ESCLUSIVA TG – Gasbarroni: “Sono per il Toro con il tridente così si dà un segnale forte di voler vincere”

02.12.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2407 volte
Fonte: Elena Rossin
Andrea Gasbarroni
© foto di Federico De Luca
Andrea Gasbarroni

Andrea Gasbarroni è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Gasbarroni ha giocato nel Torino dal 2009 al 2012 e in precedenza nel Genoa nella stagione 2008-2009, attualmente fa lezioni individuali ai ragazzini presso il Vanchiglia, società calcistica di Torino nella quale ha mosso i primi passi da calciatore. Con lui abbiamo parlato della partita di oggi pomeriggio fra granata e rossoblù.

Come immagina la partita tra Torino e Genoa?

“E’ una partita un po’ particolare perché è un periodo che dal Toro ci si aspetta sempre un passo avanti che permetterebbe di fare qualche cosa d’importante poiché ci sono molte aspettative intorno alla squadra, ma questo passo avanti non arriva e il Genoa sta attraversando un momento non brillante, ma a mio parere ha fatto un’ottima prestazione nel derby e questo magari può portare un po’ d’entusiasmo, anche se con la Samp non è arrivata la vittoria. Di conseguenza fra Torino e Genoa mi aspetto una partita combattuta con entrambe le squadre che cercheranno di fare bottino pieno”.

Si discute tanto se il Torino deve giocare schierando insieme Falque, Belotti e Zaza. Lei è favorevole o contrario?

“Assolutamente favorevole e aggiungerei anche un altro attaccante. Quando ci sono più giocatori con caratteristiche offensive vicino alla porta avversaria si possono creare più occasioni da gol. Il Torino è una squadra molto ordinata in campo, ma più giocatori di qualità si schierano, soprattutto nel reparto offensivo, meglio è a mio parere”.

Come si fa a far convivere più attaccanti senza avere la squadra sbilanciata in avanti con il rischio di essere presi in contropiede?

“E’ semplice quando si hanno giocatori di qualità, anche perché si creano, come dicevo, più occasioni da gol. E’ giusto rispettare gli equilibri, ma se ci sono più attaccanti il baricentro può essere spostato più avanti e così si dà anche un segnale forte di voler vincere, ovviamente non è detto che basti per vincere, ma si mette in maggior difficoltà l’avversario”.

Gli attaccanti del Torino finora non hanno segnato molto commettendo anche qualche imprecisione di mira di troppo. Ha qualche consiglio da dare loro?

“No, sono giocatori che hanno nelle loro corde il gol. Sfruttare tutte le occasioni che si creano sarebbe meglio, ma per gli attaccanti ci possono essere periodi più prolifici e altri meno. Prima di tutto è importante creare l’occasione per segnare e di conseguenza prima o poi il gol arriva, anche perché Belotti, Falque e Zaza hanno ampiamente dimostrato di saper segnare e sanno molto bene come muoversi soprattutto in area di rigore”.

Meglio allora farli giocare più vicino all’area?

“Secondo me sì, ma mister Mazzarri ha una vasta esperienza e la sua corriera parla per lui avendo ottenuto anche risultati positivi, quindi, saprà gestire al meglio i giocatori che ha a disposizione. E’ facile dire che più si sta vicino alla porta e più diventa facile segnare, ma è un parlare stando fuori dal campo, mentre sul terreno di gioco si creano situazioni non sempre così facili da sfruttare e Mazzarri sa come gestirle”.

Juric subentrando a Ballardini ha dato qualche cosa in più al Genoa?

“Juric fa spesso giocare la squadra d’anticipo, anche partendo da dietro, e fa tenere i reparti compatti e questo crea occasioni da gol. Secondo me ha un bel modo d’interpretare il calcio. In Italia, più che altrove, i risultati contano e pesano sul giudizio, infatti, se si vince si è fatto bene e in caso contrario male e non sempre vengono tenuti in considerazione tutti i fattori”.

Fra Torino e Genoa vede una squadra avvantaggiata sull’altra per la partita di oggi pomeriggio?

“La partita sarà equilibrata e sarà sbloccata dai giocatori con caratteristiche offensive che entrambe le squadre hanno”.

Sfida nella sfida quindi il confronto fra i due bomber Belotti e Piatek?

“Certo, sono due ottimi attaccanti potrebbe proprio essere uno di loro a decidere la partita. Il Torino deve stare attento a Piatek perché come tocca la palla fa gol, sicuramente l’osservato speciale sarà lui”.

Cambiando argomento e parlando di lei, ha smesso di giocare a calcio e adesso che cosa fa?

“Do lezioni individuali ai ragazzini presso il Vanchiglia, società nella quale avevo iniziato a giocare a calcio. Questo lavoro mi pace tantissimo e mi trovo bene”.