E adesso tutti allo stadio

18.01.2010 10:14 di Marina Beccuti   vedi letture
E adesso tutti allo stadio
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Luigi Adriani

 

Finalmente una vera partita da Toro! E’ la dimostrazione che quando tutti remano dalla stessa parte i risultati arrivano! E quest’ultima frase mi permette di riaprire un discorso che, aldi là delle polemiche, sia di giusta riflessione per chi, come i responsabili della tifoseria organizzata, tendano a comprendere maggiormente le altrui idee. Mi spiego meglio. Si era chiesto da più parti che contro il Grosseto sarebbe stato meglio entrare a far tifo piuttosto che stare fuori per organizzare poi l’ennesima “processione” al Filadelfia.


Aveva chiesto questa vicinanza il capitano della squadra Bianchi, lo aveva auspicato Giacomo Ferri e sul forum di TN, sito frequentatissimo dai tifosi granata, si era espresso in tal senso ben il 51% dei sondaggisti.
Nonostante ciò, la decisione, pur se presa con la massima libertà, è stata comunque una “chiamata alle armi”. E questa cosa ha trovato la sua smentita più clamorosa nel risultato e nello svolgersi dell’incontro. Le duemila, appena, persone che erano allo stadio sono state chiaramente avvertite dalla squadra. Perché alla domanda di come essa ha accolto lo “sciopero” delle curve, ha risposto dicendo che ha sentito comunque l’incitamento dei tifosi. La squadra ha fatto la sua parte giocando come vuole il dna granata. I tifosi, che invece erano più che a “scartamento ridotto, ”altrettanto!


Mi chiedo cosa sarebbe successo se al goal iniziale del Grosseto i “protestari”, nel caso fossero entrati e avessero, come loro abitudine in questi ultimi tempi, iniziato a fischiare come sarebbe andata a finire! Comunque non è per innescare polemiche ma mi sembra oramai più che logico che il tifo granata debba oramai convincersi a dare tutto sé stesso e riempire lo stadio per meritarsi ancora una volta l’appellativo del 12° giocatore in campo. E questo pur se è vero che in altre occasioni è stato fatto senza raggiungere risultati.


Non c’è altro da fare. Il Torino è bene che sia chiaro non appartiene a nessuno in particolare. Dire il Toro siamo noi non è che una risposta, pur legittima e condivisibile, per ricordare a qualche Presidente di turno che non si può considerare la tradizione granata una mera terra di conquista. Altro non è. Non è un proclama di paternità! Il Toro è la maglia a prescindere, il Toro sono i colori a prescindere, il Toro è la Storia a prescindere. Il pensiero è dentro di noi, punto e basta.
Purtroppo forse tutto questo dire è frutto di un destino tragico, chissà una tragedia assurta a leggenda. Ma tanto è, senza arrogarsi diritti di premeditato “avvertimento”.