Torino, tra Superga ed il Sassuolo

03.05.2010 08:52 di Marina Beccuti   vedi letture
Torino, tra Superga ed il Sassuolo
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© foto di Alessandro Pizzuti

Archiviata la vittoria sul Gallipoli, il Torino ricomincia la settimana con due novità: si riaprono i cancelli della Sisport per i tifosi, oggi a partire dalle 15,30 e i giocatori tornano a parlare dopo oltre due mesi di silenzio stampa. L'aveva fatto intedere Colantuono che nella settimana di Superga qualcosa sarebbe successo e, complice anche la vittoria di sabato, la promessa è stata mantenuta. Non solo per le sollecitazioni di Pulici, ma perchè tecnico e società avevano già pensato di far tornare i tifosi agli allenamenti.

Dalla partita di sabato arrivano buone notizie sullo stato di forma di Salgado e Rubin che non solo hanno segnato i gol vittoria, ma hanno anche convinto sotto il profilo del gioco e della personalità. In questo momento delicatissimo della stagione, dove il Torino si gioca il futuro prossimo venturo, avere a disposizione due nuovi importanti assi nella manica non può che fare bene al morale e alla tecnica. Salgado sarà il futuro partner di Bianchi da qui a fine stagione, playoff compresi, i due hanno messo in mostra di saper dialogare bene in chiave offensiva. Il Torino intanto ha riagguantato il sesto posto e adesso attende il posticipo di questa sera tra Empoli e Brescia per capire chi potranno essere gli avversari su cui focalizzarsi. Intanto sono scesi in B Livorno e Siena, già retrocesse matematicamente, con l'Atalanta ad un passo dal baratro, anche i bergamaschi vittime del Bologna, come il Toro l'anno scorso. I felsinei sembrano avere più santi in paradiso rispetto alle altre pericolanti. Da segnalare nel Livorno l'ottima prova del "vecchio" Galante, che a 36 anni suonati riesce ancora a reggere un'intera partita sia sul piano nervoso che fisico.

La settimana delle commemorazione di Superga si era aperta sotto i migliori auspici, vittoria, fine del silenzio stampa e apertura della Sisport ai tifosi, ma poi è venuta ad oscurare la situazione la decisione di Cairo di non salire al colle martedì, per paura delle contestazioni che alcuni facinorosi tifosi gli hanno giurato se si fosse presentato a Superga. Fatto ufficializzato con uno striscione esposto all'Olimpico sabato. Tutto questo non fa bene a nessuno, soprattutto in un momento in cui la compattezza è d'obbligo e la memoria merita rispetto. Cairo ha fatto tanti errori, ma ci sono tanti altri mezzi per dissentire sul suo operato. Le minacce sono solo opera dei vili.