ESCLUSIVA TG – Ferrante: “Ottimo il mercato del Torino. Zaza-Belotti una coppia favolosa”

19.08.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 8113 volte
Fonte: Elena Rossin
Marco Ferrante
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Marco Ferrante

Marco Ferrante è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Ferrante è un direttore sportivo. Da giocatore ha militato nel Torino dal 1996 al 2004, con una parentesi di qualche mese nel 2001 all’Inter. Con lui abbiamo parlato del mercato e della nuova stagione del Torino.

Come giudica il mercato del Torino con le cessioni di Milinkovic-Savic, Burdisso, Molinaro, Barreca, Bonifazi, Obi, Valdifiori e Acquah e gli arrivi di Rosati, Izzo, Bremer, Djidji, Ola Aina, Meïté, Lukic, Aramu, Soriano, Parigini, Damascan e Zaza?
“Si sperava che andasse via anche a livello societario Niang, ma è rimasto e può essere un valore aggiunto nonostante si possa definirlo un “cane sciolto” perché può fare di tutto e di più. Tutto sommato anche i commentatori hanno detto che il Torino è stata una delle società regine del mercato, non sono stati presi top player, però, per il campionato che si accinge a fare il Torino e per gli obiettivi che deve raggiungere, con la speranza che siano centrati, penso che abbia fatto un ottimo mercato”.

Mazzarri ha come modulo base il 3-5-2 e in rosa ci sono ben dieci attaccanti Aramu, Belotti, Berenguer, Damascan, Edera, Falque, Ljajic, Niang, Parigini e Zaza. Non sono un po’ troppi?

“Il discorso è sempre lo stesso; quando se ne hanno pochi è un problema e quando se ne hanno troppi anche. Io dico che a livello di tifoseria è sempre bene averne qualcuno in più perché abbiamo visto anche nel recente passato che se Belotti ha il raffreddore si è in mezzo alla strada. Oggi se qualcuno dovesse essere assente per qualche partita si avrebbero tante alternative, magari se mancasse Belotti, ogni scongiuro è valido, non si avrebbero altri giocatori come lui, però, ci sarebbero ben nove ragazzi da poter giostrare. Questo è un segnale positivo per una squadra che vuole raggiungere obiettivi importanti.”.

Ma tutti questi giocatori sono da gestire perché in campo ne vanno undici più altri tre che possono subentrare e ci sono anche difensori e centrocampisti, quindi, lo spazio per gli attaccanti è ridotto.

“Certo, ma Mazzarri sa il fatto suo e se tanti giocatori non  sono andati via non credo che sia perché nessuno li ha voluti. Per raggiungere un obiettivo importante si ha bisogno di una rosa importante perché il campionato è lungo e il Torino gioca anche la Coppa Italia e potrà far alternare tra le due competizioni i giocatori e ricordiamoci che se l’Europa League non la si raggiunge con il campionato lo si può fare tramite al Coppa Italia, anche se se ci sono squadre molto più attrezzate del Torino per arrivare alla finale della Coppa e vincerla. Per me avere una rosa ampia non è un problema”.

Il calciomercato in Spagna, Francia, Germania e Russia chiuderà il trentuno agosto e qualche attaccante potrebbe andare via.

“Non lo firmo con il sangue, però, qualcuno potrebbe andare via. Gestire attaccanti importanti non è facile. Ljajic indipendentemente dai problemi che ha avuto l’anno scorso quando è tornato a giocare ha dimostrato di saper fare cose eccelse ed è un giocatore che può tornare utile in qualsiasi momento della partita, anche se rende di più se gioca dall’inizio. Ma concettualmente il 3-5-2 non mette in luce le due caratteristiche, quindi o si adatta a fare la seconda punta oppure il quarto a destra e magari qualche volta il Torino giocherà anche con tre attaccanti. Il modulo poi è relativo perché in fase difensiva un centrocampista può abbassarsi e la difesa diventare a quattro oppure anche i due esterni e si passa alla difesa a cinque. Ci vuole tanto lavoro durante la settimana per trovare i giusti equilibri. E’ bene averli questi problemi perché il brutto è quando un allenatore non ha alternative. Dovrà essere bravo Mazzarri, un po’ com’era la buonanima di Mondonico, a tenere unito lo spogliatoio nei momenti di difficoltà, anche se Mondonico aveva un undici fisso, ma quando subentravano altri o dimostravano oppure si escludevano da soli. Concettualmente i giocatori devono sempre farsi trovare pronti”.   

Rispetto a Sampdoria, Fiorentina, Atalanta, Milan e Lazio il Torino si è rinforzato di più, nello stesso modo oppure di meno?

“Rispetto alla scorso campionato c’è stato un balzo avanti del Milan, il Napoli, spero di sbagliarmi, ma non é più quello dell’anno passato e i primi quattro posti se li giocheranno nell’ordine Juve, Inter, Napoli e Milan e ho lasciato fuori Roma e Lazio, ma con queste arriviamo a sei. La Fiorentina, la Sampdoria, l’Atalanta e il Torino oggi sono quattro squadre un pelino sotto le prime sei, quindi, si contendono l’ultimo posto utile per l’Europa League. Questo sulla carta, ma sarà il campo a stabilire le reali gerarchie e come si diceva prima, sempre sulla carta, il Torino ha fatto un mercato migliore rispetto a Fiorentina, Sampdoria e Atalanta, ma questo giudizio dipende anche dal fatto che non ha ceduto nessuno dei giocatori più forti neppure fra gli attaccanti. Ogni anno sappiamo che l’Atalanta sforna giocatori di livello, che ha una sua filosofa di gioco e un allenatore importante com’è Gasperini e per questo, sempre stando ai discorsi sulla carta, parte un pelino più avanti del Torino”.

L’Atalanta però se a fine agosto supererà i play off disputerà la fase a girono dell’Europa League, essendo impegnata in una competizione in più potrebbe risentirne a livello di campionato?

“Vero, ma dipenderà da quanto è ampia la rosa e da quanto renderanno i giocatori importanti che ha. Oggi tutto è borderline e si possono esprimere giudizi, ma rischiano di lasciare il tempo che trovano. Come dicevo, un passo alla volta il Toro ha fatto un mercato importante e Mazzarri dovrà mettere tutti, a partire dai nuovi acquisti, nella condizione di potersi esprimere al meglio. Per esempio, l’accoppiata Zaza Belotti sulla carta è un’accoppiata favolosa, ma bisognerà vedere se i due riusciranno a ingranare dividendosi in campo gli spazi, se uno segna e l’altro non ci rimane male nel caso non dovesse segnare anche lui. Tutti sperano che segnino entrambi, Belotti i gol in un modo o nell’altro li fa e se Zaza dovesse battere i rigori, anche non segnasse in altro modo con continuità, sarebbe già un aspetto importante per farlo sbloccare. Ma vale anche l’inverso. Zaza è un ottimo giocatore e ha esperienza internazionale. Non voglio sbilanciarmi, ma questo Toro è una buona squadra. Per dare un giudizio più accurato però vorrei aspettare le prime sei-sette partite di campionato perché adesso le gare a tutti i livelli possono essere “ingannevoli” e basta vedere quanto ieri il Chievo ha fatto sudare la Juve per portare a casa la vittoria. Faccio un esempio, se il Toro dovesse fare nove punti nelle prime tre partite, cosa fattibile, si scatenerebbe un grande entusiasmo e non mancherebbe l’effetto volano”.

Lei pensa che il Torino potrebbe conquistare l’intera posta con Roma, Inter e Spal?

“Sembra un po’ proibitivo con Roma e Inter, ma le squadre più importanti è bene affrontarle all’inizio perché non sono ancora del tutto rodate. L’Inter, che a mio parere è l’antagonista della Juventus, incontrarla alla seconda giornata può essere un vantaggio”.

Per il debutto in campionato questa sera con la Roma come vede il Torino?

“Sicuramente la Roma è più forte e basta vedere che cosa ha fatto l’anno scorso anche in Champions, ma il Toro quando gioca in casa è capace a fare di tutto, magari non riesce a vincere proprio contro tutti, però, con la spinta del proprio pubblico non c’è nulla di scontato e, secondo me, il peso delle altre squadre in casa si fa sentire un po’ meno. Ci si può aspettare una bella partita e magari i nuovi acquisti, se giocheranno, vorranno far vedere di che pasta sono fatti. Zaza e Soriano sono calciatori d’esperienza e non si faranno intimorire dal giocare la prima volta in un nuovo ambiente, hanno tecnica di base importante, qualità e, appunto come dicevo, esperienza e ci metteranno pochissimo ad ambientarsi, anche se il Torino è una piazza difficile”.

Un’ultima cosa, il derby dall’altra parte Cristiano Rolando e non solo e da questa Zaza e Belotti. Come immagina questa partita?

“Il derby è sempre una partita a sé, Sappiamo che battere la Juve oggi non dico che sia abbastanza proibitivo, ma il derby è il derby con la speranza che non sia come gli ultimi giocato o quelli quando c’era Ventura che di perdeva facile, anche se uno è stato vinto, ma solo uno (26 aprile 2015, ndr)  mentre gli altri … Dovrà essere brava la gente a far capire che cos’è il derby ai nuovi, che significato ha per i tifosi. Mazzarri, che ormai dopo tutto il girone di ritorno scorso è abbastanza rodato, ha toccato con mano e visto con i suoi occhi cos’è per la gente il derby e lo deve trasmettere ai giocatori per fare sì che colmino il gap che c’è con la qualità dell’avversario, che è indubbiamente superiore, con altri aspetti. Tanti anno fa si diceva: si deve avere più fame degli altri. Solo così si può raggiungere l’obiettivo di fare una prestazione importane associata a un buon risultato”.