Una proposta fuori dagli schemi

18.03.2009 08:16 di Marina Beccuti   vedi letture
Una proposta fuori dagli schemi
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Claudio Piana

 

Il Toro di questo periodo è chiaramente una squadra allo sbando, incapace di reagire alle prime difficoltà e con interpreti incapaci di mettere in pratica ciò che in settimana viene provato negli allenamenti. Non mi stancherò mai di ripetere che quello che manca a questa squadra è lo spirito Toro, il tremendismo granata che ti porta a sopperire anche ai limiti tecnici, riuscendo in imprese impensabili solo grazie alla grinta. Il tifoso del Toro non pretenderà mai il calcio champagne o l'applicazione zemaniana di schemi innovativi, semplicemente chiede la cosa in apparenza più semplice: lottare per la maglia che si indossa.


E se il problema del Torino fosse proprio la continua ricerca di applicare gli schemi? A furia di 4-4-2, di 3-5-2, di rombi o alberi di natale quello che manca è la quadratura del cerchio, ci si è dimenticati cioè che lo scopo ultimo è fare un goal più dell'avversario, è correre e tirare in porta. Fossi in Novellino proporrei un ritorno al caro vecchio gioco all'italiana, una restaurazione che oggi potrebbe avere gli effetti devastanti che ebbe all'epoca l'innovazione sacchiana. Se tutti oggi giocano senza libero, perchè non riproporlo? Perchè non tornare alla marcatura a uomo invece che la inflazionata zona?
Chi meglio di una squadra senza schemi come il Toro attuale può farlo? Certo bisognerebbe avere gli uomini giusti ma penso che nessuno come il Toro attuale possa permettersi il rischio di cambiare senza peggiorare la situazione. D'altronde dovrebbe essere molto più semplice attaccarsi ad un avversario che cercare di anticiparne le mosse...

Se il mister volesse raccogliere la provocazione mi permetto anche di suggerirgli la formazione per questo finale di campionato.

Sereni in porta. Per lui le cose non dovrebbero cambiare;

Rivalta terzino destro ancorato sull'esterno avversario più avanzato;

Rubin terzino sinistro con il compito di spingere il più possibile;

Dzemaili (o Barone o Zanetti) in mediana con il compito di mordere le caviglie del fantasista avversario e di portare palloni alle mezz'ale;

Natali stopper ala vecchia maniera, un francobollo appiccicato sulla punta;

Dellafiore libero con il compito di piazzarsi un paio di metri dietro Natali per evitare di prendere goal come il secondo di Floccari domenica;

Abate sulla fascia destra, a mo' di vecchio tornante con compito di confezionare cross per la testa del centravanti;

Saumel (o Corini) mezzala con compito di costruire il gioco e di sprecare meno palloni possibili;

Bianchi centravanti classico, punta da centroarea stile Polster;

Rosina (o Gasbarroni), fantasista. Il ritorno del caro vecchio numero 10 che magari inventa qualcosa libero da compiti difensivi;

Ventola ala sinistra. Vera e propria seconda punta che gioca largo sulla fascia. In attesa di Abbruscato che a mio avviso è il più tagliato per quel ruolo.

La provocazione è lanciata, d'altronde cosa si rischia di perdere?