Il 4 maggio non si trasformi in una sagra...

05.05.2016 12:48 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
Il 4 maggio non si trasformi in una sagra...
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© foto di Alessio Bert

Il 4 maggio rimane sempre una giornata storica della memoria granata, commovente, dove si rivive le stesse emozioni di quella tremenda giornata del 1949, perchè i tifosi del Toro non dimenticano, non vogliono dimenticare la tragedia che commosse il mondo e cambiò la storia calcistica di Torino e dell'Italia intera. Siamo certi, anzi certissimi, che la Juventus non sarebbe diventata così potente con il Torino di Novo alle costole per tanti anni ancora, e il calcio italiano sarebbe stato onorato da un club e una squadra estremamente moderna per quell'epoca. Oggi, 5 maggio, si fa un po' il resoconto della giornata di ieri, più triste del solito per l'assenza di Don Aldo, che dopo tanti anni non ha officiato lui la messa perchè nel frattempo ha raggiunto lui stesso gli Immortali in qualche mondo nascosto a noi in terra.

Dispiace "fare le pulci" al 4 maggio, ma c'è qualcosa che stride e che va detto, visto che la polemica, chiamiamola così, è venuta fuori sui social network. Cosa c'entrano le bancarelle con i pop corn e altre cibarie puzzolenti, oltre a quelle che vendono bandiere e gadgets? Non è una festa, una sagra, ma la commemorazione di decine di persone perite in un drammatico incidente che ha tolto tanti padri a figli piccoli e reso vedove tante giovani madri, sconvolgendo la vita di molte persone. Chi è adibito ad organizzare la cerimonia, la società (qualcuno ha scritto che dovrebbe indottrinare i tifosi all'importanza di quello a cui assistono), i club dei tifosi, la Maratona, chi gestisce la Basilica di Superga, dovrebbero stare più  attenti a questi particolari, che possono sembrare di poco conto, perchè complementari, ma che comunque danno fastidio a chi vuole rendere omaggio a grandi campioni, dove in mezzo, non bisogna mai dimenticarlo, ci sono tanti famigliari commossi che vanno rispettati. La puzza di cibo in stile sagra paesana, senza urtare la suscettibilità di qualcuno, proprio fa a pugni con la giornata. Poi ci sarebbe anche da chiedersi chi concede i permessi (Superga è una frazione di Torino, ndr), se sono tutti abusivi, a chi vanno i ricavi, magari in beneficenza, saremmo più contenti.

Ci sono persone che preferiscono salire al colle in altri giorni, per evitare che quella giornata si trasformi più in una parata che in un sentimento vero. Proprio come le feste comandate. Non vogliamo scomodare indegnamente Gesù, ma vale la pena citarlo in una situazione assai vicina alla realtà di cui stiamo parlando, è proprio il caso di dire, via i mercanti dal tempio...