicuramente questa partita ci dirà se il Torino continuerà sulla strada dei progressi relativi alle prestazioni. Sono convinto che poi le prestazioni, più di tutte le altre cose, aiutino a ottenere i risultati. E dal gioco che arriveranno i punti e se il Toro continuerà su questa strada senza mollare si sbloccherà e inizierà a mettere in atto un bel po' di vittorie”.