Marotta: "Le nostre vittorie portano a cultura dell'invidia"

24.03.2016 00:01 di Alex Bembi   vedi letture
Marotta: "Le nostre vittorie portano a cultura dell'invidia"
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© foto di Federico Gaetano

Sentito dai colleghi de La Gazzetta dello sport, Beppe Marotta ha parlato a margine della presentazione del J Medical (centro poliambulatoriale, diagnostico, di fisioterapia e medicina sportiva per la Juventus e aperto al pubblico, per un investimento complessivo di dieci milioni di euro). Riguardo agli errori arbitrali che hanno indirizzato il derby il DG bianconero prova a difendere l'indifendibile: "In Europa un episodio può mandarti fuori, in un campionato invece i valori alla fine emergono, al di là di certi errori arbitrali. La mancata espulsione di Bonucci? Rizzoli era in grado di intendere e di volere, ha usato lo strumento dell'ammonizione. La mancata ammonizione di Alex Sandro? Il regolamento dice che in caso di rigore non è obbligatorio ammonire o espellere il giocatore. Le tante vittorie della Juve hanno portato a una cultura dell'invidia".

Cultura dell'invida che probabilmente Marotta ha provato a sua volta verso i successi del Bayern Monaco, nettamente superiori a quelli della sua squadra. Le sue stesse parole, precedenti soltanto di pochi giorni rispetto a quelle di tutt'altro tenore riportate sopra, lo dimostrano: "C'è un rammarico per l'errore sull'uno a zero (post partita a Monaco di Baviera n.d.r.), c'è molto da recriminare, credo che non si possano subire decisioni del genere. Non cerco alibi, ho visto rossi per molto meno, certi arbitraggi non fanno bene. Lo dicono le immagini, nessun commento eccetto che il calcio italiano va protetto, tutelato a livello internazionale". Anche a livello nazionale vorremmo aggiungere, perchè è il calcio in generale che va tutelato, la bontà e la bellezza di questo sport, non solo una squadra e in un particolare contesto. 

Dichiarazioni del genere rigirate a seconda della svista, subita o favorevole, non fanno bene al calcio. D'altronde, dal Direttore Generale della società che vanta tra i titoli anche gli scudetti revocatigli da tutti gli organi di giustizia sportiva, si poteva pretendere una semplice ammissione di aver tratto vantaggio da un arbitraggio favorevole, seppur non richiesto? Forse no, ma sarebbe bastato anche un onorevole silenzio, in fondo il fischietto in bocca domenica pomeriggio non lo aveva mica un tesserato della Juventus...

 

Alex Bembi