Giulio Cavalli, un granata in trincea

09.10.2009 08:34 di Marina Beccuti   vedi letture

Ieri sera nella puntata di "Anno Zero", dedicata ai misteri delle stragi di Falcone e Borsellino, è stato interpellato il regista e attore teatrale Giulio Cavalli, in prima linea a raccontare storie di mafia, vere, con nomi e cognomi, che sta portando in giro nei vari teatri lombardi e presto diventerà anche un libro. Per questo motivo vive da due anni sotto scorta. Il suo modo di interpretare e denunciare i cattivi vizi degli italiani ricordano Peppino Impastato, ucciso dalla mafia per le sue trasmissioni radiofoniche dove denunciava i fatti di Cosa Nostra. Non per niente la nuova opera di Cavalli si intitola "A cento passi dal Duomo", un titolo che ricorda il film dedicato a Peppino, dove Cavalli denuncia la mafia che vive al Nord. Con la speranza che le cose a Giulio possano andare in modo diverso.

Qualcuno si domanderà, detto alla Di Pietro, che c'azzecca con il Toro? C'azzecca perchè Giulio Cavalli, classe '77, milanese con base a Lodi, è un tifoso granata. Ho avuto modo di conoscerlo, di incontrarlo alcune volte a Torino perchè in testa aveva un'idea nobile: portare nei teatri la storia di Gigi Meroni. L'opera avrebbe dovuto prendere spunto dal celebre libro di Nando Dalla Chiesa "La farfalla granata". Purtroppo però, a causa delle tante difficoltà, nonostante avesse ottenuto l'aiuto della sorella Maria Meroni, l'idea rimase un sogno, un'utopia, che però possiamo considerare solo sopita perchè, vista la ferrea volontà di Cavalli di andare avanti, lo porterà a raggiungere il suo scopo.

C'è pure da domandarsi un po' stupiti com'è possibile che sia quasi più facile portare in teatro la mafia e non la storia di un "rivoluzionario" del nostro calcio, che fece grande e romantico il Toro del dopo Superga. Misteri granata o meglio di quel mondo che gli gira attorno e gli rende difficile la vita, anche nelle scelte più semplici. Morale della storia: un granata ha sempre l'audacia di un eroe e non si spaventa di fronte a nulla, come Giulio Cavalli, che si dichiara un giullare (ha la stessa voce di Paolo Rossi con il quale ha pure collaborato) e che merita la solidarietà di tutti noi, un ragazzo onesto e coraggioso che non si spaventa nemmeno di fronte alla denuncia forte contro la mafia. Quegli italiani che vorrebbero un paese diverso non possono che ringraziarlo, fino a che c'è gente come lui rimane viva la speranza di avere un paese migliore.