ESCLUSIVA TG – Albrigi: “Belotti corre come un maratoneta e fa tutto fuorché il centravanti perciò segna poco”

03.02.2019 06:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Belotti
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Andrea Belotti

Enrico Albrigi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Albrigi da calciatore ha militato nel Torino prima nelle giovanili e poi a più riprese in prima squadra 61-62, 63-66, e 67-68 ed ha anche giocato nella Spal nella stagione 1971-1972. Con lui abbiamo parlato della gara di oggi all’ora di pranzo fra le sue ex squadre, del mercato appena concluso e delle prospettive dei granata.

Il Torino arriva dall’importante vittoria con l’Inter, ma Mazzarri già nel dopo partita aveva detto che voleva vedere come la squadra si sarebbe comportata con la Spal. Lei che Torino si aspetta oggi?

“Non mi aspetto chissà che cosa perché siamo una squadra che fa pochi gol e ne prendiamo abbastanza, infatti, dopo ventidue giornate di campionato sono state segnate ventisette reti e ne sono state subite ventidue. Ventisette gol realizzati sono pochi perché le altre squadre che hanno una classifica simile al Torino ne hanno segnati di più e i ventidue subiti sono come averne preso uno a partita giocata. Il Torino non ha una linea il gioco definita nel senso che si vogliono realizzare tanti gol e di conseguenza si agisce in campo, quando c’era Mihajlovic, allenatore più portato al gioco offensivo, si segnava di più anche se si subivano un numero maggiore di gol. Guardare i dati statistici non è fine a se stesso perché dicono la verità, infatti, o si vince uno a zero oppure un gol lo si prende. Per fare un balzo in avanti in classifica è necessario fare il salto di qualità e per riuscirci bisogna segnare di più, ma se non lo si fa subito allora non so proprio quando lo faremo”.

A tal proposito, il Ct Mancini per lo stage di lunedì e martedì ha convocato Izzo e Sirigu, ma non Belotti e Zaza. Questo è sintomatico del fatto che il Torino segna poco e di conseguenza anche l'allenatore della Nazionale preferisce altri attaccanti?

“Certo, ma c'è anche un motivo perché gli attaccanti del Torino segnano poco e in particolare Belotti e chi ha giocato al pallone Lo capisce facilmente. Se si corre come un maratoneta quando si arriva sotto porta non arriva più ossigeno al cervello e si sbagliano le palle più facili del mondo perché si è appannati. Il centravanti deve fare il centravanti e non Il maratoneta. In questo momento Belotti gioca in tutti i ruoli fuorché fare il centravanti, questo almeno è il mio pensiero per quello che vedo”.

Mazzarri nella gara con l’Inter ha preferito la coppia di attaccanti Belotti-Zaza lasciando in panchina Falque e forse farà lo stesso con la Spal. Che cosa cambia realmente nel Torino nell’utilizzare Zaza e non Falque?

“Io preferisco Falque a Zaza, ma bisogna tener presente che parlo da esterno mentre Mazzarri ha in mano la squadra tutta la settimana e sa sicuramente quello che fa perché vede i giocatori in allenamento e sa chi si allena di più e chi è più in forma. Scegliere di far giocare un calciatore o un altro spetta solo l'allenatore la mia non è assolutamente una critica a Mazzarri o a Zaza, semplicemente preferisco Falque perché quando gioca lui noto che manda in confusione la difesa avversaria in quanto va via sulla fascia, rientra, può tirare in porta oppure crossare. Falque mi piace più di Zaza perché quest'ultimo non fa il lavoro che fa lo spagnolo e poi anche perché Falque, a mio parere,  garantisce maggiore continuità”.

Magari farli giocare tutti e tre insieme non garantirebbe un tasso offensivo più elevato e forse anche più gol soprattutto con squadre alla portata?

“Mi sembra che Mazzarri la pensi diversamente, magari ci fosse stato ancora Mihajlovic li avrebbe fatti giocare tutti e tre insieme, però, l'attuale allenatore del Torino mi dà l'impressione che ci tenga di più al risultato. Non voglio dire che Mazzarri  abbia un sistema di gioco come si diceva una volta “che fa il catenaccio”, ma sicuramente è più difensivo che offensivo rispetto a Mihajlovic. Dico questo solo perché ogni allenatore ha le sue caratteristiche e non per altri motivi”.

Nella sessione di mercato che si è appena conclusa il Torino non ha comprato nessuno e ha dato solo via Soriano che non aveva ingranato e dato in prestito i giovani Edera e Lyanco per farli giocare di più. Le altre squadre che stanno lottando per lEuropa League chi più chi meno ci sono tutte rinforzate a parte la Roma. Il Torino era già a posto così e quindi ha fatto bene oppure ha commesso un azzardo?

“Se uno è tifoso del Toro indubbiamente avrebbe preferito che la società comprasse qualcuno per fare il salto di qualità. Secondo me, sono stati dati via due buoni giovani, ma magari hanno fatto bene perché così giocheranno di più e saranno ancora più utili per il prossimo anno. Non so se avevano sbagliato a prendere Soriano oppure no, ma se non ha ingranato ci sta che sia stato mandato via, però,  in questo caso andava sostituito. Si deve sempre tamponare quando va via un giocatore. Non voglio entrare nelle problematiche della società e dire se c’erano o non c’erano i soldi per fare nuovi acquisti, sono cose che aspettano a Cairo, ma per me era meglio comprare qualcuno”.

In quale reparto il Torino avrebbe dovuto rinforzarsi?

“Sicuramente manca un centrocampista di indubbia qualità perché chi c’è ha un rendimento altalenante. Rincon disputa delle belle partite, ma anche di quelle meno positive e poi è uno che si fa ammonire volentieri. Mi piace che Rincon sia un giocatore di carattere, ha proprio un carattere da Toro, però, per il calcio moderno prende troppe ammonizioni e purtroppo quando si è ammoniti si rende il 30-40 per cento in meno poiché si gioca più frenati temendo di prende il secondo cartellino giallo e di essere espulsi. Una volta era diverso, ma adesso è così. Lo stesso discorso vale per Meité, anche lui ha un bel carattere ed è forte fisicamente, ma è un po’ troppo irruento e se gli arriva un’ammonizione subito a inizio partita poi inevitabilmente deve fare più attenzione nel caso di entrata in scivolata o d'intervento se un avversario gli scappa via lo deve lasciare andare e non può più permettersi di sbagliare altrimenti la squadra rischia di rimanere in dieci. Figurarsi se ad essere ammoniti sono in due, a quel punto la squadra perde gran parte del suo agonismo. Sono cose che sono tenute poco presenti, ma, invece, vanno tenute in considerazione eccome. Mi sarebbe piaciuto che il Torino avesse preso un centrocampista che imposta il gioco, una sorta di regista. Ormai ogni squadra ha il suo cervello in campo. Al Torino serve uno alla Pirlo in modo che se gli si dà il pallone si sa che poi lui è capace di far partire l’azione. Il Torino non ha un giocatore con queste caratteristiche, ha centrocampisti che valgono e anche forte fisicamente, ma mi sembra che come cervello manchi uno con le qualità che ho descritto prima. E poi bisogna far giocare più da centravanti Belotti perché, secondo me, lo stanno rovinando. Prima degli infortuni dell’anno scorso faceva una valanga di gol perché giocava in un modo differente, mentre adesso torna indietro a centrocampo per prendersi il pallone e poi se va lui a fare i cross è ovvio che non segnerà mai. E' a lui che si devono fare i cross e non viceversa perché quando è in area è sempre pericoloso, anche se non segna più tanti gol come faceva prima”.

La Spal che tipo di avversario è?

“È una squadra come siamo noi. Una volta, quando giocavo io, la Spal era una di quelle squadre con le quali si vinceva uno a zero ed erano quei due punti, allora per la vittoria se ne conquistavano solo due, che ti facevano andare avanti in classifica. Nelle annate peggiori questo tipo di partite le si pareggiava e il punto guadagnato permetteva alle due squadre di essere entrambe salve. Da qualche anno il Torino non è più in lotta per non retrocedere, però, neppure riesce ad andare a disputare le coppe europee. Abbiamo sempre una bella squadra, ma gira gira è sempre lì e manca la ciliegina che serve a fare il colpo per andare in Europa League. Questo è dove “sbaglia” la società, dove “sbaglia” Cairo - lo dico tra virgolette perché i soldi non sono miei -, ma per i tifosi, che sono unici, e il pubblico che ha il Torino io fossi il presidente una ciliegina l’avrei messa questa volta visto che siamo a un passo dall’Europa e sarebbe valsa la pena fare uno sforzo per andare in coppa. Non sto dicendo di fare uno forzo per andare in Champions, ma in Europa League sì. Per i tifosi del Toro andare in Europa League sarebbe come vincere il campionato perché per adesso arrivare al livello di chi ci sta sopra è impensabile, ma riuscire a fare quel passetto in avanti fino all’Europa League è possibile”.

A suo giudizio, il Torino rispetto alle altre squadre che lottano per l’Europa League è più forte, uguale o meno forte?

“Come dicevo prima, se si vanno a vedere i dati, che ribadisco sono importanti e significativi, se si fanno quaranta gol e se ne prendono trenta è meglio che farne ventisette e prenderne ventidue, a patto che non si abbia la fortuna di vincere sempre uno a zero e allora è un’altra cosa e si può vincere anche il campionato, ma se la differenza reti è solo di cinque essere al nono posto è già buono poiché si potrebbe essere anche più in basso in classifica. Tutte le altre squadre sono state rinforzate tranne la Roma, che ha dato via Pellegrini, ma noi abbiamo dato via Edera, Lyanco e Soriano e non è stato preso nessuno. Quindi, o si tratta di una questione finanziaria relativa a plafond che non si possono sforare oppure non so perché non si sia fatto un investimento utile per rendere la squadra più competitiva.
Come ho detto, io fossi il presidente per una volta per questi tifosi uno sforzo l’avrei fatto tenuto conto che il Torino ha solo quattro punti in meno dalla Roma che è al quinto posto e con un paio di giocatori come si deve il salto di qualità lo si sarebbe fatto. Tutte le altre squadre che ci sono davanti in classifica hanno fatto più gol del Torino, anche se ne hanno subiti di più, e questo è la riprova che se il Torino avesse segnato un po’ di più quei quattro punti li avrebbe conquistati e magari di punti in più ne avrebbe fatti anche cinque o sei e, quindi, non solo sarebbe stato davanti alla Roma, ma forse anche davanti al Milan. I rossoneri sono al quarto posto e stanno lottando per la Champions e, infatti, si sono rinforzati prendendo Piatek al posto di Higuain, che non stava facendo quanto speravano, e anche Paquetà.
A parte la Juventus che fa un campionato a sé e anche il Napoli che è troppo avanti, ma dall’Inter al Torino e alla Fiorentina, per me, tutto può succedere. Questo era proprio l’anno giusto, se la società avesse adesso, nel mercato di gennaio, fatto il colpo di prendere due giocatori da “novanta” non era detto che non si riuscisse persino ad andare in Champions perché in pochissimi punti ci sono tante squadre e basta una vittoria o una sconfitta perché la classifica cambi e con qualche risultato utile consecutivo la graduatoria cambierebbe anche radicalmente. Noi abbiamo una squadra che magari non farà tutti e due i tempi allo stesso livello, ma quando gioca bene può battere qualsiasi avversario e con due pezzi da “novanta”, due veri grandi giocatori, e con un attaccante che la mette dentro andare in Champions non sarebbe stata una bufala. Sia chiaro, questo non vale solo per il Torino, ma per tutte quelle squadre che stanno lottando in quel fazzoletto di punti”.

Tornando alla gara con la Spal, è fiducioso relativamente a una vittoria del Torino oppure teme e i granata si siano montati un po’ la testa dopo la vittoria con l’Inter e che disputino una gara al di sotto delle aspettative con relative conseguenze sul risultato?

“Sono tifoso del Toro e lo solo da tutta la vita, ma ho giocato a pallone e vedo la partita con l’Inter in maniera diversa dagli altri tifosi. Abbiamo vinto con l’Inter perché Handanovic ha fatto una dormita colossale. Nessuno l’ha detto, ma prendere un gol così è incredibile perché non si è neanche mosso. E’ alto 1 metro e 93 e bastava che facesse un passo indietro per intercettare la palla, non aveva bisogno neppure di saltare per prendere il pallone. In più l’altro giocatore vicino al palo si è allontanato, quindi, non so proprio che cosa sia successo in occasione del gol di Izzo. Per il resto quanti tiri in porta veramente pericolosi sono stati fatti dall’Inter o dal Torino? Da parte del Torino non ricordo altri veri tiri da gol oltre al colpo di testa vincente di Izzo e all’inizio un altro colpo di testa di De Silvestri parato da Handanovic. Se i tifosi parlano di grande vittoria con l’Inter per i tre punti sono d’accordo con loro, ma sul piano del gioco offensivo la partita è stata misera esattamente come quella dell’Inter, che ha fatto anche peggio di noi. Non è stata una bella partita combattuta, nelle partite di trenta o venti anni fa tra Torino e Inter c’erano dieci azioni da gol da una parte e sette o otto dall’altra. Quando i portieri non fanno grandi parate vuol dire che la partita è mediocre.
Rispondendo alla sua domanda, il Torino gioca meglio fuori casa quando non deve fare la partita, quindi, con la Spal possiamo vincere tranquillamente, però, per come siamo messi, visto che facciamo delle cose bellissime ma prendiamo anche dei gol da polli, sarà una partita che si può vincere, ma anche pareggiare. Anche all’andata abbiamo vinto uno a zero, però, aveva giocato meglio la Spal, oggi magari al Mazza giochiamo meglio noi ma vinceranno loro oppure viceversa. Se il Torino vuole fare il salto di qualità con la Spal deve assolutamente vincere, altrimenti in Europa League non ci arriverà di sicuro. Se la società nel mercato di gennaio avesse preso due pedine importanti per me il Torino poteva lottare persino per la Champions League poiché, a mio parere, non siamo inferiori al Milan, alla Roma, alla Sampdoria e alla Fiorentina, l'unica squadra che sinceramente ci è superiore sul piano del gioco è l'Atalanta. Ma quanti gol ha fatto l'Atalanta? Quarantatre ben quattro in più della Juventus e se anche noi ne avessimo fatti altrettanti saremmo in Champions League”.