L'arroganza dei numeri uno o presunti tali

02.09.2018 10:32 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'arroganza dei numeri uno o presunti tali

Ha fatto effetto, in un modo o l'altro, la presa di posizione di CR7 per la mancata premiazione di miglior giocatore Uefa. L'attaccante portoghese ha deciso di boicottare il Galà dell'Uefa in occasione dei sorteggi di Champions League e il suo entourage lo ha ovviamente appoggiato, a partire dal suo potente procuratore Mendes, arrivando all'ad bianconero Marotta. Arroganza allo stato puro, perchè chi ha vinto il premio, Modric, è stato altrettanto bravo e ha fatto anche meglio ai recenti Mondiali, considerando che la sua Croazia si è giocata la finale, male, contro la Francia, ma pur sempre finale era.

Il Fenomeno, com'è chiamato il portoghese, ha vinto cinque Palloni D'Oro, che è sempre un record, coabitando nella classifica con Messi, che saranno pure campioni, ma che non sempre hanno fatto la differenza. Hanno avuto la fortuna di entrare in squadre molto potenti, come Real Madrid e Barcellona, che hanno permesso loro di vincere trofei e dunque salire al massimo delle loro potenzialità. Ma nel mondo ci sono giocatori altrettanto forti che forse non sono entrati nel giro che conta e dunque non hanno avuto la possibilità di eccellere come loro.

Tuttavia Messi non è mai stato arrogante quanto CR7 che, più che un giocatore, è ormai un marchio, che fa guadagnare tanti soldi a chi lo circonda. Sicuramente per la Juventus e la città di Torino è stato un affare, più economico che meramente calcistico, anche perchè a 33 anni, volenti o nolenti, Ronaldo si avvia alla fine della sua carriera, prospettata a 37 anni, quando scadrà il contratto quadriennale con la Juventus.

La cosa più mesta è che la sua presa di posizione per il mancato premia abbia creato un bel supporto di zerbini nell'attaccare la Uefa per aver premiato Modric, come se CR7 dovesse sempre vincere per potere divino, come i monarchi che si passano lo scettro da padre in figlio.

Oltretutto il campione lusitano non è nemmeno un esempio da seguire, uno che fa figli da madri surrogate, dunque senza passione e amore, ma solo per arrivare a quota sette pargoli come il suo marchio, la dice lunga sul personaggio, privo di ogni elemento umano, uno che programma tutto, anche le nascite (e poi portando via i figli alle madri naturali, e arriva da un paese ultra cattolico). E' vero, la vita privata di un giocatore non deve influire sulla sua carriera, ma Ronaldo, a quanto pare, vita privata non ne ha, perchè fa soldi anche quando dorme e tanti ci guadagnano da questo, per cui anche il suo intimo fa parte del business. Compresa l'arroganza che si sposa bene con la Juventus che mira a vincere tutto come ha sempre fatto, costi quel che costi, arrivando anche a corrompere il sistema com'è successo con Calciopoli e avendo anche la faccia tosta di non togliere dalla sua bacheca dei trionfi i due scudetti revocati.

Così è se vi pare, ovvero scrivere la storia a modo loro, anche contro la realtà e la verità. Possibile perchè tutti gli zerbini che li circondano aiutano questo modo di fare a farlo entrare come tipologia normale di comportamento. Salvo qualcuno che si sveglia a urlare che il re è nudo, ma essendo in minoranza, viene allontanato dal giro che conta. Com'è successo ad alcuni giornalisti che hanno osato criticare il metodo Juventus.

Il calcio se non è lotta aperta non è sport, infatti oggi è solo business, svalutato dai valori umani, dall'agonismo e dal risultato non scontato. E adesso prepariamoci allo scodinzolamento generale quando segnerà il suo primo gol in campionato, faranno trasmissioni dedicate apposite.