Torino, addio 4-2-4? Le opinioni tattiche e le possibili soluzioni

06.05.2013 09:45 di Matteo Maero   vedi letture
Torino, addio 4-2-4? Le opinioni tattiche e le possibili soluzioni
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© foto di Federico De Luca

La prestazione contro il Milan di ieri, al di fuori di risultato, è stata sopra alla sufficienza per 10/11 degli interpreti coinvolti, grazie ad una ritrovata solidità tattica e ad un organizzazione certosina che mancava da qualche giornata. Il 5-3-2 ha dimostrato di essere uno schema "giusto" per le partite contro le squadre di vertice come il Milan, rimasto imbrigliato nella rete tecnica-tattica messa in atto da Giampiero Ventura.
Pur con una formazione "tout-avant" come quella di ieri, il Torino non è mai risultato sbilanciato ne chiuso, creando tante occasioni quante se ne creano con il 4-2-4, sebbene permanga ancora una certa sterilità avanzata, anche a causa della cattiva prestazione di Barreto. Perciò, la partita con il Milan ha dimostrato che i Granata possono giocare in maniera uguale se non migliore anche senza lo spettacolare ma rischioso 4-2-4. I tre di centrocampo svolgono un ruolo basilare nello schema, mantenendo bilanciata l'azione, gli esterni macinano metri e aprono l'azione, mentre i centrali difensivi coprono bene e riescono a gestire gli attacchi avversari senza nessun timore.


Tuttavia, il 5-3-2 non si presta a ciò che servirebbe alla squadra granata, ovvero i gol. Il peso offensivo è ridotto e se gli interpreti non sono in giornata, si rischia di venire puniti alla distanza. Ciononostante, non è un motivo valido per tornare al 4-2-4, che può benissimo essere sostituito da un terzo schema in caso di partite più "aperte".


In questi casi, mantenere almeno la difesa a 4 è fondamentale, così come lo sarebbe riorganizzare il reparto avanzato. Un incontrista "rubapalloni" (come Gazzi o Basha) ed un regista arretrato (come Brighi) potrebbero comporre una buona coppia di centrocampisti, coadiuvati però non più da uno psudeo-esterno di raccordo come Vives, ma da un vero e proprio trequartista "Alla Ganso", una sorta di fulcro del gioco pronto sia a gestire le azioni create del regista che a tornare indietro da centrocampista classico in un ipotetico trio di centrocampo. Si dovrebbero mantenere anche le due ali, con un ruolo simile ma non uguale a quell'attuale del 4-2-4, operando come le seconde punte in un 4-3-3 nella fase di attacco e come raccordo per i terzini in quella difensiva. L'attacco potrebbe venire delegato ad una punta simile a Bianchi, capace di finalizzare le azioni degli esterni e se necessario coadiuvare la manovra.


Così, si avrebbe un 4-2-3-1 bilanciato, pronto nella fase offensiva e adeguatamente attento in quella difensiva, che non da punti di riferimento all'avversario. Inoltre, non essendo questo schema uno stravolgimento tattico potrebbe tranquillamente sostituire in pianta stabile il 4-2-4, senza rovesciare equilibri già ben assodati.