Toro: i più e i meno dopo il Genoa. Poteva finire in goleada, peccato

Legenda: - - prestazione da dimenticare; - sotto lo standard abituale; 0 nella norma; + prestazione ottima; + + straordinario.
02.12.2013 11:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata
Toro: i più e i meno dopo il Genoa. Poteva finire in goleada, peccato
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Padelli: 0 mai realmente chiamato in causa, esce per indisposizione.

Glik : 0 non è il giocatore della passata stagione, e si vede, ma a Genova non sbaglia nulla, anche perché l’attacco del Genoa è sembrato veramente poca cosa. Non mostra quel vigore che gli riconosciamo.

Bovo: 0 è sembrato sin dall’inizio limitato fisicamente da qualche guaio muscolare, tanto che sembrava giocare in punta di piedi, senza mai pigiare il piede sull’acceleratore. Nonostante questo mette in campo una prestazione più che degna, cercando anche la sortita offensiva. 

Moretti: + vista la pochezza dei difensori italiani, difficile capire perché il Genoa lo abbia lasciato partire. Sicuramente il migliore della difesa dei granata, chiedere notizie a Gilardino e Calaiò, che la palla l’hanno vista solo nel riscaldamento. Ormai non mi stupisce più, sempre tranquillo, mai in affanno, sempre al posto giusto nel momento giusto. Una sicurezza, di più.

Darmian: 0 ormai è il quarto difensore della linea a tre. Buona prestazione difensiva e nulla di più. Si fa sorprendere sul gol, anche perché si fa attrarre dalla palla, cosa non sempre salutare. Una buona prestazione senza nessun apice però. Peccato, perché da lui mi aspetto sempre qualcosa di diverso.

Vives: 0 un muro quando deve difendere, più che rivedibile quando deve impostare. Questo è il suo limite maggiore. La sua presenza in campo però conferisce alla difesa quella sicurezza che un buon mediano deve dare. Sul gol poteva fare meglio, ma forse l’ammonizione, generosa, ne limita le intenzioni.

Farnerud: + la posizione in campo è quella che forse preferisce, e lo dimostra soprattutto nei primi minuti. Cala con il passare dei minuti sbagliando per almeno due volte l’ultimo passaggio, che dovrebbe essere nelle sue corde. Migliora partita dopo partita, questo ci fa ben sperare. Quanto alla disputa sul gol, per me rimane suo, non fosse altro per aver tentato la sassata da trenta metri, cosa che si vede raramente sui campi di calcio italiani.

Pasquale: - occasione persa per il laterale ex Udinese. Non che faccia disastri, intendiamoci, ma per il fatto di non aver quasi mai proposto quella che è la sua migliore dote, cioè, l’inserimento ed il cross sempre pericoloso. Sta troppo sulle sue, anche quando la partita e l’avversario non lo richiederebbe.

El Kaddouri: + giudizio positivo per il palo colpito e per la deviazione, casuale ma vincente, sul gol dei granata. Primo tempo più che degno, ripresa quasi da comparsa. Difficile capire come mai un giocatore giovane come lui, quasi sempre, alla distanza cali vistosamente. La posizione in campo è quella giusta, tanto da far rivedere alcune convinzioni a Ventura, ma deve essere decisivo per tutti i novanta minuti.

Cerci: 0 gioca tutto sommato pochi palloni, ma nonostante questo in due occasioni fa passare un brivido sulla schiena alla tifoseria di casa. Si accende e si spegne molte volte durante la partita, e forse ha bisogno di rifiatare. Poteva anche trovare il gol, ma Perin è stato più bravo di lui.

Immobile: + un furetto, lasciato però troppo solo. Cerca più volte la profondità, suggerendo spesso ai compagni la via più breve per la porta avversaria. Chiama più volte Perin alla parata, e sbaglia per troppa sicurezza la più grossa occasione del match. Ho la sensazione che con qualche piede più delicato a centrocampo, avrebbe trovato anche a Marassi la via del gol. Comunque positivo.

Gomis: 0 entra nel momento più difficile, contro un avversario che dopo il 2009 non è più il vicino di casa amato. Non patisce nè il campo, nè il momento. Mai chiamato alla parata, dimostra però carattere e persino una sicurezza che era difficile immaginare per uno che non aveva mai calcato palcoscenici cosi importanti.

Basha: 0 si butta subito nella mischia, ma il tempo che ha a disposizione è poco per trarre un giudizio. Mette muscoli ad un centrocampo che in quel momento ne aveva bisogno.

Brighi: 0 ormai non è più titolare inamovibile, avrà tempo per far ricredere Ventura. Gioca praticamente gli ultimi 5 minuti della partita. Fa quello che può.

Considerazione sulla partita, un Toro migliore di questo è difficile da vedere. Sul piano del gioco i granata hanno annichilito l’avversario di turno. Forse, sette palle gol create, tre delle quali veramente clamorose. Insomma, se la squadra di Gasperini era la sorpresa di queste ultime partite di campionato, il Toro è apparso non solo superiore, ma tatticamente una spanna sopra. Peccato non averla vinta, perché se finiva con due o tre gol di scarto, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. La squadra di casa tranne due cadute in area di rigore, dovute forse al campo scivoloso, ha creato solo una occasione ed il gol. Merito del Toro e di Ventura.

 

 Classifica dopo la quattordicesima giornata

11 punti:        Cerci,

5 punti: D’Ambrosio, Moretti,

4 punti: Immobile,

3 punti: Darmian, Bovo,

2 punti: Padelli, Basha, 

1 punto: Maksimovic, Farnerud,

0 punti: Gomis,  

-1 punto: Glik, Meggiorini, Pasquale, El Kaddouri, 

-2 punti: Larrondo, , Barreto, Brighi, Bellomo,

- 3 punti: Masiello, Gazzi,

-4 punti: Rodriguez, Vives.