Salvezza sempre più vicina

19.02.2013 09:18 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata
Salvezza sempre più vicina
© foto di Letizia Reynaud

Un bellissimo Toro, una prestazione maiuscola, una consapevolezza dei propri mezzi, un’intensità di gioco e d’idee, un carattere ed una coesione d’intenti che non si vedevano a Torino da molti anni. C’è quindi da rallegrarsi, e fortunatamente il popolo granata può vivere questo finale di campionato con uno stato d’animo più sereno, guardare al futuro rilassato, e godersi le partite di questo Toro. Dopo anni che si è vissuto intensamente sino all’ultima giornata e anche oltre, sarebbe un grande regalo per tutti.


Quanto a Torino-Atalanta, non c’è stata partita, al di là delle dichiarazioni finali, di rito, di Colantuono, l’unica squadra che ha messo in difficoltà per tutti i novanta minuti l’altra, è stato il Torino, su questo non si può discutere. L’Atalanta, tranne il rigore, non ha tirato una sola volta verso la porta difesa da Gillet, che a memoria, non ha fatto una sola parata. Un dominio territoriale degli uomini di Ventura confermato dai numeri, per chi ama la statistica, che però è stato ancora più evidente sul campo, con il punteggio che poco rispecchia quanto prodotto dalle due squadre. Il risultato poteva essere sicuramente più rotondo, Barreto si è divorato due gol, comunque buona la prestazione del brasiliano, e spesso all’iniziative dei padroni di casa è mancato quel pizzico di buona sorte che solitamente aiuta gli audaci. La reazione dopo il pareggio dei bergamaschi, rigore giusto ci mancherebbe altro, stona piuttosto non averne mai a favore anche quando sono palesi, è stata rabbiosa nonostante mancasse una manciata di minuti alla fine del match, segno che anche fisicamente la squadra sta attraversando un buon momento.


Cerci, per quanto mi riguarda, ha fatto la sua migliore prestazione in granata, non solo è cresciuto tecnicamente e fisicamente, ma anche mentalmente, non è più l’uomo dalle grandi capacità tecniche messe a disposizione della squadra, ma è diventato l’uomo squadra, un vero trascinatore. Il fatto che i compagni lo cerchino con tanta insistenza, ma anche che lui si faccia trovare sempre pronto e pungente durante tutto l’arco della partita, dimostra ulteriormente la crescita del giocatore nello spogliatoio. Ogbonna è tornato in campo, gli manca forse quella rapidità che solo il campo può darti, ma nel complesso, specialmente dopo una lunga assenza, si può ritenere la sua prestazione più che soddisfacente. Buona anche la partita di Darmian, solita sicurezza in difesa, con l’aggiunta di una fase offensiva di qualità. Anche i due attaccanti hanno disputato una buona partita. Bianchi ha dato peso e profondità all’attacco, alcune volte, è vero, si è fatto prendere dalla smania del gol a tutti i costi, ma è sempre riuscito a tenere in apprensione la difesa avversaria. Barreto, gol sbagliati a parte, si è mosso bene su tutto il fronte d’attacco, dimostrando a mio parere di poter tranquillamente condividere l’attacco con un attaccante di peso. Glik, invece, è la sorpresa più bella di questo campionato, continua ad avere un rendimento altissimo, pochissimi errori e una personalità prorompente, almeno sul campo, con Ogbonna mi sembra formi una delle coppie più belle del nostro campionato. Quanto a Birsa, gioca poco, ma quando gioca riesce sempre ad estrarre dal cilindro una giocata importante, un acquisto forse troppo sottovalutato.


Insomma, la salvezza è dietro l’angolo, prima si fanno i punti che servono, prima si può pensare alla prossima stagione. L’importante è non rilassarsi, com’era successo nel primo tempo ad Udine, perché quando il Toro gioca, se non è libidine, poco ci manca.