Cairo, i pro e i contro delle dichiarazioni

27.02.2010 08:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Cairo, i pro e i contro delle dichiarazioni
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© foto di Giacomo Morini

Dopo il silenzio la decisione di parlare e Cairo l'ha fatto confermando voci che giravano da tempo, vendere il Toro. In pratica la risposta a Marco Montiglio, il presidente del CCTC che in settimana era stato intervistato dal Tuttosport. Montiglio aveva chiuso la porta in faccia a Cairo preferendo che portasse i libri contabili in Comune, in attesa di quel messia del quale se n'erano perse le tracce e non si trovava neppure più ad Eboli. Cairo ha detto di avere dalla sua parte il settanta per cento dei tifosi, secondo i suoi sondaggi, i mitici sondaggi che hanno fatto la fortuna del Premier, ma che lui voleva accontentare l'altro trenta per cento che non lo voleva più.

Cosa stride in tutto ciò? Il fatto che Cairo abbia dato l'esclusiva ad un solo quotidiano invece di convocare una bella conferenza stampa e darsi per così dire in pasto ad una platea più ampia di giornalisti, con più domande e contraddittorio. Se non voleva incontrare tutti i media cittadini poteva fare le stesse dichiarazioni sul sito ufficiale del Torino Fc. Dunque più che una decisione Cairo ha fatto un proclama, ha lanciato un sasso, aspettando che qualcuno lo colga. Se nessuno si farà avanti potrà così presentarsi ai tifosi e ai media, questa volta tutti, per dire che il Toro non ha trovato un altro acquirente e per non farlo sparire resterà lui al comando (speriamo!).

Certamente Cairo è stato esageratamente subissato dalle critiche, anche giuste, perchè i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma nella tirata d'orecchie vanno incluse anche le forze cittadine, amministrazioni locali, banche e imprenditori, che del Torino se ne sono sempre sbattuti. Tra l'altro pochi lo sanno, ma le ipoteche non sono solo sul Filadelfia, ma anche sull'Olimpico e sono quelle più preoccupanti, perchè se non si sblocca la situazione la squadra granata rischia di non poter avere il suo stadio di proprietà o in usufrutto. In pratica tra il Filadelfia e l'Olimpico ci sono ben oltre 50 milioni di euro di ipoteche, lasciate ovviamente da Cimminelli (una risposta a chi pensa che era meglio lui di Cairo). Situazione che al momento solo il Comune può risolvere, "patteggiando" con l'ufficio delle entrate. Senza contare che l'Olimpico non è neppure uno stadio eccellente. Sembra una sciocchezza ma non lo è e sia Cairo o chi dovesse eventualmente sostituirlo, dovrà fronteggiare questa problematica. Quello che però conta al momento è dare serenità alla squadra che deve raggiungere la promozione. Nel caso in cui qualcuno fosse interessato il vero passo lo farà solo quando conoscerà in che campionato sarà iscritto il Torino il prossimo anno. Cambierebbero ovviamente anche le cifre. Questo non era proprio il momento giusto per mettere in vendita la società.