Comi: "Meroni, il coraggio di essere sempre se stesso". Presentazione del libro "Una vita a tutto campo"

12.03.2014 09:14 di Marina Beccuti   vedi letture
Comi: "Meroni, il coraggio di essere sempre se stesso". Presentazione del libro "Una vita a tutto campo"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Gigi Meroni torna in libreria con un romanzo nuovo, che racconta la sua vita, quella vera, di chi l'ha conosciuto veramente. E non è una fiction ma amore allo stato puro. Va detto e sottolineato che la sua storia, per modo di dire, mandata in onda su Rai1 a fine 2013, ha scontentato tutti, soprattutto i parenti e gli amici. Davanti ad un pubblico curioso e tanti personaggi che l'hanno conosciuto il Granata Store ha presentato, in una sala adiacente al negozio di Piazza Castello (sede dell'Associazione Donne Sommeiller d'Europa), il libro "Gigi Meroni UNA VITA A TUTTO CAMPO", scritto dal giornalista Pierluigi Comerio, edizioni Carlo Pozzoni. Presenti, oltre all'autore e all'editore, la sorella di Meroni, Maria, e il direttore generale del Torino Antonio Comi. A fare gli onori di casa Carlo Testa. Da sottolineare l'emozione di Maria Meroni, una donna semplice, dolcissima, con due occhi azzurri che ti guardano quasi smarrita nel ricordare Luigino, il fratello-campione. Le gigantografie della Farfalla Granata campeggiano ovunque per volere di Testa ed è l'atmosfera giusta per ricordare il volo di quel fanciullo rimasto nel cuore di tutti.

Comi non ha dubbi nel ricordarlo: "Possiamo parlare di un vero e proprio Stile Gigi Meroni. Si creava i vestiti da sè, amava le macchine. Uno che ha lasciato un segno in tutto il mondo, un originale. Meroni ha avuto il coraggio di essere sempre se stesso". Il direttore generale granata ha poi ricordato di aver comprato un suo quadro pochi anni fa. 

Maria lo ricorda non come campione: "Lui è sempre stato così, per noi era normale, ma non ha mai mancato di rispetto a nessuno, non capiva perchè doveva cambiare, senza mai aver fatto male a nessuno. Non mi è piaciuta la fiction su di lui, ha falsificato molte cose, come mettere contro lui e il fratello maggiore Celestino, con il quale ha sempre avuto un grande rapporto e anche per questioni professionali chiedeva sempre il suo parere. Ora con questo libro vogliamo raccontarlo nel modo giusto".

L'autore Gianlugi Comerio ha poi aggiunto: "Non è stato facile raccontarlo, anche per le sue estrosità, era unico. Ho cercato di incontrare tutti quelli che l'hanno conosciuto e ho capito quanto gli hanno voluto bene e gliene vogliono ancora. Ho girato per Como, Genova e Torino. Ho trovato anche molta disponibilità nel raccontarlo. Da questo libro spero che emerga il vero Meroni". L'editore Pozzoni ci ha tenuto a precisare: "Il libro è nato grazie a Maria, un omaggio per i settant'anni di Gigi. Ma l'opera è nata grazie proprio alla disponibilità di Maria".

Tra i presenti c'era anche il cantante Dino, molto in voga negli anni di vita di Gigi. Il cantante torinese era un suo fan, così com'è rimasto tifoso del Torino: "L'ho conosciuto come una persona che amava soprattutto la libertà, almeno fino a che questa non andava a toccare gli altri. Non ha mai offeso nessuno. Lo ricordo soprattutto sempre sorridente".

Fossati era molto amico di Gigi, anche perchè i due dividevano la stessa stanza nel ritiro e Natalino ha raccontato parecchi aneddotti su di lui, come quando mentre dormiva gli tagliò qualche ciocca di capelli. "Lui non offendeva mai, era più genio che sregolatezza". Rampanti era un giovane a quell'epoca e ricorda come fu accolto bene da Meroni negli spogliatoi dei grandi. "E' stato un onore per me portare il suo numero, il 7, sulle spalle per parecchi anni".

Maria ha poi concluso ricordando quanto sia sempre grande l'emozione che prova parlando di suo fratello: "Mi vengono in mente tante cose di lui, non sul calcio, perchè l'ho sempre seguito poco e poi lui non voleva che fossi presente allo stadio perchè portavo sfortuna nel risultato. Era una persona speciale e sono contenta che sia uscito questo libro che lo racconta nel modo giusto. Questo per rendergli giustizia dopo la fiction, che mi ha fatto provare molto dolore. Vi racconto anche questa. Mio nipote, che si chiama proprio come lui, Gigi Meroni, vive negli Usa dove fa il compositore. E' stato chiamato dal regista della fiction Rai per chiedergli se voleva scrivere la colonna sonora, ma lui si è rifiutato per non disonorare la memoria dello zio. Mi aveva avvertita, guarda zia che questo film sarà una delusione". Indimenticabile Gigi, oggi le stranezze sono altre, spesso esternate più da bulli che da uomini. Lui no, se continua a vivere un motivo ci sarà, come detto appunto, era unico.

 

© foto di Diego Fornero