Un punto per uno non fa male a nessuno

03.03.2016 11:55 di Alex Bembi   vedi letture
Un punto per uno non fa male a nessuno
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Torino-Lazio è la classica sfida dove un pareggio sembra il risultato più ovvio.Non è certo un match banale, anzi le due squadre hanno fatto un bel pezzo di storia del calcio italiano: 10 scudetti (uno revocato, ma ci sono squadre che ne sfoggiano anche due in più di quanto dovuto) e 11 coppe Italia in campo, oltre 130 sfide tra serie A e coppe. Oggi però le due formazioni arrivano alla gara di domenica con uno score pessimo, soprattutto nel girone di ritorno. Gli ospiti hanno messo insieme dalla gara contro il Bologna 10 punti, una media retrocessione fatta di 4 pareggi, 2 sconfitte e solo 2 successi contro le due squadre veronesi, non certo delle corazzate in questa stagione. Ancor peggio, seppur di poco, ha fatto il Torino, con una sconfitta in più dei biancocelesti a contare dalla prima giornata di ritorno: 9 punti in 8 gare per la squadra di Ventura che ha battuto solo le squadre più derelitte del momento, Frosinone e Palermo.

E allora si prospetta un pareggio, per non scontentare nessuno e per muovere una classifica che vede i due team in un limbo: troppo distante la zona Europa (ai laziali servirebbe recuperare 10 punti sui 33 disponibili ad un Milan in piena rincorsa per un posto nelle coppe, mentre il Toro ha un margine di 9 punti (10 considerati gli scontri diretti a favore) sul Frosinone attuale ultima candidata a lasciare la serie A. Le ambizioni scarseggiano, resterebbero l'orgoglio di giocare per vincere e regalare una gioia ai tifosi. Quei tifosi che ultimamente, seppur con ragioni diverse, sono in rotta con l'ambiente su entrambi i fronti. Lotito è inviso agli ultras laziali da tempo immemore e lo stadio resta semi deserto ogni qual volta la Lazio "dovrebbe" giocare in casa, mentre sul fronte granata Quagliarella prima e Ventura poi hanno avuto le loro dosi di contestazione, seppur non violenta. Basteranno queste due motivazioni ai 22 in campo per disputare una partita aperta, senza troppi tatticismi e senza pensare allo scorrere del cronometro?

Alex Bembi