Approccio alla gara e mentalità vincente: il Toro ha queste doti?

La vittoria con il Parma può far chiudere bene il miniciclo con le squadre alla portata. Le squalifiche di Cerci, Meggiorini e Diop condizionano le scelte in attacco: Santana e Birsa i canditati per le fasce, a Bianchi e Barreto l'onere del gol.
09.03.2013 12:33 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Approccio alla gara e mentalità vincente: il Toro ha queste doti?
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© foto di Federico De Luca

A undici giornate dalla fine del campionato è ovvio che inizi per tutte le squadre la volata finale per conquistare il maggior numero possibile dei trentatré punti che sono ancora in palio. Anche il Torino quindi è impegnato in questo rush finale senza l’assillo di dover ottenere punti per salvarsi, ma con l’obbligo morale, prima di tutto verso se stesso, di posizionarsi oltre il semplice raggiungimento dei punti necessari a restare in serie A, perché fin qui in campionato ha dimostrato, nonostante sia una neo promossa che è approdata nella massima divisione dopo ben tre stagioni passate in cadetteria, di riuscire a mantenersi sempre sopra il terzultimo posto e quindi è legittimo e doveroso che ambisca a qualche cosa di più del minimo necessario.

Nelle ultime undici giornate del girone d’andata il Torino conquistò undici punti, con una media di uno a partita e un terzo di quelli in palio, complice anche un calendario decisamente ostico che ha messo i granata a confronto con Lazio, Napoli, Roma, Fiorentina, Juventus, Milan ovvero quasi l’intero gota della serie A. Fino a qui la squadra di Ventura nel girone di ritorno ha conquistato due punti in più rispetto all’andata, quindi vuol dire che ha acquisito maggiori conoscenze e ha saputo metterle in pratica, di conseguenza sarebbe lecito attendersi che anche nelle restanti undici partite siano incamerati più di undici punti e farlo è assolutamente possibile già ad iniziare da domani pomeriggio visto che nel precedente confronto con il Parma il Torino fu sconfitto.

Riuscire a chiudere con una vittoria il miniciclo iniziato con l’Atalanta, dove il Torino si è confrontato con altre formazioni alla sua portata, è doveroso poiché solo così il bilancio sarebbe positivo perché al momento è di soli quattro punti (vittoria con Atalanta, sconfitta con Cagliari e pareggio con Palermo) su un totale di nove in palio. Oltretutto una vittoria con il Parma metterebbe i granata nella migliore condizione per affrontare le successive due gare con squadre molto più forti, Lazio e Napoli, che ambiscono a un posto in Champions League, all’andata in trasferta furono due pareggi, ma questo non è garanzia che il Torino riesca a ottenere in queste due gare risultati positivi, soprattutto se non è in grado di battere formazioni del suo stesso livello come appunto è il Parma.

Al Tardini il Torino si presenta con gli uomini contati in attacco per le squalifiche di Cerci, Meggiorini e Diop, il ricorso per quest’ultimo non è stato accolto (ogni valutazione e commento è volutamente omesso) e così dovrà forzosamente saltare non solo la gara di domani, ma anche la successiva con la Lazio; unica magra consolazione è che il ragazzo ha un problema alla caviglia è comunque non sarebbe stato convocato per la sfida con il Parma. A questo si aggiunge che Jonathas solo da mercoledì si allena con i compagni, avendo dovuto recuperare da un infortunio che gli ha fatto saltare le sfide con Cagliari e Palermo, e quindi non sarà ancora al massimo della forma. Tutto ciò inevitabilmente comporta che Bianchi e Barreto si prodighino ancora di più per finalizzare la manovra offensiva senza commettere errori nei tiri verso la porta avversaria e che Santana e Birsa, i due candidati ad occuparsi rispettivamente della fascia sinistra e di quella destra, e all’occorrenza Stavanovic e Menga, diano il cento per cento nel saltare l’uomo e creare la superiorità numerica in modo da imbeccare al meglio le punte di ruolo e magari loro stessi arrivare al tiro nello specchio della porta gialloblu.
Impegno, concentrazione dal fischio iniziale al triplice finale, determinazione e assoluta volontà nel conquistare i tre punti questo si chiede ai giocatori del Torino: l’approccio alla partita e la mentalità vincente determinano il risultato finale.