ESCLUSIVA Sordo: “Che effetto segnare sotto la curva del Toro nel derby”

02.12.2020 06:30 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA Sordo: “Che effetto segnare sotto la curva del Toro nel derby”
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Gianluca Sordo è fuori dal calcio, dà l’impressione di non seguire costantemente le partite, ma quando parli di Toro si illumina e alla fine si capisce che lo segue spesso, perché ci tiene lui stesso a dirlo: “E’ la squadra che più mi è rimasta nel cuore e poi a Torino ho un grande amico che è Lentini”.

In Toscana ci sono tanti ex granata, con i quali ogni tanto si trova, Mussi e Lorieri. Sordo è uno dei giocatori che colpì il palo nella finale di Amsterdam contro l'Ajax, la'ltro fu proprio Mussi. Era il 13 maggio 1992. Questo è un altro Toro.

Come mai, secondo te, la squadra granata fatica così tanto?

“La rosa che ha non è da quelle condizioni di classifica, non può ambire ai primi cinque o sei posti, ma con la tifoseria che c’è occorre fare meglio. C’è apatia adesso tra i tifosi? Sono certo che, nel momento in cui salta fuori un bel gruppo e una grande società, i tifosi torneranno nuovamente passionali”.

Che ricordi hai dei tuoi trascorsi granata?

“Ho passato una decina di anni tra ragazzini e prima squadra, ho vinto nelle giovanili e in prima squadra. Per me è stata una seconda famiglia. Sono stato bene. Mi dispiace quando vedo che i tifosi si allontanano, essere terz’ultimi non è la sua posizione. Vedo giocatori validi, partono già con un grande vantaggio con Belotti. Noi eravamo un gruppo di giocatori dove c’erano quelli bravi, ma poi c’era chi picchiava e correva. Manca la cattiveria agonistica, per questo gli avversari poi recuperano in corsa. C’è qualcosa che non va livello mentale, ammettiamolo questa forza mentale te la deve dare l’allenatore. Mi ricordo quando avevo Fascetti, in serie B facemmo un campionato alla grande, e Mondonico. Lui sapeva preparare bene le partite e inculcare la determinazione nei giocatori. L’allenatore deve essere bravo nella gestione”.

Un duro il Toro ce l’ha, Rincon.

“Rincon ci può stare. Magari non è adatto alle big ma in una medio-grande squadra può fare bene. Secondo me bisogna cambiare allenatore. Perché più vai avanti e non fai risultati, più è dura risalire. Sia chiaro Giampaolo non lo conosco e non posso giudicarlo, vedo che con il Toro fatica molto a farsi capire”.

Che ricordi hai dei tuoi derby?

“Mi ricordo di aver segnato un gol alla mezzora sotto la curva, è stato bello, poi Vialli ha pareggiato e Venturin ha fatto autorete. Peccato, ma quei derby te li giocavi fino alla fine. E' una partita a sè, ma senza pubblico non è un vero derby. I tifosi quella spinta in più te la danno, può diventare una partita più equilibrata. Quella di quest’anno la vedo già scritta, ma spero sempre che il Toro faccia risultato. Il derby serve anche alla Juve quest’anno, sono punti per la classifica. La situazione del Toro è più tragica. Penso che sia l’ultima spiaggia per Giampaolo”.

Il Milan può essere una candidata allo scudetto?

“Non so, non mi sembrava così attrezzata, se si riprendono Inter, Juve e Napoli li vedo più forti. Pioli l’avevo conosciuto a Forte dei Marmi, è una persona molto umana, umile, per niente presuntuoso, ma c’è soprattutto un grande come Maldini. Ho avuto lui come compagno di squadra e il suo babbo in Under 21, persone umili”.

Si parla dell’eterna crisi di Verdi.

“Verdi non lo vedo da Toro, se dovevano scegliere tra lui e De Paul, il secondo era sicuramente di un altro livello”.

Chi è oggi Gianluca Sordo?

“Attualmente lavoro nel campo immobiliare. Ho sempre il Toro nel cuore, non sono più nel mondo del calcio, ma se il Toro mi chiamasse ci verrei sempre. Un po’ mi ha dato fastidio che né il Toro, così il Milan, non mi abbiano nemmeno mandato gli in bocca al lupo quando sono stato male. Un po’ il calcio mi ha schifato, perché ci sono tante cose che non capisco più. Però ci tengo ancora a sottolinearlo, il Toro è stato un momento prezioso della mia vita”.